Autore:
Sanders Chris, DeBlois Dean
Sia messo a verbale, Vostro onore: chiunque sostenga che i film di animazione sono cose da bambini dovrebbe venir arso sul rogo come accadeva alle streghe medioevali – povere dolci vecchine, pace all'anima loro – per l'immonda eresia che vanno in giro dichiarando. Mi oppongo a queste corbellerie... ad una simile concezione retrograda ed ignorante che è propria dell'Occidente, poiché se tale idiozia corrispondesse a verità sarebbe parimenti indiscutibile che io abbia buttato un pomeriggio a dilettarmi con un film di seconda categoria... quando invece, ancora una volta, la Dreamworks Animation ha realizzato un capolavoro per tutte le età che chi scrive si è ampiamente gustato, vociare fastidioso dei fanciulletti in sala a parte!
La casa di produzione che vede tra i propri fondatori nomi importanti come quelli di Steven Spielberg e Jeffrey Katzenberg ci ha abituati a storie... fuori dalle righe – basti pensare all'epopea anti-eroica di Shrek, il cui quarto e decisivo capitolo scalpita già nelle scuderie per sfondare nuovamente i botteghini mondiali – ma questa volta vuole vincere la sfida contro la Disney giocando in casa dell'eterna rivale, sfoderando una fiaba bella e buona, arricchita però con la moderna simpatia che sempre contraddistingue il tratto della Dreamworks Animation. Si dice poi che nessuno - neppure il più sfigato compagno di scuola di cui abbiamo memoria - sia immune alla moda, non ci meraviglia affatto allora la scelta di Spielberg & co. di cavalcare l'ultimo grido del momento, il 3d, in sella però a personaggi d'eccezione che, a dirla tutta, sembrano essere stati partoriti dalla fantasia umana proprio per essere consacrati alla terza dimensione cinematografica: i draghi!

La storia, ispirata ai libri della scrittrice Cressida Cowell, è ambientata in un verosimile passato, più precisamente all'epoca dei Vichinghi. Protagonista indiscusso dell'intera vicenda è Hiccup, inetto ed incompreso figlio del capo-villaggio dell'isola di Berk, che vive la propria vita ai margini della comunità a causa della sua ben visibile scarsa... aderenza ai precetti vichinghi. Sì perché ogni popolo ha le proprie tradizioni, ma quelle di quest'isola possono rivelarsi assai difficili da rispettare se non si è delle montagne di muscoli guerrafondaie: attività principale degli abitanti di Berk, difatti, è la caccia ai draghi, colpevoli di infestare il villaggio di Hiccup facendo razzia di prede e distruggendo costruzioni. Tra tutte le razze di questi rettili una, la più letale, in 300 anni di storia vichinga non è mai stata sconfitta e le notizie su esemplari di tali schiatta sono pochissime: Le Furie Nere. Con queste premesse iniziano le avventure di Hiccup, l'amico di Sdentato – una temibile Furia Nera - che, con le proprie gesta, cambierà le sorti di due mondi.

La storia qui riassunta è certamente lineare, ben fruibile e digeribile da ogni tipo di pubblico, ma il lavoro fatto per caratterizzare ogni singolo particolare del film è veramente gargantuesco, titanico al pari delle dimensioni dei rettili volanti, e contribuisce a rendere la favola una vera e propria perla dell'animazione digitale. Plurime razze draconiche sono descritte sin nei minimi particolari, creando personaggi eterogenei che, oltre ad essere spaventosi, hanno un lato umano veramente sorpendente.
Il tratto del disegno, morbido a dir poco, diviene volutamente caricaturale quando c'è bisogno di dar vita ai draghi, rendendoli in qualche modo a misura di bambino, sì che i più piccoli possano goderne senza avere eccessivo timore. Sdentato – bocca larga, strani suoni, cattivo ma non troppo – non può non richiamare alla mentedi tutti gli estimatori di cartoons un altro simpaticissimo personaggio del grande schermo, quel mitico Stitch (Lilo & Stitch, made in Disney) che, invece di distruggere l'intera galassia, aveva trovato la felicità alle isole Hawaii ballando canzoni di Elvis e scaccolandosi con la lingua.
Il 3d – spesso e volentieri superfluo in tutte quei prodotti che hanno tentato di fare il verso ad Avatar – risulta in questo film veramente calzante ed i virtuosismi, certamente presenti, sono in definitiva perfettamente integrati con la storia e la linea di regia; il pubblico rimarrà esterrefatto dai voli di Hiccup su Sdentato, riuscendo bene ad impersonarsi nel ruolo del ragazzo vichingo che, per primo, riuscirà a cavalcare una Furia Nera.
Tra scene esilaranti e vere perle di comicità, si consuma poi il dramma personale di Hiccup, un vero e proprio outcast, colpevole di essere eccessivamente sensibile e vedere troppo lontano, oltre le apparenze, rispetto alla sua gente. Al di là della storia in superficie, dunque, si snoda la squisita parabola sotterranea sulla diversità, latrice di un messaggio di pace e accettazione che ricorda al pubblico che ogni soggetto è unico e merita attenzione e che ogni piccolo gesto può cambiare il mondo.
I momenti di commozione legati al protagonista ed al suo rapporto conflittuale con il padre - incarnante lo stereotipo vichingo nella scorza, ma ergendosi, nel succo, ad antitesi speculare di Hiccup, dando forma all'inossidabile dualismo manicheo che tutti noi abbiamo conosciuto con i nostri genitori- non si fanno certamente mancare, fornendo il giusto contrappeso alle scene più squisitamente d'azione e d'impatto, delineando uno spettacolo veramente per tutti i gusti che fornisce, come si è detto, chiavi di lettura stratificate.
In conclusione il film non delude, almeno per ciò che concerne la qualità, tutti i fan dell'animazione anti-disney, non riuscendo tuttavia, inspiegabilmente, a ripetere il grande successo di pubblico dell'orco verde che tanto lustro ha dato alla DreamWorks Animation. Un vero peccato, in definitiva, perché questo sarebbe stato uno dei pochi lungometraggi per cui il sovrapprezzo del 3d non si sarebbe potuto chiamare “furto”.
Andrea Betti - 26 Marzo 2010
Regia: Chris Sanders, Dean DeBlois
Sceneggiatura: Dean DeBlois, Chris Sanders
Soggetto: dal libro How to Train Your Dragon di Cressida Cowell
Effetti Speciali: Craig Ring, Damon Crowe, Apryl Knobbe
Montaggio: Maryann Brandon
Interpreti principali (Voci): Jay Baruchel (Flavia Aquilone), Gerard Butler (Roberto Draghetti), Craig Ferguson (Alessio Nissolino), America Ferrera (Maria Letizia Scifoni), Jonah Hill (Carlo Valli).
Produzione: DreamWorks Animation
Origine: USA 2010
Durata: 98 min.
Titolo originale: “How to train your dragon”
Commenti
[dragon trainer] neo tarak!
[dragon trainer] neo tarak!
(Dragon trainer) "Sia messo a
(Dragon trainer) "Sia messo a verbale, Vostro onore: chiunque sostenga che i film di animazione sono cose da bambini dovrebbe venir arso sul rogo come accadeva alle streghe medioevali – povere dolci vecchine, pace all'anima loro – per l'immonda eresia che vanno in giro dichiarando. Mi oppongo a queste corbellerie... ad una simile concezione retrograda ed ignorante che è propria dell'Occidente".
Pienamente d'accordo su questo assunto generale. Per quel che riguarda il film in questione non saprei, vista la mia netta propensione per l'animazione orientale. Vedrò quando mi capiterà.