Silvio Soldini, regista milanese che ha raggiunto la notorietà grazie alla fortunata commedia "Pane e Tulipani" del 1999, torna a scrivere e a dirigere un film frizzante e coinvolgente, "Agata e la Tempesta", con le migliori credenziali possibili e soprattutto con i favori del pubblico e della critica nazionale. Richiamando nel ruolo di attrice principale la sorridente, luminosa e versatile Licia Maglietta, sua compagna anche nella vita, affiancandole un gruppo di attori piacevoli e felicemente in parte – tra i quali si distinguono Giuseppe Battiston nella parte di un estroverso romagnolo, Emilio Solfrizzi alle prese con una problematica situazione familiare e Marina Massironi psicologa-opinionista incapace di tenere sotto controllo il proprio matrimonio – il regista sviluppa con un tono delicato, divertente e divertito, una delle commedie italiane più simpatiche e originali della stagione.
Nella pellicola si intrecciano le vite di molteplici personaggi: Agata (Maglietta) è una piacente e amabile libraia, dall’aria svampita, che trascorre la sua vita immersa in letture di ogni tipo, mentre la figlia studia e vive a Bilbao; suo fratello Gustavo (Solfrizzi), architetto specializzato nella costruzione di velodromi, è sposato con la psicologa Ines (Massironi), interessata soprattutto all’oscuro mondo dei rapporti di coppia e così intenta ad indagare la psiche altrui da non rendersi conto di aver abbandonato completamente il marito. I due fratelli sono molto legati e non perdono occasione per incontrarsi.
La vita tranquilla dell'architetto viene improvvisamente sconvolta dalla confessione di un apparente sconosciuto, Romeo (Battiston), romagnolo pacioso e soprappeso, grossista di improbabili capi d’abbigliamento, che gli rivela la sua vera identità: nato da una fugace e inconfessabile storia d’amore della madre di Romeo, Gustavo sarebbe stato "acquistato" dalla famiglia che ha sempre considerato sua per evitare uno scandalo alla povera contadina che lo aveva messo al mondo e che, ormai anziana, è sul punto di passare a miglior vita. Come un fulmine a ciel sereno questa notizia sconvolge profondamente il povero Gustavo che, diviso tra lavoro e matrimonio alla rovina, cerca di rifiutare una simile realtà, rifugiandosi nelle parole rassicuranti della sorella. Ma, al sorgere dei primi dubbi anche da parte di Agata, la sua fragile fortezza crolla come un castello di carte traballante. Dopo essersi recato in Danimarca per lavoro e aver conosciuto l’affascinante sindaco della cittadina nella quale realizzerà un velodromo, torna in Italia pronto ad affrontare l’incertezza del suo futuro: si recherà da Romeo, conoscerà nei dettagli la vicenda che ha portato alla sua adozione e deciderà di mollare tutto per dedicarsi alla riscoperta del suo passato, prendendo casa nelle vicinanze del fratello ritrovato.
Intanto Agata vive divisa tra i problemi in libreria e un amore precario, intenso e sfuggente con il giovane, accanito lettore Nico (Santamaria), già sposato con un’altra donna, ma innamorato della bella libraia e del suo incantato mondo di carta stampata, nel quale realtà e fantasia sembrano continuamente mescolarsi magicamente. Sarà anche a causa di questo intricato e impossibile rapporto di coppia che Agata deciderà di raggiungere il fratello, mentre diventa un serio problema la sua strana e incredibile capacità di fulminare lampadine e mandare in tilt qualsiasi elettrodomestico al suo passaggio. Di qui una serie scoppiettante di eventi e vicende guideranno le vite dei vari personaggi, divisi tra progetti strampalati e amori difficili, letture rilassanti e sconvolgenti colpi di scena, fino ad un tragicomico epilogo che definirà le ultime decisioni sul futuro dei protagonisti.
Ritorno in punta di piedi, come nel suo stile, per Soldini: ricalcando senza variazioni sul tema il canovaccio della commedia leggera e con un velato sfondo fantastico già presente nel precedente "Pane e Tulipani", il regista amplia il numero dei personaggi e intreccia notevolmente gli incontri e gli equivoci, riuscendo a divertire con una comicità fatta di gesti ed espressioni, di situazioni delicate e ambigue, di immagini semplici e toccanti. Molto divertenti sono anche alcune gag e trovate comiche, che fanno sorridere con leggerezza: piace il personaggio della psichiatra Ines tutta lavoro e libri, che prova sul marito Gustavo i consigli da inserire nel suo ultimo best-seller; diverte la figura del vecchio Rambone, militare semi-sordo con il quale non è possibile discutere senza perdere la pazienza; è una piacevole sorpresa la commessa Maria Libera, dalla fisionomia particolare e longilinea e dagli interventi pungenti e provocatorii; semplicemente strepitoso è il personaggio del geometra ultraottantenne che collabora con l’architetto Gustavo da tempo immemorabile.
Tutti episodi molto divertenti, ma in alcune occasioni la mano del regista sembra indugiare su particolari poco necessari (la figlia di Agata a Bilbao; l’incontro con il medico; alcune scene un po’ scontate), alcuni personaggi sono privi di spessore e presentati in maniera superficiale e l’inserimento di un inaspettato finale drammatico finisce per stonare con il clima delicato del resto della pellicola.
Pochi ma importanti particolari che rendono l’ultima prova del regista Silvio Soldini una buona commedia che però presenta, qua e là, qualche ridondanza che finisce per rovinarne la visione complessiva: un film piacevole, senza dubbio, dall’architettura ben costruita che non riesce, però, sempre a brillare nei troppi episodi di cui è composto l’intero mosaico di personaggi primari e secondari.
Regia: Silvio Soldini.
Soggetto: Silvio Soldini.
Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Francesco Piccolo, Silvio Soldini.
Direttore della fotografia: Arnaldo Catinari.
Montaggio: Carlotta Cristiani.
Interpreti principali: Licia Maglietta, Giuseppe Battiston, Emilio Solfrizzi, Marina Massironi, Claudio Santamaria.
Produzione: Albachiara, AMKA Film, TSI, Mercury Film Production, Lumiere e Co., Eurimages.
Musiche: Giovanni Venosta.
Origine: Italia / Svizzera / Inghilterra, 2004.
Durata: 118 minuti.
Antonio Benforte, 8 sett. 2005.
Recensione pubblicata originariamente su www.ciao.it.
IN LANKELOT:
Soldini Silvio - Agata e la tempesta - rapace
Soldini Silvio - Giorni e Nuvole - redgabriel
Commenti
Ant regala "Agata e la tempesta". In calce, archivio SOLDINI.
giusto. Niente di nuovo da Soldini dopo questo film?
ah no, proprio Giorni e nuvole. Vado a leggere
"Ritorno in punta di piedi, come nel suo stile, per Soldini: ricalcando senza variazioni sul tema il canovaccio della commedia leggera e con un velato sfondo fantastico già presente nel precedente "Pane e Tulipani","
> Ha fatto bene. Ricordo l'irripetibile e inatteso successo di quella commedia, che a un tratto tutti, e dico tutti, andammo a vedere. Anni dopo mi domando cosa me ne sia rimasto - poco o niente: l'educato cameriere scandinavo, l'investigatore grasso e dolce, l'Abruzzo che incontra Venezia, un senso di fastidio perché ero giovane e vedevo una storia "brizzolata" - e mi chiedo quale meccanismo si fosse innescato negli spettatori italiani, allora.
Mistero:). E' un dolce mestierante, no?
leggevo di una vena politica e polemica in giorni e nuvole...pausa primo tempo ;)
Diciamo "ricerca identità altra";)
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