Trama
In un hotel, una compagnia è in attesa di fondi per mettere in scena uno spettacolo. Il produttore, Groucho, il regista, Chico, e un altro dal ruolo imprecisato, Harpo, si rinchiudono in una camera per totale assenza di fondi. In attesa di un finanziatore, si barricano dentro assieme all’autore squattrinato del musical, nella speranza che l’imbufalito direttore d’albergo non li cacci prima che il sipario si alzi.
Il film
Dopo una carriera di tutto rispetto, il tracollo. Si può affermare che Room Service rappresenti una vera pecca nella carriera dei Marx. Eppure le carte perché il film fosse un successo scoppiettante c’erano tutte: i tre fratelli, una camera d’albergo, un musical da mettere in scena nel giro di poche ore. Suspence, caos, malizia e lieto fine. Di questi elementi l’unico rimasto è l’ultimo, naturalmente.
Quali le cause di tanta delusione? Probabilmente lo sconforto dei Marx nell’aver perso il solo che sapeva incoraggiarli e gestirli a dovere: Irvin Thalberg. Colui che trasformò i tre clown di strada in tre star hollywoodiane. Ma non solo. La commedia “Room service” non era repertorio marxiano, come lo furono invece “The Cocoanuts” e “
Animal Crackers”, semplicemente non poteva appartener loro, uomini di teatro, un’opera pensata per altri attori. Questo film, l’unico girato con la RKO in periodo MGM, semplicemente non pretende di essere un film comico, ma una commedia sofisticata, al pari di “Accadde una notte” di Frank Capra o “Susanna” di Howard Hawks. E se Groucho Marx non è Cary Grant, Harpo non è Katherine Hepburn.

Certo, il clima di ribellione nel testo scritto, una vera e propria implosione, sarebbe parso perfetto per i tre comici, ma le gags e la psicologia dei personaggi sono veramente lontani dalle pellicole passate. I dialoghi appassionati tra Groucho e Chico (nei quali Chico non era affatto secondo al fratello occhialuto) di Animal Crackers o Duck Soup non ci sono; terribile a dirsi, non c’è nemmeno un esiguo spazio per la liberatoria pantomima di Harpo.
Certo, qualche numero divertente c’è e si ricorda volentieri: i tre Marx che, non possedendo delle valigie, indossano decine di abiti contemporanemente per svuotare un armadio o Harpo che insegue un tacchino sul cornicione del palazzo con una mazza in mano. Ma anche solo il fatto di aver inserito un personaggio “normale”, lo scrittore, che deve convivere con i tre comici per l’intera durata del film senza essere sbeffeggiato da loro, rovina decisamente il clima già tiepido. Abituati a distruggere, stavolta i Marx devono costruire: mettere su una commedia, naturalmente fuori campo. Viene da pensare al ben più delizioso “Rumori fuori scena” di Bogdanovich, e fantasticare cosa ne sarebbe venuto fuori se l’avessero interpretato i Marx: là sì che c’è un palco da distruggere e un pubblico da assuefare. Peccato.

L’unica curiosità di questa pellicola è la presenza di una giovanissima Lucille Ball, che una decina d’anni più tardi diverrà star della televisione (e anche di alcuni effervescenti film come “12 metri d’amore”) dal titolo “I love Lucy”, cui parteciperà Harpo nel 1956, replicando la famigerata sequenza dello specchio di Duck Soup.
Come dire, un film per filologi o cultori dei Marx Bros.
Regia: William A. Seiter.
Soggetto e sceneggiatura: Morrye Riskynd, Allen Boretz, John Murray
Montaggio: George Crone
Interpreti principali: Groucho Marx, Chico Marx, Harpo Marx, Lucille Ball, Ann Miller, Leo Davis
Musica: Roy Webb
Produzione: RKO
Origine: USA, 1938, bn
Durata: 78 minuti.
Titolo originale: “Room service”.
Fratelli Marx su Lankelot:
Libri
Commenti
Il peggiore film dei fratelli Marx.
"Dopo una carriera di tutto rispetto, il tracollo. Si può affermare che Room Service rappresenti una vera pecca nella carriera dei Marx. Eppure le carte perché il film fosse un successo scoppiettante c?erano tutte: i tre fratelli, una camera d?albergo, un musical da mettere in scena nel giro di poche ore. Suspence, caos, malizia e lieto fine. Di questi elementi l?unico rimasto è l?ultimo, naturalmente.
Quali le cause di tanta delusione? Probabilmente lo sconforto dei Marx nell?aver perso il solo che sapeva incoraggiarli e gestirli a dovere: Irvin Thalberg. "
> E' il caso di dire che ci stai rivelando un retroscena basilare, Luca, e senza queste spiegazioni probabilmente non ne avremmo saputo mai niente. E' curioso sentirti deluso da un film con i Marx, ma capisco possa succede:).
"Questo film, l?unico girato con la RKO in periodo MGM, semplicemente non pretende di essere un film comico, ma una commedia sofisticata, al pari di ?Accadde una notte? di Frank Capra o ?Susanna? di Howard Hawks. E se Groucho Marx non è Cary Grant, Harpo non è Katherine Hepburn. "
> Credo che ci manchino entrambi i film che nomini:)
2, se sono deluso è indice che riesco ad essere obbiettivo su qualcosa. Per me è una vittoria! :)
"L?unica curiosità di questa pellicola è la presenza di una giovanissima Lucille Ball, che una decina d?anni più tardi diverrà star della televisione (e anche di alcuni effervescenti film come ?12 metri d?amore?) dal titolo ?I love Lucy?, cui parteciperà Harpo nel 1956, replicando la famigerata sequenza dello specchio di Duck Soup.
Come dire, un film per filologi o cultori dei Marx Bros. "
> Ricevuto. Non ho idea di cosa sia questo "12 metri d'amore", è un titolo curiosamente vicino alla pornografia massimalista:)))
4, ma non ne dubitavo:).
Sei grande.
Sarebbe bello ritrovare anche questi film d'antan che nomini con molta famigliarità, Hammer.
5, ahahahah effettivamente :) è una commedia con dei momenti anche geniali, ovviamente il titolo originale credo sia completamente diverso. Sai, volevano far leva sulle suore degli anni 50, probabilmente...
Forse Moccia ha attinto da lì, semplificando un po' (da 12 a 3). In effetti mi sono sempre chiesto cosa significasse un titolo come "tre metri sopra". Mi ha dato molto da pensare. Da qualche parte dovrebbe nascondersi la rivelazione, e chissà che non sia dotta e cinematografara...
[Seiter-Marx] tags ripuliti;)
[Seiter-Marx] tags ripuliti;)