Ozon François

Ricky - Una storia d'Amore e Libertà

Autore: 
Ozon François

A volte le cose più belle hanno inizio per caso e si contraddistinguono per la propria semplicità: i nuovi amori, un libro usato comperato ad un banchetto a poco prezzo, un film il cui titolo è stato consigliato da una persona incontrata dopo tempo in giro per la città. In questo modo, senza alcuna aspettativa o pretesa, arriva Ricky, una storia che vuole parlare di Diversità, di Libertà e Amore, come se non fossero già stati utilizzati metri e metri di pellicola per trattare, più o meno bene, gli stessi argomenti.

Il mondo è pieno zeppo di cose, cose diverse fra loro – uomini che amano altri uomini, donne che hanno la pelle scura, anziani che hanno una fede che noi non capiamo – ed è anche pieno di Amore, nascosto alle volte, ma comunque presente, palpabile sotto forma di regali scambiati tra fidanzati, ad esempio. La Libertà poi è sulla bocca di tutti: vissuta, disprezzata, calpestata... ma a suo modo presente.
Per parlare di tutto questo si sarebbe potuta scegliere una storia qualsiasi, la vita di una di queste persone – uomini, donne, anziani – che si fanno promesse d'amore perché liberi di poterlo fare.
Ma questo film non parla di loro, o, almeno, non solo di loro. Questo film parla di una persona, della sua famiglia, del suo mondo. Questo film parla di Ricky.
 
 
Katie è una giovane donna come tante, che lavora in una fabbrica per sfamare se stessa e sua figlia Lisa, con cui ha un rapporto tutto suo, di piena fiducia, proprio di quelle famiglie in cui la madre è costretta a crescere i propri pargoli da sola. Quando un uomo spagnolo, Paco, bussa alla porta della sua vita tutto sembra finalmente andare per il verso giusto, eccezion fatta per l'iniziale ritrosia della bambina a condividere il suo unico genitore con l'intruso. L'amore porta con sé una nuova gravidanza e Katie mette alla luce un bellissimo bambino, Ricky. Sano e ben formato, Ricky sembra essere destinato ad una vita normalissima, almeno fino a quando, dopo qualche tempo dalla nascita, non comincia ad ostentare dei lividi, accompagnati da dolore, alla schiena. Di lì a poco a Katie e Lisa sarà chiaro che il bambino, che paiono costrette a crescere da sole, abbia qualcosa di anomalo, di diverso: il neonato presenta infatti delle scapole prolungate e munite di penne e piume. In poche parole Ricky possiede delle ali funzionanti esattamente come quelle degli uccelli!
 
 
Calmo e quasi spossante, fieramente partecipe della tradizione cinematografica francese, la pellicola – va detto a scanso d'equivoci - è ben lontana da ogni possibile trama fantasy; l'intera storia di Ricky, difatti, si inserisce in una perfetta cornice metaforica, in cui le ali del bambino – rappresentazione atavica della purezza – altro non sono che l'incarnazione materica e tangibile di qualsivoglia diversità di questo mondo. Geniale certamente l'intuizione di fare un film non su una diversità particolare, quanto piuttosto sul concetto generale di alieno, prendendo ad esempio un caso impossibile, reso però verosimile da una storia profondamente reale, calata in un sociale che ci è tanto familiare da essere subito riconoscibile ai nostri occhi.
 
Senza mai scadere nel patetismo, la pellicola affronta i drammi di una madre e di una sorella alle prese con un qualcosa  di incomprensibile, tanto più grande di loro da schiacciarle sotto il suo peso, dipingendo sui loro occhi chiari espressioni luttuose, dure e grigie. Sin da principio è chiaro che l'istinto di amare incondizionatamente deve scontrarsi con l'opinione pubblica, a cui Ricky non può certo essere celato in eterno, stringendo le protagoniste in una morsa di sentimenti contrastanti, perfettamente resi dalle performance di Alexandra Lamy e Mélusine Mayance. Oscillando tra l'odio  e l'amore, la voglia di imprigionare o liberare il bambino speciale, il dramma si annoda e si scioglie in continuazione, mettendo in luce le contraddizioni dell'animo umano, ma anche e comunque l'assoluta piattezza della società, che non vede nulla di “speciale” in Ricky, fuorché il possibile sfruttamento in ambito medico o mediatico.
 
Come succede sempre, però, ciò che veramente è diverso non può essere preso e messo semplicemente a tacere, ché i tizzoni ardenti sotto la cenere non smettono di bruciare solo perché sono invisibili all'occhio. Libertà e Amore, che come abbiamo detto sono le due parole chiave della storia, devono trovare un modo per vincere la propria battaglia nel cuore di Katie, prima di distruggerla assieme alla sua famiglia.
 
Tecnicamente l'unica nota da segnalare è la fotografia, molto buona, che pone l'accento sui toni spenti e sul grigiore della monotonia, letteralmente scossa e illuminata dai sorrisi del bambino alato. La regia, pur difettando in qualche punto amando spesso concedersi lunghe soste di riflessione in campi lunghi ed in scene oltremodo retoriche, tutto sommato funziona abbastanza bene.
Volgendo al termine: una pellicola certamente meritevole, capace di incuriosire e, incuriosendo, di dar da pensare, ché in fondo Ricky potrebbe avere un qualsiasi nome, un qualsiasi colore della pelle, una qualsiasi età e, malgrado tutto, meriterebbe soltanto di essere amato, di amare e vivere una vita libera.
 
Andrea Betti – 02 maggio 2010


Regia: François Ozon

Sceneggiatura: François Ozon.
Soggetto: dal racconto Moth di Rose Tremain.
Direttore della fotografia: Jeanne Lapoirie.
Montaggio: Muriel Breton.
Scenografie: Katia Wyszkop.
Interpreti principali: Alexandra Lamy, Sergi López, Mélusine Mayance, Arthur Peyret.
Produzione: Eurowide, FOZ, Teodora Film, BUF, France 2 Cinéma
Origine: Francia/Italia 2009.
Durata: 90 min.
Titolo originale:Ricky

ISBN/EAN: 
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Commenti

Al solito la visualizzazione

Al solito la visualizzazione fa schifo e non capisco come mai! :S bah! vabbè sono certo che il buon franchi mi salverà, come sempre!

[ozon] sto arrivando:)

[ozon] sto arrivando:)

[ozon] ualà

[ozon] ualà

*_* mio salvatore!!!

*_* mio salvatore!!!

[andrea] ;). daje!

[andrea] ;). daje!

(Ricky) Ce l'ho, ma ancora

(Ricky) Ce l'ho, ma ancora non l'ho visto. Sono curioso. Sembra apprezzabile: appena lo vedo vengo a commentarti.

"Senza mai scadere nel

"Senza mai scadere nel patetismo, la pellicola affronta i drammi di una madre.."
Beh, insomma, di patetismo è pieno - basta pensare alla scena in cui il bambino, appeso a un filo, le sfugge di mano. A me non è piaciuto: troppi stereotipi - i giornalisti in stile "americano" che tampinano la casa di Ricky - e soprattutto ci sono troppi pretesti. La trama è davvero poco verosimile...

[ricky, ozon] oggi federico

[ricky, ozon] oggi federico ha scritto di "Potiche. La bella statuina". Qui: http://www.lankelot.eu/cinema/ozon-fran%C3%A7ois-potiche-la-bella-statui...

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