Niccol Andrew

Gattaca

Autore: 
Niccol Andrew

In un futuro non molto lontano la genetica determina e scandisce il destino degli esseri umani. È la discriminante che divide il mondo in “validi” – gli eletti, coloro che possono aspirare alle cariche più alte – e in “non validi” – vittime designate del sistema perché geneticamente imperfetti, non idonei e non compatibili ai processi che dettano il ritmo della società attuale. A sentire questo verdetto, Vincent – “non valido” e cardiopatico e segnato da un diagramma cromosomico che gli pronostica trent’anni di vita – non avrebbe via di scampo. Le logiche dominanti della struttura di Gattaca vietano alla sua categoria di progredire, relegandolo a pulitore di latrine, e castrano le risorse e i desideri di chi non ha una genetica all’altezza delle aspettative, per garantire una società immutabile e prevedibile, al di sopra di ogni sospetto. Un mondo composto esclusivamente da eletti. Fin qui tutto bene, se non fosse che queste leggi organiche, pervase da assenza di imprevisti e da determinismo, non sono assolute: cosi può accadere che Vincent, nel cuore della sua adolescenza, riesca a duellare a nuoto e a vincere contro suo fratello Anthony, il fratello perfetto e predestinato, quello che Vincent non potrà mai essere. Vincere e capire che oltre le tautologie e le verità acquisite, esiste un’altra verità: la propria. Vincent capirà che le proprie convinzioni possono squarciare e scalare le gerarchie stabilite, attraverso l’aiuto di un “valido”, Jerome, che ha perso l’uso delle gambe dopo un incidente automobilistico, che gli presterà il suo sangue e le sue urine e tutto il necessario al fine di eludere le dogane inflessibili di Gattaca. Per realizzare il suo sogno più grande: volare nello spazio.

Il film è un interrogarsi continuo sull’identità e sull’esistenza. Perché Vincent entra nei panni di Jerome senza strappi e senza incongruenze apparenti. Perché le macchine e la genetica possono determinare il carattere e le qualità di una persona, ma non possono essere infallibili. Perché la tecnologia può prevedere la longevità di un uomo, ma è soggetta a una volontà più grande e più autorevole, quella del destino e delle illimitate risorse umane. Perché se un cuore malato è destinato a spegnersi, è anche capace di emozionarsi al cospetto di un aeroplano che libra nell’aria sganciando anelli di fumo, alla vista di un tramonto suggestivo che staglia sui tetti a specchio di Gattaca, di innamorarsi di una donna “valida” solo perché avverte dentro di sé un battito irregolare. Emozioni aliene al mondo dei “validi”. E forse i veri “validi” sono i “non validi”. Perché se Vincent, al momento del decollo tanto agognato, dice: “Per uno che non doveva far parte di questo mondo, devo confessare che all’improvviso, mi costa lasciarlo. Però dicono che ogni atomo del nostro corpo, una volta, apparteneva a una stella. Forse non sto partendo, forse sto tornando a casa…”, significa che la nostra esistenza ha radici diverse da qualunque ciclo biologico, che dentro di noi c’è davvero qualcosa che si avvicina all’ineffabile e alla spiritualità, e definire se stessi in termini assoluti è un concetto utopico e materiale. E forse il decollo e il viaggio di Vincent verso le radici dell’universo non hanno bisogno di un corpo. È il viaggio di un’anima che si riconsegna alle proprie origini.

Andrew Niccol si conferma autore geniale e cerebrale. Lo sceneggiatore di “The Truman show” inizia qui un percorso di ricerca verso la realtà, verso le innumerevoli forme che può assumere e gli innumerevoli statuti che la contrassegnano. Se dopo The Truman show la sua ricerca può considerarsi conclusa, perché teorizza un’altra realtà, ingannevole e apparente, intestina a quella percepita dai sensi, in Gattaca il regista riavvia la questione, tematizzando lo smarrimento del legame ancestrale tra immagine e realtà, ben rappresentato dai controlli clinici che, per determinare l’identità di una persona,  fanno leva su metodi che non necessitano di immagini o di apparati visivi – sangue, urina, dna. Ma l’opera di Niccol non si nutre solo di tematiche scopiche: la lotta che Vincent intraprende contro il suo destino e contro se stesso, connota il valore più alto dell’uomo, quello  della volontà. Di giocarsi le proprie carte, anche quando il mazzo è falsato. Di non arrendersi a un diktat, solo perché è stato emesso. Il personaggio interpretato da Ethan Hawke è lo specchio dei nostri aneliti più reconditi, quello che vorremmo essere o da cui vorremmo essere guidati, per liberare noi stessi da un mondo che ci appartiene solo perché ci siamo nati. Per liberare noi stessi dal corpo e viaggiare indisturbati verso un cielo cosparso di stelle.

 

 

 

 

Regia: Andrew Niccol. Soggetto e Sceneggiatura: Andrew Niccol. Direttore della fotografia: Slavomir Idziak. Montaggio: Lisa Zeno Churgin. Interpreti principali: Ethan Hawke, Uma Thurman, Jude Law, Gore Vidal, Xander Berkeley. Musica originale: Michael Nyman. Produzione: Danny DeVito, Michael Shamberg, Stacey Sher. Origine: Usa, 1997. Durata: 101 minuti.

In rete: Sito dedicato a Gattaca. Sito dedicato a Andrew Niccol

ISBN/EAN: 
8013123047205

Commenti

Uno dei nostri film preferiti, frater. Non mi stanco mai di vederlo. Grande Niccol.

Grosso:). Gattaca mancava. Sai chi era il suo primo fans? L'ormai catanese Tinelli (non in senso ultras: lui tifa giuventus e non parteciperebbe a quelle genti).

(questo film si basa sul presupposto che l'eugenetica abbia vinto; lasciamo che rimanga science fiction, e di ottima qualità;) ).

Ottima, davvero ottima, ne vorrei a bizzeffe di film così:)

"significa che la nostra esistenza ha radici diverse da qualunque ciclo biologico, che dentro di noi c?è davvero qualcosa che si avvicina all?ineffabile e alla spiritualità, e definire se stessi in termini assoluti è un concetto utopico e materiale. E forse il decollo e il viaggio di Vincent verso le radici dell?universo non hanno bisogno di un corpo. È il viaggio di un?anima che si riconsegna alle proprie origini".

Questo passo mi fa godere al di là del cinema - del ricordo di Gattaca dico. Ave Degra!

Voglio inserire un input che la lettura di questa interessante pagina mi ha suggerito. Qualcuno ha letto "Non lasciarmi" di Ishiguro (l'autore di "Quel che resta del giorno")?. A proposito di eugenetica (sempre agghiacciante, a mio parere) e di "predestinazione" o "elezione" e dell'accettazione di queste leggi da parte di chi predestinato o eletto non è.

Qui ad esempio non c'è ribellione? E perché? Come si supera (se si supera) l'impasse?

Ah. Gf mi ha rubato la stessa sottolineatura :)

L'ho letto "Non lasciarmi", un libro agghiacciante e coinvolgente. Uno dei migliori usciti nell'ultimo biennio (tra quelli che ho letto, evidentemente). Lo consiglio.

Gattaca invece cosi cosi, non mi ha cionvinto del tutto.

Che meraviglia di conclusione, non avresti potuto centrare meglio lo spirito del film (tra gli aficionados della prim'ora mi ci metto anch'io). Imperdonabile da parte mia, avevo dimenticato che Niccol è stato sceneggiatore di "The Truman Show". E tra gli interpreti c'è Gore Vidal! Grazie Ian.

"...significa che la nostra esistenza ha radici diverse da qualunque ciclo biologico, che dentro di noi c?è davvero qualcosa che si avvicina all?ineffabile e alla spiritualità, e definire se stessi in termini assoluti è un concetto utopico e materiale. E forse il decollo e il viaggio di Vincent verso le radici dell?universo non hanno bisogno di un corpo. È il viaggio di un?anima che si riconsegna alle proprie origini".

Che meraviglia!
Chiunque desideri far gioire insieme cuore, occhi e cervello, faccia un giro dalle parti di questo film.
E? inclusa la recensione, illuminante.

Raffaella

3> L'eugenetica ha vinto. Il giorno in cui abbiamo superato le dinamiche Malthusiane.

Pensaci: ogni generazione che passa indeboliamo la specie; e non parlo di handicap mentali o di intelligenza. Parlo di malattie fisiche, cardiache, respiratorie. Di bambini come me che hanno avuto un'asma allergica ma sono sopravissuti. Ogni generazione accumula i difetti genetici di quella prima dato che la selezione naturale non c'è più.
Io non ho voglia di morire in nome di Darwin.
Dunque presumibilmente o ci estinguiamo come specie o prima o poi ricorriamo all'eugenismo. Vedi tu.

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