Rohmer Eric

La fornaia di Monceau

Autore: 
Rohmer Eric

A Parigi, un giovane studente, che bivacca spesso in un caffè parigino del quartiere Monceau, nota una ragazza, Sylvie. Ogni giorno i due si guardano fino a quando il nostro non decide di farsi avanti: riesce ad abbordarla con una scusa e a strapparle un appuntamento per il giorno dopo. Ma lei scompare e non si fa più vedere. Lui non demorde e tutti i giorni si presenta alla stessa ora e nella stessa zona dove l’aveva incontrata. Consuma la sua attesa mangiando dolci, che compra quotidianamente in un forno. Qui conosce Jacqueline, una fornaia giovane e procace. Appena lei si prende una cotta, lo studente le chiede di uscire insieme a lui una sera. Ma il giorno in cui devono vedersi, poco prima dell’ora stabilita, ricompare Sylvie, con una stampella e una gamba ingessata. Il ragazzo allora capisce le cause della sua assenza e la invita a cena fuori, dimenticando gli impegni presi con la fornaia. I due si sposeranno e andranno a convivere in un appartamento dirimpetto al forno.

 

Il primo racconto morale di Rohmer analizza con leggera spietatezza le ragioni ciniche di un giovane alle prese con l’amore e con un problema morale, che riesce a dirimere con estrema indifferenza, confermando una delle tematiche più evidenti del regista, la sua visione pessimistica dell’amore e di ciò che lo muove. Il protagonista non si fa problemi a tornare sui suoi passi, giudicando la parentesi con Jacqueline un gioco e nulla di più. E così, più carogna che mai, riabbraccia la sua amata Sylvie. E se lo studente non commette mai azioni troppo gravi – in fin dei conti ha dato solo “buca” a una ragazza - la scelta della voce over (interpretata dal mitico regista francese Bertrand Tavernier) lo inchioda, tenendo sempre in primo piano le sue decisioni e filtrandolo al pubblico come un implacabile tombeur de femmes, un impunito che prima o poi avrà bisogno di una lezione per capire davvero come ci si comporta.

Girato quasi totalmente en plein air, come Renoir insegna, a parte le parentesi all’interno della panetteria, “La fornaia di Monceau” rende conto una volta per tutte, semmai ce ne fosse ancora bisogno, di quel clima ispirato e spensierato della nouvelle vague, dove le storie comuni, se filtrate nel modo giusto dal pensiero di un autore, riescono sempre a depositare la loro verità esemplare. Partendo dalla superficie dell’amore, la decisione del giovane si fa ambasciatrice di una morale universale che impone a ognuno di noi delle scelte, giuste o sbagliate che siano, e ci fa riflettere.

E la durata dell'opera - 19 o 23 minuti a seconda della versione che vi capita - non intacca minimamente quello che si cerca di comunicare. L'astuta scelta delle attrici - prosperosa e provocante l'interprete di Jacqueline, edenica e inafferrabile Sylvie - aggiunge sostanza e significato alla scelta finale del protagonista, donandogli un'inconscia redenzione: tra l'amore e il sesso, lui sceglie l'amore. Io avrei scelto tutte e due, ma questa è un'altra storia.

Regia: Eric Rohmer. Soggetto e sceneggiatura: Eric Rohmer. Direttore della fotografia: Bruno Barbey, Jean-Michel Meurice. Montaggio: Jacquie Raynal, Eric Rohmer. Interpreti principali: Barbet Schroeder, Claudine Soubrier, Michèle Girardon, Bertrand Tavernier. Produzione: G. Derocles, Barbet Schroeder. Origine: Francia, 1963. Durata: 23 minuti. Titolo originale: La Boulangère de Monceau.

ISBN/EAN: 
8032700990512

Commenti

Un dono per il triestino:)

"clima ispirato e spensierato della nouvelle vague, dove le storie comuni, se filtrate nel modo giusto dal pensiero di un autore, riescono sempre a depositare la loro verità esemplare. Partendo dalla superficie dell?amore, la decisione del giovane si fa ambasciatrice di una morale universale che impone a ognuno di noi delle scelte, giuste o sbagliate che siano, e ci fa riflettere"

> ottimo dono, mi sembrava fosse ormai nell'aria;). Che dire: anche qua, rinvio al mio ritorno tra i lucidi. Lascio quasi fosse grassettato solo questo passo, perché mi sembra fondamentale per la futura discussione. Hare Degra!

Grande! Questo film mi ha esaltato per giorni, Parigi l'amore le paste e Rue de Saussure. Ah...

Non so se sei d'accordo Luca, ma uno dei pochi corti, forse l'unico, a emozionare e coinvolgere come un lungometraggio. Non ha niente a che vedere con i corti nostrani e attuali, era tutta un'altra storia...

Assolutamente. Se mi riesce, lo passo su youtube e lo linko qui sotto.

Grande, provaci. Così Franco si redime:)

Luca, ma sei tu ad aver inserito filmati del mitico Carmelo Bene su You Tube?

Solo quelli inseriti da epicentrobotamico :)

Grande...come lui nessuno mai:)

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