Scott Ridley

American Gangster

Autore: 
Scott Ridley

American Gangster è un bel film, in fondo. Non proprio uno di quelli memorabili, ma ormai lo lo sappiamo che Ridley Scott è in grado di realizzare film stilisticamente impeccabili, che alle volte lasciano a desiderare sotto alcuni - importanti - aspetti.
American Gangster è la storia di Frank Lucas (Denzel Washington), giovane boss di Harlem che tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi dei Settanta monopolizzò il commercio di eroina a New York, bypassando gli intermediari e procurandosi la droga direttamente dal Vietnam, attraverso una serie di militari corrotti. Mentre scala rapidamente la vetta del narcotraffico americano, Richie Roberts (Russel Crowe), poliziotto integerrimo in un mare di poliziotti corrotti, si mette sulle sue tracce.
Sullo sfondo, la guerra del Vietnam, gli scontri razziali, la povertà del Bronx e di Harlem e la bella faccia della New York degli anni Settanta, quella più lucida e patinata.
In questo caso specifico, non ci sono grandi sbavature da parte del regista. Che però in queste storie di mafia e gangster non si muove a suo agio come Martin Scorsese, è evidente. E quindi pur regalando attimi di ottimo cinema, ogni tanto perde i colpi, sfilaccia un po’ troppo la storia, non approfondisce i caratteri di alcune importanti figure di contorno e viene riportato in carreggiata solo dalla ineccepibile interpretazione di Denzel Washington e da quella un po’ appesantita – ma sempre apprezzabile – di Russel Crowe.

 


Film lungo, forse troppo, ma non ci si annoia in sala. Le due figure sono ben tratteggiate e si contrappongono tra di loro quasi in maniera perfetta. Da una parte il boss di colore, dall’altro il poliziotto bianco. Da una parte il cattivo che ama la famiglia e si circonda di persone fidate, dall’altra l’uomo solo con una propria etica. Da una parte l’uomo sposato con una donna bellissima, dall’altra quello prossimo al divorzio, che cambia una donna al giorno ed è sul punto di perdere l’affidamento del figlio piccolo. Da una parte l’eleganza, dall’altra la rudezza. E si potrebbe continuare ancora a lungo, contrapponendo le due enormi figure che escono dal racconto.
I due nemici, protagonisti di American Gangster, non si conoscono affatto. Vivono le loro vite in modo autonomo, ma parallelo. Le loro strade incontreranno perché incarnano il bene ed il male, anche se in maniera atipica.  E anche il loro duello, si concluderà in modo inaspettato.
La classe di Lucas è innegabile, sarà soprattutto perché impersonato dal migliore attore di colore di Hollywood. I modi poco ortodossi e la vita travagliata di Roberts, invece, testimoniano tutta l’inadeguatezza sociale di un uomo che nella vita di tutti i giorni è un totale fallimento.
Tra i due, è quasi un paradosso, si preferisce quasi sempre il gangster. Nonostante sia il re della droga, nonostante la sua Blu Magic (il nome dato alla sua eroina purissima) e nonostante il suo ruolo da cattivo. Impossibile non parteggiare per Denzel, sfido chiunque in sala.

 

La droga, dicevamo. E’ lei il motore di tutta la storia. Droga e denaro. Poliziotti corrotti. Un gangster in continua ascesa ed un poliziotto caparbio ma in lenta discesa. Ed è da questo scontro che il film trae la sua forza maggiore. Dalle scene che ritraggono i due immersi nella loro quotidianità. Di morti ammazzati e di sparatorie ce ne sono pochissime, in questo American Gangster. C’è soprattutto vita. Vita e società negli Usa a cavallo tra i Sessanta e i Settanta.
Non ha momenti di particolare calo, il film, se non altro perché ha il meglio del meglio sulla piazza: Steven Zaillian (Schindler’s List) alla sceneggiatura, due attori da successone al botteghino, budget colossale e una trama come quella gangster, che ha sempre presa sul grande pubblico. Ma in ogni caso, Scott non va al di là del compitino diligente, realizzato senza sbavature ma anche senza particolare animo. Le figure di contorno ai due sono semplicemente abbozzate (la moglie di Lucas, i fratelli, il boss Nicky Barnes), così come alcuni comportamenti dei due protagonisti coperti da un’aura di eroismo talvolta gratuita.

Ci è piaciuto, comunque, American Gangster. E’ un film che appassiona e coinvolge, uno spettacolo che sa come non far addormentare lo spettatore. Però quando esci dalla sala ci pensi: pensi a tutti i gangster movie che l’hanno preceduto, e ti rendi conto che c’è qualcosa che non torna. Un prodotto lineare, elegante, ben congegnato: da sufficienza piena. Eppure, se paragonato a Scarface, a the Goodfellas o semplicemente a Carlito’s Way, non regge il confronto, nemmeno per un secondo.
Non resta nient’altro da fare, allora: non pensarci affatto, ricordare Alien, Duellanti e Blade Runner, e godersi comunque un buon film americano.

Regia: Ridley Scott.
Soggetto e sceneggiatura: Steven Zaillian.
Direttore della fotografia: Harris Savides.
Montaggio: Pietro Scalia.
Interpreti principali: Denzel Washington, Russell Crowe, Chiwetel Ejiofor, Cuba Gooding Jr, Josh Brolin, Ted Levine, Armand Assante, John Ortiz
Produttori: Brian Grazer, Ridley Scott.  
Musiche: Marc Streitenfeld
Origine: USA, 2007.
Durata: 156'

ISBN/EAN: 
5050582732481

Commenti

"Però quando esci dalla sala ci pensi: pensi a tutti i gangster movie che l?hanno preceduto, e ti rendi conto che c?è qualcosa che non torna. Un prodotto lineare, elegante, ben congegnato: da sufficienza piena. Eppure, se paragonato a Scarface, a the Goodfellas o semplicemente a Carlito?s Way, non regge il confronto, nemmeno per un secondo.
Non resta nient?altro da fare, allora: non pensarci affatto, ricordare Alien, Duellanti e Blade Runner, e godersi comunque un buon film americano".

Visto proprio ieri sera. Non fa una piega quel che dici, Antonio: Carlito's way, Scarface e Quei bravi ragazzi sono di un altro pianeta rispetto a questo film. Pur gradevole, come giustamente scrici. Sono in linea con la sostanza di tutta la tua analisi. Aggiungo che Russell Crowe è abbastanza ridicolo rispetto alle pur ottime interpretazioni del passato (temo sia in declino, soprattutto fisico) e concordo che Denzel Washington non sfigura mai: è un grande attore.

Per quel che riguarda Scott, per me sarà solo e sempre Alien e Blade Runner.

Inserito subito l'archivio Scott!

Denzel Washington.

ahhahahahaahahha

"American Gangster è un bel film, in fondo"

Ah però...

"Non proprio uno di quelli memorabili"

Ah, ecco...

"ineccepibile interpretazione di Denzel Washington e da quella un po? appesantita ? ma sempre apprezzabile ? di Russel Crowe"

Chissà...

"Da una parte il boss di colore, dall?altro il poliziotto bianco"

Quindi Denzel Washington accetta copioni sempre molto differenti fra loro. Bene.

"Non resta nient?altro da fare, allora: non pensarci affatto, ricordare Alien, Duellanti e Blade Runner, e godersi comunque un buon film americano"

Rispetto i tuoi gusti, Antonio. I miei sono molto più difficili.
Se penso a Denzel Washington, Russel Crowe e Ridley Scott nello stesso film mi viene il ghigno malefico... Sono tra i personaggi che trovo più ridicoli dopo Colin Farrell e quel mostruoso pasticcio che interpreta "Donnie Darko" nel cinema attuale :)

Però chissà...

Non credo che si tratti di difficoltà, amico epic. Forse di calibrare i propri gusti anche a seconda della pellicola alla quale si assiste, senza paraocchi ideologici precostituiti.
Parliamo di uno spettacolo, no? E di quello che riesce a trasmettere.
Qui soprattutto parliamo di Gangster movie, che da Scarface di Hawks a Gangster Story arrivano fino al Padrino e a the Goodfellas. Se questi sono il massimo, in questo senso, American Gangster si situa un gradino più sotto, per i motivi che ho spiegato.
Ma è pur sempre uno spettacolo apprezzabile, secondo i miei canoni estetici. Tutto qui.

Certo Antonio, e appunto dalle emozioni che mi hanno trasmesso in passato quei tre che mi viene da ridere pensandoli in un film tutti assieme. C'è poco di ideologico o intellettualoide, a me la faccia di Russel Crowe fa morire dal ridere :)

E piuttosto che sorbirmi due ore di Scott (dopo sganassoni come Il gladiatore, Le crociate o roba simile), preferisco dieci mila volte un sano film con Steven Seagal :))

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