Allestire un prodotto con la certezza che le vendite, qualunque sia il risultato risultino proficue, comporta due scelte: confezionare un lavoro degno di nota o cullandosi sugli allori infarcire lo stesso minestrone con un buon dado speziato e pregare che nessuno se ne accorga.
La scelta di Neri Parenti è un concentrato delle due possibilità: fa bollire nel calderone una salsa, mescolando bene ingredienti noti quali la trama ad equivoci, l'istrionismo talvolta sopra le righe di De Sica, le canzoni del momento, qualche banale scorcio della megalopoli di turno, bellezze e seni di plastica con rispettive palpate, a volontà.
Privato (per volontà, scelta, litigi o pubblicità) della spalla comica di Boldi, De Sica sguazza come un pesce libero dalla rete, libero dal giogo del clichè del romano ostile al milanese e viceversa, trovando in Massimo Ghini una spalla nuova, non meno robusta, che non offusca ma da risalto agli eccessi interpretativi del figlio del regista di Umberto D.
Ghini sa essere simpatico, sa recitare, sa reggere la velocità tempistica di De Sica, sa far ridere più di Boldi e senza la stampella delle smorfie.
La grossa novità è rappresentata indubbiamente dall'ingresso di Claudio Bisio e Fabio De Luigi, il cui spazio filmico, probabilmente per evitare un "rigetto" (quasi fossero organi trapiantati), un senso di estraneità (qualcosa di diverso), è gestito all'interno di un racconto parallelo.
Trapianto assolutamente riuscito per quanto riguarda De Luigi, a parte la straordinaria aurea di simpatia, è una mimica di qualità, dimostra subito un buon "groove" col genere, coadiuvato dagli già svezzati Paolo Ruffini e Francesco Mandelli, nel ruolo di due giovani "fancazzisti".
Per Bisio l'intervento non è invece del tutto riuscito, interpreta il ruolo del rigido e accigliato (previa dimostrazione del contrario) primario. Probabilmente la necessità narrativa di dover mantenere il personaggio su toni continuamente macchiettistici, impediscono all'ottimo attore di venir fuori e all'ottimo comico di far ridere. Appare a volte un po' impacciato in un ruolo che non è effettivamente ne carne ne pesce. Potrà indubbiamente dare qualcosa di più e non solo al suo tornaconto finanziario.
Nel gruppo dei senzavoto rientra ad oltranza la bella Canalis, che offre il suo volto come sponsor ufficiale della nota compagnia telefonica che si pubblicizza ad oltranza. Dal punto di vista interpretativo fa quello che una bella ragazza deve fare in questi film: niente.
Note di natale dolenti:
Alessandro Siani, interpreta uno dei personaggi più antipatici, piatti, stereotipati della filmografia mondiale; un napoletano trapiantato nella Grande Mela, che lavora come pianista di piano bar in un prestigioso albergo e fin qui tutto bene sinchè non inizia a mitragliare una sfilza impressionante di luoghi comuni sulla napoletanicità. Diventa seriamente patetico lo sviluppo del suo personaggio, con delle forzature della sceneggiatura inaudite che non motivano, ne il suo stare in scena come personaggio, ne il suo stare in piedi come attore visto che dopo pochi minuti salgono i nervi nell'accorgersi che si tratta di una sorta di riproposizione pessima di Troisi. MA PER PIACERE!
Non posso negare almeno la sufficienza ad una pellicola che ha raggiunto il suo scopo senza aver avuto mai velleità autoriali come invece aveva tentato di fare Merry Chrismas. Un film che consiglio, non per altro che sono uscito "felice" dalla sala in quel 25 dicembre 2006 sempre che l'atteggiamento sia quello giusto. Se si è disposti ad essere ingenui per accettare anelli nuziali incastrati nelle dita sbagliate e poi ingoiati, se si è abbastanza pazienti da sopportare alcune indigeribili slapstick, se si riesce ad essere abbastanza plautini da ridere di gusto ad uno scambio di battute tra Ghini e De Sica, dove il primo, marito infedele, dice al secondo, altrettanto infedele, "siamo nella stessa barca" e il secondo risponde "in un mare di mmerda" allora andate a vederlo.
Un film di: Neri Parenti.
Con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Claudio Bisio, Fabio De Luigi, Alessandro Siani, Fiorenza Marchegiani, Elisabetta Canalis, Francesco Mandelli, Paolo Ruffini.
Genere: Commedia
Produzione: Italia
Anno: 2006.
(Da mymovies)
Commenti
E' uno scherzo? Pensi davvero quel che hai scritto?
Sei andato a vedere un film di Neri Parenti con Christian De Sica?
Che ti era successo?
"Se si è disposti ad essere ingenui per accettare anelli nuziali incastrati nelle dita sbagliate e poi ingoiati, se si è abbastanza pazienti da sopportare alcune indigeribili slapstick, se si riesce ad essere abbastanza plautini da ridere di gusto ad uno scambio di battute tra Ghini e De Sica, dove il primo, marito infedele, dice al secondo, altrettanto infedele, "siamo nella stessa barca" e il secondo risponde "in un mare di mmerda" allora andate a vederlo."
> Amico mio, preferisco vivere.
Plauto lasciamolo dov'è - ti imploro, non confondiamo la grandezza con la monnezza.
"Non posso negare almeno la sufficienza ad una pellicola che ha raggiunto il suo scopo senza aver avuto mai velleità autoriali come invece aveva tentato di fare come Merry Chrismas".
Non mi va di partire subito col pregiudizio, perchè di pregiudizi ne ho parecchi su questo genere di film. Detto ciò rimango sorpreso del tuo giudizio sulla pellicola, ed anche su alcuni attori. Ghini? davvero fa ridere? Bisio? De Luigi? Sono televisivi non da grande schermo. Dici: "Se si è disposti ad essere ingenui". O lo si è o non lo si è, Ryo. Come si può godere di una pellicola calandosi in una parte ingenua magari innaturale?
Ultima cosa: davvero Merry Christmas aveva velleità autoriali? Che abbiano avuto - al tempo - una vena masochistica?
Ad ogni modo, non è il mio genere; e non per snobismo: mi annoia proprio.
Non è uno scherzo. Penso tutto quello che ho scritto. Sono andato a vederlo il 25 dicembre 2006 e l'ho noleggiato e rivisto altre due volte. non era mica un paragone netto con Plauto... non potrei mai. davvero sono attori simpatici. Mi pare che Bisio non abbia ancora bisogno di dover dimostrare di essere attore da grande schermo. si può godere di una pellicola in quel fingere ingenuità o comunque fregandosene del fatto che siano anche palesi.
Senza dubbio:).
Ieri ho comprato "X-Men", per esempio. Ma ho il vago sospetto che non riuscirò a prenderlo per altro che puro intrattenimento. L'ho acquistato per rincoglionirmi. Morale della favola: la consapevolezza è tutto.
Boh.. Davanti a questi film, divento iperschifato !!
Preferisco intrattenermi in altri modi. Ad esempio la Playstation penso sia più intelligente(Ed è tutto dire) o preferirei dipingere anche se sono una zappa.. :D
Poi, ognuno fa ovviamente quello che vuole.. :)
ammetto di non essere abbastanza paziente per questi film: li evito accuratamente, perchè anzichè farmi ridere m'innervosiscono, proprio non li sopporto e vedo con piacere che non sono l'unica, almeno qui dentro. É già una consolazione, hce mi fa sentire meno un alieno.
6. Gli X-men sono meglio, puro intrattenimento, o cazzeggio se vuoi, ho visto entrambi i film in dvd insieme ai miei figli. Servono a mettere il cervello in stand by. Non fa male ogni tanto, specie quando si è un poco sfiniti.