Scott Ridley

Alien

Autore: 
Scott Ridley

L’ARCHETIPO DEL B-MOVIE

Si prenda uno scribacchino (Dan O’Bannon) dalla primitiva sensibilità estetica, e dalla dichiarata predilezione per la fantascienza e l’horror splatteroso; si adotti un simbolismo elementare, e si provveda ad esibire violenza e sangue per sublimare la miseria d’argomenti e il nullo spessore della trama; si presti attenzione a non eccedere nelle rappresentazioni del Nemico, che deve apparire il meno possibile e restare circondato da un’aura di mistero; s’affidi, previa revisione d’un ghost writer d’altro livello, il manoscritto del sempliciotto a un (all’epoca) giovane regista dall’eclettico talento, reduce da un successo come “I Duellanti”.  Può capitare, come nel caso di “Alien”, che ne derivi un B-movie di tutto rispetto: non si potrà dire che nutra la materia grigia, ma almeno intrattiene e diverte e ogni tanto può addirittura disgustare o spaventare.

 

L’astronave mercantile Nostromo avanza nello spazio, destinata a far ritorno sulla Terra. L’equipaggio viene risvegliato dall’ibernazione perché il computer ha captato un messaggio proveniente da una nave aliena: apparentemente sembra trattarsi di un sos. Per contratto, l’equipaggio deve prestare soccorso.

Dopo un atterraggio di fortuna su un pianeta sconosciuto, mentre l’ufficiale Ripley (Sigourney Weaver) si dedica a decifrare il messaggio ricevuto, tre membri partono in esplorazione. Quando s’accorge che si tratta di un avvertimento, e non d’una richiesta d’aiuto, è troppo tardi per avvertire i suoi tre compagni. Kane (John Hurt), Lambert (Veronica Cartwright) e Dallas (Tom Skerritt) si sono addentrati nell’abbandonato vascello alieno, fino a trovare degli organismi viventi, simili a uova. Kane si accosta a uno di loro: la creatura che viveva all’interno dell’uovo esce fuori di scatto e s’uncina al suo volto, rimanendovi incollata.

 

Kane viene trascinato dai superstiti fino alla Nostromo. Nonostante le perplessità di Ripley, che invita l’ufficiale medico Ash (Ian Holm) a rispettare il regolamento e a metterli in quarantena, Ash apre il portello e fa rientrare i tre astronauti. Kane è in coma: ogni tentativo di separare la creatura dal suo viso cade nel vuoto, per via delle sue straordinarie capacità di resistenza. D’un tratto, poco tempo dopo, Ash chiama a raccolta i compagni: la creatura è morta e Kane sembra essersi ripreso.   

  

Splendidamente incoscienti, subito i membri dell’equipaggio organizzano una bella cena. La nave ha già fatto rotta per la Terra, a breve potranno ibernarsi di nuovo. Kane ha un insolito appetito: nessuno sospetta che la creatura l’abbia “ingravidato”. Ha un malore, delle convulsioni: partorisce, dal torace, l’alieno. È ancora un piccolo vermiciattolo, giallastro, senza occhi, immediatamente aggressivo. Kane muore sul colpo (per lo choc?). L’equipaggio della Nostromo è interdetto: il solito dottor Ash impedisce al meccanico Parker (Yaphet Kotto) d’uccidere la creaturina, che fugge, rapidissima, e va a nascondersi nell’interno dell’astronave. Là, completa il suo sviluppo con una velocità, appunto, mostruosa: mentre gli astronauti si dividono in due gruppi per cacciare un piccolo sgorbio, Alien è diventato un gigante, spietato e particolarmente astuto. Farà a pezzi i membri dell’equipaggio, uno ad uno.

 

A metà della sua impresa, la coraggiosa Ripley si troverà, per forza di cose, ad assumere il comando della Nostromo: i due ufficiali più anziani sono morti. Ripley può consultare il computer della nave, “La Madre”. Scoprirà una tragica verità: la loro spedizione era, in realtà, destinata a raccogliere quell’Alieno, a qualsiasi costo. Unico depositario del segreto della missione, il Dottor Ash. Sconvolta, domanda chiarimenti al tetro cerusico che, infastidito dalle critiche, taglia corto e l’aggredisce, puntando a soffocarla con un giornale (?).

Il rude Parker interviene per evitare il peggio: pesta come può il medico e scopre, con discreto stupore, che si tratta d’un robot.

 

Prima d’essere bruciato vivo, il robot decapitato spiega alla ciurma che non ha speranze con l’Alieno: e che in segreto egli lo ammira, perché è puro, fortissimo ed estraneo a ogni morale.

 

Ripley è risoluta a uccidere il Nemico: s’organizza per autodistruggere la nave con Lambert e Parker, meditando di fuggire a bordo d’una capsula di salvataggio. I tre superstiti non dovrebbero separarsi, ma l’animalista Ripley non può essere insensibile al miagolio disperato del micio della Nostromo – trascura per un momento purtroppo determinante i suoi doveri di capitano, e, pur salvando il simpatico e rosso felino, non impedisce all’Alieno di massacrare il valoroso Parker e la piagnucolante Lambert.

 

Il gatto è al sicuro, e Ripley può dare l’input per l’autodistruzione della nave. Cambia idea quando è troppo tardi: sale a bordo della capsula, iberna il felino e si mette in libertà, godendosi l’esplosione della Nostromo da posizione esclusiva e ravvicinata. L’astuto Alieno non s’è dato per vinto: nascosto nella capsula, gioca l’ultima carta, quella del voyeurismo: spia Ripley mentre si spoglia e allunga una chela. Offesa, Ripley s’infila la tuta e schiaccia un pulsante. Il guardone dello spazio scompare tra le stelle. Ripley può dormire sonni tranquilli (come certamente saprete, dureranno quasi un secolo…)

 

Il soggetto e la sceneggiatura sono obbiettivamente poca cosa: lo scritto manca di ritmo, di continuità, di coerenza. È piuttosto grezzo, a volte addirittura elementare; la tensione deriva da qualche trovata splatterosa e contronatura, come il parto toracico dell’astronauta Kane, e dalle mai chiare strategie del mostro, che tende, con discreto snobismo, a non apparire in tutto il suo splendore, limitandosi – di norma – a qualche primo piano o a qualche generoso dettaglio orripilante delle sue giunture.

Scott è regista capace di dare suspence e credibilità, con la sua regia, a una storia che rasenta l’idiozia: sorge il sospetto la frammentarietà delle apparizioni dell’Alieno altro non sia che surrogato registico a una sceneggiatura da mani nei capelli. Senza l’intelligenza di Scott, e senza la memorabile interpretazione della Weaver (qui all’esordio), questo film non avrebbe avuto tre (a giorni, quattro: in arrivo “Alien Vs. Predator”) sequel, e più di tre giorni di vita.

 

Imperdonabile, nell’intervista della Weaver ospitata nel Dvd, l’accostamento a “2001” di Kubrick, che la signora giudica, con notevole spocchia, film statico e inferiore a “Alien”. A volte, è bene che gli attori parlino soltanto sul set.  


Regia: Ridley Scott.

Soggetto: Dan O’Bannon, Ronald Shusett.

Sceneggiatura: Dan O’Bannon.

Direttore della fotografia: Derek Vanlint.

Montaggio: Terry Rawlings, Peter Weatherley.

Interpreti principali: Sigourney Weaver, Tom Skerritt, Veronica Cartwright, Harry Dean Stanton, John Hurt, Ian Holm, Yaphet Kotto, Bolaji Badejo.    

Musica originale: Jerry Goldsmith.

Scenografie: Michael Seymour.

Produzione: Walter Hill, David Giler, Gordon Carroll.

Origine: Uk, 1979.

Durata: 117 minuti.



Gianfranco Franchi, “Lankelot”. Maggio 2004

ISBN/EAN: 
8010312018060

Commenti

"Scott è regista capace di dare suspence e credibilità, con la sua regia, a una storia che rasenta l?idiozia: sorge il sospetto la frammentarietà delle apparizioni dell?Alieno altro non sia che surrogato registico a una sceneggiatura da mani nei capelli."

Scrivevo, quasi tre anni fa. Sentiamo...

Bé, riprendendo il discorso della Weaver, anche io ho preferito Alien a 2001 Odissea nello spazio. Mi spiego, per non creare equivoci. Alien è un film di pura suspence, girato magistralmente (lo rivedo sempre con piacere, l'avro visto 7-8 volte), Odissea è un film, seppur intrigante nel tema, troppo lento per essere visto più volte. La Weaver sbaglia perchè li paragona, in realtà sono due bei film, ma di due generi diversi: non paragonabili. Non sono un patito di Kubrick, pur riconoscendone il grande valore (il suo film preferito per me resta "Il Dottor Stranamore"), pertanto non trovo scandaloso che si possa preferire l'uno all'altro. Ma, ripeto, non sono paragonabili.

Il fatto che l'Alien compaia poco potrebbe tranquillamente rientrare nell'incapacità (o in un budget ristretto) a rendere l'alieno efficace nella sua spaventosità, non tutti al primo colpo riescono a mettere su le navi di Star Wars.

Per quanto riguarda la 'pochezza' del film io ricordo solo l'estrema invulnerabilità dell'alieno, era proprio esasperante, anche quando lo ferivi perdeva un sangue linfatico che corrodeva la nave facendo dei buchi su ogni piano della nave mangiandosi metri e metri di metalo. Era così spropositatamente invulnerabile che questa caratteristica, pur mantenuta nel primo sequel, verrà messa da parte, anche perché altrimenti le navi si sarebbero ben presto ridotte a colabrodi spaziali.

2. Mi trovo d'accordo: i film non son comparabili, anche per la differenza d'intenti. Alien gioca sulla claustrofobia, è una specie di "Trappola di cristallo" raccontato al contrario, se ci pensate bene: invece di un untissimo Bruce Willis c'è uno sgorbio altrettanto brutto da eliminare.

Molto semplicemente: la Weaver ha detto una cazzata. Capita.

É noto come io detesti questo genere di film, mi danno l'ansia. Ne ho visto spezzoni (non solo di questo, anche di vari sequel, l'ultimo non è quello con Raoul Bova? ecco, lì il mostro è particolarmente schifoso) e poi non ho resistito.
Ribadisco quanto ti dissi alla prima uscita della rec: il mostro è un granseola gigante!!!!!! :-)

Imperdonabile, nell?intervista della Weaver ospitata nel Dvd, l?accostamento a ?2001? di Kubrick, che la signora giudica, con notevole spocchia, film statico e inferiore a ?Alien?. A volte, è bene che gli attori parlino soltanto sul set.

Ahahhahahahhhahhahahhahhahah.
ahahahhahahhahahha
ahahhahhahahha
ahahahah
ah
ah
ah.
Che battutaccia.

ci pensi? Certe cose passano incredibilmente inosservate e non dovrebbero davvero. Che fine ha fatto la Weaver? Uno dei miei ultimi ricordi è la sua traduzione (migliorata) in Nathan Never. Che leggevo credo quindici anni fa.

Io non ho mai giustificato i suoi nudi. Non ha tette, non può permetterselo.

ahaha:))).

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.