Romain Goupil

Tutti per uno

Autore: 
Romain Goupil

Forse ha ragione Mereghetti: film così in Italia non ne faremo mai, per una lunga serie di ragioni, tutte valide. La prima: abbiamo ancora, nonostante i trascorsi storici, una visione retrograda dell’immigrazione. La seconda: in pochi hanno voglia di sognare su un tema molto delicato e ancora “demagogico”. La terza, la minore in ordine d’importanza: in pochi lo andrebbero a vedere, anche se il film, come in questo caso, è davvero bellissimo. È un peccato, perché Les Mains en l’air (Mani in alto), italianizzato in Tutti per uno, è una gran bella favola sull’immigrazione, semi-fantascientifica e futuribile, che racchiude in un’idea semplice, con una grande sceneggiatura, il pensiero dell’opinione pubblica più accorta. In Italia è uscito da quasi due mesi, in contemporanea col Festival di Cannes – dove ha strabiliato ma non vinto – e sulla scia della crisi libica.

Il regista è Romain Goupil, parigino classe ’61, fautore di un cinema politico ma in senso personale, che per lungo tempo è stato assistente di Godard. Dal maestro ha preso il temperamento e la passione per l’impegno civile, ma anche un “amaro” senso delle favole che in questo racconto mette meravigliosamente a frutto. Perché, parlando d’immigrazione parla dell’uomo, enfatizza la nostra attualità e irride il bieco conformismo delle istituzioni: beffate da un gruppo di bambini. Bambina è la protagonista, Milana (Linda Doudaeva) di appena dieci anni, bambini sono i suoi migliori amici e alleati, quasi tutti figli di immigrati. Dopo il rimpatrio di uno di loro, Youssef (Dramane Sarambounou), il gruppo si mobilita: vuole evitare a Milana, vittima designata, la stessa fine. Per loro fortuna al gruppo si aggiunge anche la madre di Biase (Valeria Bruni Tedeschi, nella vita cognata del primo ministro), che include Milana nel suo nucleo familiare facendola passare per la figlia. L’inganno riesce: la piccola rimane in Francia e dal suo salotto borghese, oramai più che sessantenne – siamo nel 2067 – rispolvera i suoi ricordi in compagnia di Biase (Jules Ritmanic), divenuto nel frattempo suo marito. Il film si apre così. Con Milana che parla di un presidente (Sarkozy) di cui neppure ricorda il nome.

A rendere interessante la pellicola, allontanando retorica e polemismi, è proprio la sua struttura. Les Mains en l’air, è costruito su un lungo flashback, che attraversa la storia recente in modo antitraumatico: scegliendo come chiave narrativa unica la leggerezza. Questo, soprattutto per il cinema francese, non è una novità. Più di un critico, nel dopo Cannes, scrisse che Goupil percorreva un solco già tracciato: quello del cinema d’infanzia inteso come scuola di libertà. Storie di bambini fatte ad uso e consumo dei grandi, che nel tempo hanno segnato il cinema e la cultura: da “Quattrocento colpi” ai film di Vigo, fino al bellissimo “Stella” di Sylvie Verheyde. Film differenti, che hanno l’unico comune denominatore di incarnare i principi della rivoluzione d’Oltralpe, inserendoli – a dimostrazione del teorema – in una cornice diversa dal realismo dei grandi. Tra favola e realtà, si muove il mondo dei piccoli uomini, creature dalla sensibilità marcata e dal naturale “spontaneo” moralismo. Con in più, un naturale senso dell’avventura.

I componenti di questa improvvisatissima gang umanitaria, infatti, passano per avventure e grattacapi, persino per un rigenerante periodo di vacanza in Bretagna, funzionale al loro progetto: salvare l’amica. L’impresa fa venire in mente le vicende (epiche) degli americanissimi ragazzini di Stand by me o del gruppetto dei Goonies: con una sostanziale differenza, la stessa che c’è tra il cinema d’infanzia francese e quello americano. Il primo, sulla scia dei valori socio-politici che esprime, tende all’immedesimazione con il contesto; il secondo si sofferma sulla figura del protagonista, che alla fine emerge con tutto il suo essere. Questa differenza (profonda) fa di Les Mains en l’air un racconto sociale, bello ed intenso, che racconta la cronaca e la politica con l’occhio dei bambini: armato solo di delicatezza e di poesia. Dopo lo scarso risultato al botteghino – ha pagato la distribuzione ristretta e la poca pubblicità – il film ha iniziato a circolare nelle arene, e dall’autunno sarà disponibile in home video. Per chi è rimasto in città, è un ottimo antidoto all’indigestione da blockbuster.  E alle serate noiose.  

Regia: Romain Goupil.  Soggetto e Sceneggiatura: Romain Goupil. Direttore della fotografia: Irina Lubtchansky. Montaggio: Laurence Briaud. Interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Linda Doudaeva, Jules Ritmanic, Louna Klanit, Louka Masset, continua»Jérémie Yousaf, Dramane Sarambounou, Hippolyte Girardot, Romain Goupil, Malika Doudaeva, Sissi Duparc, Hélène Babu, Alice Butaud, Clémence Charpentier, Florence Muller, Vincent Deniard, Souz Chirazi, Marion Scali. Scenografia: Jean-Baptiste Poirot. Produzione: Margaret Menegoz. Distribuzione: Teodora Film. Origine: Francia, 2010. Durata: 90 minuti.

Giuseppe Mammetti, luglio 2011.

ISBN/EAN: 
928-3-19-14597

Commenti

[les mains en l'air] dice

[les mains en l'air] dice Giuseppe: "Forse ha ragione Mereghetti: film così in Italia non ne faremo mai, per una lunga serie di ragioni, tutte valide. La prima: abbiamo ancora, nonostante i trascorsi storici, una visione retrograda dell’immigrazione. La seconda: in pochi hanno voglia di sognare su un tema molto delicato e ancora “demagogico”. La terza, la minore in ordine d’importanza: in pochi lo andrebbero a vedere, anche se il film, come in questo caso, è davvero bellissimo. È un peccato, perché Les Mains en l’air (Mani in alto), italianizzato in Tutti per uno, è una gran bella favola sull’immigrazione, semi-fantascientifica e futuribile, che racchiude in un’idea semplice, con una grande sceneggiatura, il pensiero dell’opinione pubblica più accorta. In Italia è uscito da quasi due mesi, in contemporanea col Festival di Cannes – dove ha strabiliato ma non vinto – e sulla scia della crisi libica."

> buona lettura! [e buona visione]

[tutti per uno] caricato

[tutti per uno] caricato subito in home:). Ben ritrovato, GM! La scheda non appariva on line perché mancava il tag "cinema". Per il resto, perfect.

[Tutti per uno] Pure io me lo

[Tutti per uno] Pure io me lo sono segnato questo film fra le mie visioni...ma come spesso accade, trovarlo dalle mie parti è praticamente impossibile. 

[tutti per uno] Immagino. Il

[tutti per uno] Immagino. Il film ha avuto problemi sin dalla distribuzione. 

 

[les mains en l'air] In

[les mains en l'air] In autunno non mancherò la visione in homevideo, caro Giuseppe. Intanto ti ringrazio ancora per la segnalazione e per la condivisione delle tue impressioni. En passant ho normalizzato "Goonies" e l'aggettivo "antitraumico" - che mi piaceva molto a livello di suono, ma credo sia più corretto "antitraumatico".

[tutti per uno] ricaricata la

[tutti per uno] ricaricata la locandina - riparato così il danno dovuto al server guasto nei giorni scorsi. Mi spiace per il fastidio: colpa dei tecnici.

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