Redford Robert

Leoni per Agnelli

Autore: 
Redford Robert

 Tre luoghi, sei persone, distanti nello spazio ma non nel tempo. Sullo sfondo, la guerra in Afghanistan.
Leoni per Agnelli è un film di Robert Redford che prende spunto dalla situazione geopolitica internazionale per riflettere sulla guerra, la morte, ma anche gli ideali, l’impegno civile e la responsabilità dei singoli nella società e nel mondo. Un mondo in cui i media sono strettamente legati col potere, invece di essere “cani da guardia” e strumenti di pressione. Un mondo in cui una disfatta in guerra può essere trasformata in un successo, se il rullo che passa sotto al tg delle 20 lo afferma con sicurezza.
"Non è un film sulla guerra", ha detto Robert Redford, "un film sugli effetti e le conseguenze della guerra, sul ruolo dei media, dell'istruzione, della politica nei suoi confronti. Oggi non si fanno molti film di questo tipo: si fanno soprattutto film d'azione e di affetti speciali. Quello che accade in questi anni al nostro paese viene per lo più ignorato".

Tutto si svolge in un’unica giornata: abbiamo un senatore di Washington dal sorriso beffardo e i modi fin troppo sicuri (Tom Cruise) che chiama la giornalista televisiva di fiducia (Meryl Streep) per darle la soffiata della vita. L’esercito americano cambierà strategia per la guerra in Afghanistan. Ammettendo il fallimento, cambierà attacco e già ha preso possesso di postazioni strategiche nel paese, con piccoli gruppi di soldati attrezzati. Questo significherà un sicuro successo, l’annientamento del nemico.
Intanto, un professore desideroso di incontrare studenti svegli e capaci (Robert Redford) incontra un alunno che “ha la scintilla”, ma ha perso la passione, e lo sprona, lo incalza, una mattina a colloquio: vuole parlare con lui di scuola, università, impegno civile.
Dall’altra parte del mondo, invece, due ex studenti del professore hanno scelto: si sono arruolati spontaneamente, ora sono in guerra per combattere il nemico e per essere presenti al grande avvenimento che cambierà il mondo. Per il proprio paese.

Robert Redford, dopo sette anni di silenzio torna dietro la macchina da presa e ci parla di guerra, informazione, propaganda e Stati Uniti in modo interessante e particolare. Intreccia le vite di più personaggi e mette in piedi un “film parlato” con tantissima carne a cuocere: media, guerra, America, potere, informazione, meccanismi della nostra società. E così facendo offre spunti e fa domande allo spettatore: cosa possono i singoli cittadini fare quando il proprio paese è in guerra? A cosa serve l’impegno civile? Cosa sappiamo noi della guerra, realmente? La società dell’informazione è forse la società della propaganda e della manipolazione?

Un film attuale, che contrappone la tranquillità delle scene d’interno (studio del senatore, studio del professore) all’angoscia delle scene sulle montagne afgano, dove i due soldati si ritrovano loro malgrado a combattere.
E che alla fine non offre risposte concrete, ma sicuramente stimola alla riflessione. Certo, bisogna ammettere che la sceneggiatura ha dei buchi e delle situazioni poco chiare (è mai possibile che i soldati vadano in missione in elicottero durante una tempesta di neve?) e che i dialoghi alle volte sono pesanti e troppo lunghi.
Prendendole per buone, il film mette sotto la lente d’ingrandimento la questione, e lascia parlare oltre che gli interpreti anche la coscienza di ognuno di noi. Leoni o agnelli? Cosa siamo e cosa possiamo essere, realmente? E qual è il posto della cultura, in tutto questo (il professore universitario cerca stimoli ma non li trova più negli studenti, i suoi unici pupilli sono in guerra, hanno fatto una scelta e si sono schierati. E lui cosa può fare?).
La tv, sopra tutto e tutti, decide cosa mostrarci, e lo fa nel modo unico che sa fare: mescolando tematiche importanti come la guerra al gossip, e molto spesso mente (cosa possiamo sapere noi della guerra, non ci sono più inviati, le informazioni sono sempre più unilaterali).
Insomma, tante domande. Non sempre le risposte sono semplici, spesso non ci sono. Ma riflettere e dibattere (anche solo con noi stessi) fa sempre bene.

Regia: Robert Redford Sceneggiatura: Matthew Michael Carnahan. Direttore della fotografia: Philippe Rousselot. Montaggio: Joe Hutshing. Musica: Mark Isham. Scenografia: Jan Roelfs  Interpreti principali: Robert Redford, Meryl Streep, Tom Cruise, Michael Peña, Derek Luke. Produzione : Wildwood Enteprises/Brat Na Pont/Andell Entertainment  Origine: USA, 2007. Durata: 91 minuti. Titolo originale: Lions for Lambs.

 Antonio Benforte, febbraio 2009

ISBN/EAN: 
000

Commenti

Un film che fa riflettere, molto attuale.

"Un film attuale, che contrappone la tranquillità delle scene d?interno (studio del senatore, studio del professore) all?angoscia delle scene sulle montagne afgano, dove i due soldati si ritrovano loro malgrado a combattere.
E che alla fine non offre risposte concrete, ma sicuramente stimola alla riflessione"

> Vedrò di recuperarlo. Ora non ricordo per quale altro film meritasse Redford regista, ho un po' di amnesia, ma mi sembra ci fosse qualcosa ancora...

"così facendo offre spunti e fa domande allo spettatore: cosa possono i singoli cittadini fare quando il proprio paese è in guerra? A cosa serve l?impegno civile? Cosa sappiamo noi della guerra, realmente? La società dell?informazione è forse la società della propaganda e della manipolazione?"

> Giusti interrogativi. Guarderò e ne riparleremo;)

3 - Famme sapè.

2 -
* Gente comune (Ordinary People) (1980)
* Milagro (The Milagro Beanfield War) (1988)
* In mezzo scorre il fiume (A River Runs Through It) (1992)
* Quiz Show (1994)
* L'uomo che sussurrava ai cavalli (The Horse Whisperer) (1998)
* La leggenda di Bagger Vance (The Legend of Bagger Vance) (2000)
* Leoni per agnelli (Lions for Lambs) (2007)

Di questi ho visto l'uomo che sussurrava ai cavalli, ma non mi piacque per nulla. Per Gente comune ha vinto addirittura l'Oscar.

2 - Fra, mi sa che ti confondi con "i tre giorni del condor", dove Reford è solo attore. Anche perchè Redford regista è un pianto..:)

Quiz show non era male.
In mezzo scorre il fiume decente.
Di quelli che ho visto (unisco L'uomo che sussurrava e La leggenda..) questi due sono i migliori. Da un punto di vista registico niente di che. Buone storie.

7 - punti di vista, film che poteva fare chiunque..

8 - D'accordo con Ian, tutti mediocri o quasi i film di Redford. Leoni per agnelli poi è davvero brutto, a mio avviso, forse il più brutto tra tutti i suoi.

6, Sì! Ecco perché ce l'avevo in testa, "I tre giorni del condor":). Ma non è suo. Peccato:).

"La leggenda di Bagger Vance" a suo tempo mi incuriosiva, ma non sono andato in sala...

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