Terre infuocate. Sabbia inaridita dalla violenza. Rosso sangue. Nero anima. Morti che danzano inseguendo ombre di cuori ancora palpitanti. Senza scampo.
Come poter imprimere sulla carta le impressioni di questo film, prescindendo dalla storia, dalla regia o dai personaggi che si stagliano come profili tortuosi di montagne infuocate?
Solo un quadro potrebbe rappresentarlo. Una miscela di colori forti racchiusi in una cornice evanescente.
Non so, non ho la capacità di decifrare la logica in un film che mi aspettavo sontuoso e che si è sgonfiato una volta messi a fuoco i singoli fotogrammi.
Non posso affermare di non averlo gradito, ma poca consistenza rimane se denudato dai suoi contorni scenografici, dalla colonna sonora esagerata e, infine, dalla caratterizzazione dei personaggi (ma non di tutti).
Ecco la regia di Rodriguez a fasi alterne che si apre nella spettacolarità dell'azione. Pathos ed ironia si rincorrono come i colori di una girandola mossa dall'alito forte del vento. Un'atmosfera sospesa, con la percezione di una sottile linea di confine tra quello che può generare un capolavoro e ciò che finisce per scadere nel luogo comune.
Ciò che manca è l'armonizzazione del tutto. Ci viene negata quella mano di un pittore esperto che riesce a creare una fusione tra i colori, nonostante i contorni netti. Come in un quadro tridimensionale ci avvediamo delle intenzioni, ma non di quanto viene celato all'apparenza.
Fortissime le emozioni che singoli frammenti riescono a provocare, ma non basta. Eppure le premesse ci sono tutte.
Una storia che inizia dal passato mai dimenticato. Una vendetta lasciata sospesa e che sembra urlare al mondo la sua disperazione per un amore perduto, per una libertà più estesa mai abbandonata del tutto. Un popolo che vuole tornare dal mondo dei morti a gridare al mondo la sua esistenza. E tutto ciò diventa una cornice per qualcos'altro che di grande non ha che impercettibili sfumature.
Ecco che la storia si dipana con la lotta per il potere di uomini senza scrupoli come in qualsiasi film d'azione che non necessariamente deve passare per la via cinematografica.
In questo terzo capitolo della trilogia iniziata con “El Mariachi” e “Desperado”, sempre a firma Rodriguez, le inquadrature iniziali lasciano percepire qualcosa di immenso: uno splendido affresco di un paese riscaldato da un vento arido che non tradisce mai, neppure a costo della vita; un mariachi riscattato dalla forza della povera gente che in lui vede crescere ancora una volta il sogno della libertà. Ecco le premesse, ma anche l'inizio della discesa libera verso il nulla.

Le scene iniziali verranno presto dimenticate dall'inedia che avvolge come una nebbia tutto il resto mentre si riversano sulla scena una schiera d'attori come non li si vedeva da anni, più ombre di se stessi che dei loro personaggi.
El Mariachi - Antonio Banderas, ombroso come non mai non riesce ad emozionare, nonostante l'impetuosità delle sue azioni da Zorro dei giorni moderni: fluido nell'uso delle corde di uno strumento musicale, veloce come un ragno che si arrampica per una parete di una chiesa, scattante nel maneggio delle armi, ammirevole nelle sue acrobazie con la sua compagna di un tempo. Per una frazione di secondo la sua ombra ricorda altri personaggi dall'ossatura cinematografica meno fragile, ma è un tempo troppo breve perché anche questo riesca a risplendere di luce propria.
Billy Chambers - Michey Rourke recuperato non si sa per quale mistero, appositamente calato in un personaggio di infima categoria che nulla aggiunge e nulla toglie alla storia. L'ex Johnny il bello con la sua maschera di cera e con chihuahua al seguito che si presta al tradimento del suo padrone, finendo per tradire anche i suoi più accaniti fan per una parte che verrà cestinata in un angolo buio della memoria. A quale compromesso sei giunto infine per avere un posticino in un cast che un tempo avrebbero riservato al più sconosciuto degli attori. Tu, che di protagonisti diabolici, maledetti e dannati hai fatto incetta, ora ti inchini a poche battute con la firma di un perdente.
Barillo - Dafoe. E chi è costui mi verrebbe da scrivere, se non ricordassi la visceralità di alcune passate interpretazioni che pesano come un macigno su quest'ultima apparizione. Una caratterizzazione spietata che mi farebbe ripetere il medesimo giudizio di Rourke se non fosse diverso il sentimento che provo per l'uno e per l'altro, cinematograficamente parlando. E' lui il cattivo, ma a parte una maschera fatta di nulla che indossa dall'inizio fino alla fine, non riesco a ravvisare in una sola scena una piena consapevolezza della sua parte. Di più nella di lui figlia e nei suoi aguzzini.
Lorenzo - Enrique Iglesias. C'è qualcosa che non quadra nella sua partecipazione a questo film. Per dieci secondi di canzone non credo fosse necessario a rendere credibile un'interpretazione senza sapore. Accanto a lui un italiano, Marco Leonardi che riesce a malapena ad emergere, ma di cui restiamo ammiratori per uno strano sentimento di orgoglio nazionalpopolare.

Salma Hayek ed Eva Mendez, infine, le due uniche ed invisibili ragazze del gruppo; della prima abbiamo solo qualche flashback, della seconda qualcosa in più, a tutto vantaggio dei maschietti. Di seguito solo personaggi di contorno che danno un sapore poco più piccante alla sceneggiatura. Distrazioni.
E infine lui, Sands - Johnny Depp, l'unico che riesce a rivoltare la sua interpretazione al limite del surreale per renderla vincente. Credibile fino all'osso, anche nel suo braccio finto, è l'attore che risplende in questa baraonda di personaggi. L'ironia e il pathos del film sono racchiusi dentro il bozzolo di questa creatura diabolica. Agente segreto che ama indossare magliette con su scritto "C.I.A.". Beffardo personaggio che quando gusta il cibo, ne uccide poi il cuoco per ristabilire l'equilibrio in un Paese in cui l'equilibrio non esiste più. Demenziale e crudele come potevamo aspettarci dall'antagonista Dafoe. Senza battere ciglio subisce una tortura che lo renderà una maschera di morte, tra i tanti morti del popolo in sommossa. Sublime fino al dramma finale di un moderno "Corvo" a cui dobbiamo assistere da spettatori silenziosi.
Epico? Forse se visto al cinema, laddove le scenografie e le mirabolanti azioni della coppia Banderas - Hayek, riescono ad emergere in tutto il loro splendore, ma non resisterà al tempo che passa.
Indimenticabile? Forse la colonna sonora e l'interpretazione di Depp.
Del resto nulla salvo. Il regista si è impegnato in troppe cose e chi troppo vuole…
Regia: Robert Rodriguez. Soggetto: Robert Rodriguez. Sceneggiatura: Robert Rodriguez. Montaggio:Robert Rodriguez. Fotografia: Robert Rodriguez. Interpreti principali: Antonio Banderas, Johnny Depp, Willem Dafoe, Salma Hayek, Eva Mendez, Enrique Iglesias, Mickey Rourke, Marco Leonardi, Danny Trejo. Musica originale:Robert Rodriguez. Produzione: Columbia Pictures. Distribuzione: Buena Vista International. Origine: Messico, 2003. Durata: 102 minuti .Titolo originale: “El Mariachi 3”, “Once upon a time in Mexico”.
Movida, 9 dicembre 2003.
Originariamente inserita su ciao.it.

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Commenti
impaginazione da panico, non riesco a sistemare...ci ripovo nei prossimi giorni...
non ho cambiato né aggiunto praticamente nulla da allora, di questo film ricordo solo una scena..e poi nulla...ihihih
solo a scrivere la scheda tecnica...una considerazione viene spontanea...O_O
spetta che provo
done:)
(infilato anche l'archivio RR)
"Salma Hayek ed Eva Mendez, infine, le due uniche ed invisibili ragazze del gruppo; della prima abbiamo solo qualche flashback, della seconda qualcosa in più, a tutto vantaggio dei maschietti."
Beh, Salma Hayek è famosa per le sue... sorriso.
E comunque Rodriguez mi sta discretamente sulle scatole... Infatti questo non l'ho mai visto...
3. me l'ero dimenticato!!!ero concentrata su Depp ahahaha
5. ohhh perché???....(ma io questo non l'ho visto per Rodriguez...ihihihih...)
www.lankelot.eu/SMF/index.php?topic=3014.0 SPECIALE DEPP!
(ho ricomprato Arizona Dream in Dvd apposta per commentare chi ne scriverà... questo non mi sfuggirà!)
grazie Fra per l'impaginazione...non mi prendeva le modifiche stasera
bello Arizona Dream...:D
"E infine lui, Sands - Johnny Depp, l?unico che riesce a rivoltare la sua interpretazione al limite del surreale per renderla vincente. Credibile fino all?osso, anche nel suo braccio finto, è l?attore che risplende in questa baraonda di personaggi."
Davvero l'unica nota positiva del film :)
Non smetterò mai di pensare a Rodriguez come ad una Tarantino cafone e con meno fantasia. E già Tarantino non mi piace granché e non brilla certo per l'eleganza...
"Salma Hayek ed Eva Mendez, infine, le due uniche ed invisibili ragazze del gruppo; della prima abbiamo solo qualche flashback, della seconda qualcosa in più, a tutto vantaggio dei maschietti. Di seguito solo personaggi di contorno che danno un sapore poco più piccante alla sceneggiatura. Distrazioni. "
Fa sempre così. In tutti i suoi film aggiunge qualche tetta per dare un po' di respiro tra i dialoghi truzzi.