Uno dei film che ha lasciato un impronta indelebile,nella storia del cinema Horror.
La notte dei morti viventi, anno 1968, ha dato origine a numerosi sequel; molti registi si sono basati su la storia portata sullo schermo da Romero, ma forse solo nel suo seguito, Zombie (quando non ci sara’ piu’ posto all’inferno i morti cammineranno nelle strade), si raggiunge uno stato di allucinazione visivo-narrativa simile.
Il film si apre con due fratelli, che si recano al cimitero a trovare la madre defunta .Una fotografia scarna, sbiadita, ci fa concentrare sui dialoghi: chi non è abituato al bianco e nero non si faccia stupire dai toni lucenti della pellicola.
Mentre il fratello sbeffeggia la sorella sulla sua paura dei morti, in lontananza si intravede un uomo ciondolante dalle movenze rallentate. Qui si ha il primo incontro con il "morto vivente", che attacca subito la ragazza per nutrirsi.
Chi è abituato ai nuovi Horror fatti di effetti speciali e di trucchi veritieri, non si aspetti la stessa cosa in questo film: i morti sono persone normali, alla vista un po’ trasandati e sporchi, ma nulla di più: niente cervelli spappolati o occhi fuori dalle orbite. La paura e la tensione nascono da un sapiente gioco di camera, dalla scelta azzeccatissima della musica e dalla ambientazione claustrofobica.
Dopo essere stata attaccata, la ragazza fugge, lasciando il fratello in balia del suo carnefice. Si rifugia in una casa a prima vista abbandonata, braccata dal morto vivente non ancora sazio. Piano piano la casa viene circondata, e l’ansia che colpisce la ragazza incomincia ad arrivare anche a noi spettatori.
Oltre ad affrontare un tema abbastanza inusuale per l epoca, cioè far tornare gli uomini al loro istinto primordiale (sono morti, non hanno più un’anima: sono richiamati solo dalla brama di carne umana), Romero fa assurgere al ruolo di protagonista, di eroe, un uomo di colore. Ricordiamoci che siamo nel 1968, gli anni della contestazione e delle leggi sulla integrazione razziale, gli anni di Kennedy e di Martin Luther King. Immaginare un protagonista positivo nei panni di un afro-americano è quasi un atto dovuto da parte di un regista "politico" come Romero, una sorta di riscatto, quantomeno nella finzione cinematografica, contro le restrizioni e i decenni di separatismo e soprusi legalizzati.
Romero comincia a sviluppare da questa pellicola una delle costanti tematiche del suo cinema a venire, ovvero far leva sulle nostre paure inconsce, profonde. Cosa c è di più spaventoso della perdita dell’anima, per un essere umano? Che non si distingua più il bene dal male? La metamorfosi terribile immaginata da Romero ci restituisce un uomo trasformato in animale alla ricerca della sua preda, piegato senza coscienza ai propri istinti primordiali, non più in grado di capire e di riconoscere i suoi simili.
Quando il ragazzo di colore entra nella casa cerca di difendere se stesso e la ragazza dall’ attacco dei morti viventi. I ragazzi cercano di difendersi in tutti i modi,si barricano in casa, mentre fuori i morti diventano decine e decine.
Ad un certo punto si scopre che in cantina ci sono altre persone rinchiuse, nascoste. Anche queste sequenze tradiscono la semplificazione politica limpidamente esposta da Romero: l’eroe afro-americano si prodiga per aiutare tutti, contro l uomo bianco viziato ed egoista, che cerca solo di mettere in salvo se stesso.
Sembrano tutti d’ accordo che la cosa migliore sia rimanere all’ interno , fino a che "quei cosi" rimarranno fuori.
Nel chiuso della casa, iniziano i primi scontri e le prime incomprensioni dettate dal panico e dalle divergenze tra le persone rinchiuse. Lo stare gomito a gomito in una situazione di pericolo scatena reazioni incontrollate, ognuno è convinto di avere ragione e di possedere la risoluzione ottimale. Nel frattempo cominciano ad arrivare le prime notizie dal mondo esterno, tramite una televisione. Già all’epoca, l’impatto della televisione era micidiale, unico contatto con il mondo in una situazione di pericolo di precarietà, ma allo stesso tempo fonte di verità ambigue, se non addirittura false e tendenziose.
Si arriva all’alba. Sembra una mattina quieta, gli uccellini cinguettano, tutto sembra passato.
Il delirio è fuori: bande armate setacciano i boschi e le campagne, si è scatenata la caccia ai mostri.
In puro stile americano, fucile in spalla, birra in mano e sigaretta che pende dalla bocca, i vivi vanno a caccia dei morti. Anche nel seguito, Zombie, Romero rende caricatura i cacciatori di "morti viventi", disegnando con le sue inquadrature un popolo guerrafondaio, divertito dalla caccia, come se si sentisse vivo solo imbracciando un fucile. La pietà non esiste: sono gia morti, l’omicidio non esiste.
Nella casa ormai è rimasto solo il ragazzo di colore, tutti, tentando di fuggire o sono stati mangiati e massacrati dai morti. Anche qui Romero rompe un tabù, fra i rifugiati della casa vi è anche una bambina. Una bambina morsa dai morti viventi che viene contagiata dal misterioso virus. La morte non risparmia i bambini, quindi nemmeno la "non" morte.
Il finale è tanto crudo quanto veloce e schietto.
Un consiglio: un occhio particolare va dato ai titoli di coda, che scorrono come su di un reportage di guerra. Foto sulla mattanza appena avvenuta,espressioni di compiacimento per la caccia portata a buon fine. Per poi far terminare il tutto con un metaforico rogo purificatore.
Ps: ancora alla fine, la cara vecchia scritta The End.
27 aprile 2009
Betta.
…e sempre grazie al Dr caraffa ( sei troppo…..)
…e decisamente grazie a Leon
Regia: George A. Romero
Soggetto:George A. Romero John A. Russo
Sceneggiatura: George A. Romero John A. Russo
Interpreti principali: Duane Jones, Judith O’Dea,Karl Hartman, Marilyn Eastman
Titolo originale:Night of the living dead
Produzione: Russel W.Streiner, Karl Hartman
Origine: Usa
Commenti
aiuto...non riesco ad impagggggginarlo bene...sigh sigh...
ci provo io...:)
grazie mille...
ho provato ma nn riesco...uffi.
troppo gentile...grazie,grazie grazie.
le altre volte mi aveva aiutato il Dr Caraffa,stasera ho voluto fare la donna tecnologicamente emancipata...ma credo che sia meglio che mi ritiri fra i miei vinili e il mio calamaio...
grazie ancora Movida.
ps ho amato Hero.
ecco...va un po' meglio, corretti refusi, impaginazione, inseriti anche codice ean e tags...non so se vuoi inserire la locandina :)
sono in imbarazzo....:(
c'è sempre qualcuno che gira per il sito a cui chiedere, basta lanciare un S.O.S. :P
(ps anch'io)
prossima volta lancio un razzo...:)
ricorda sempre i tags e il codice ean (non so se te li ha spiegati qualcuno, altrimenti tiriamo le orecchie)...
ora scelgo immagine abbastanza truculenta da inserire, se ne vuoi una ad hoc copiami il link nei commenti :)
mi fido...fai tu...poi con il gusto che hai per le belle immagini...;)
oddio le orecchie noooooooooo!!!!:(