Il cinema comico ha affrontato tutti i temi e coinvolto tutti i personaggi possibili. Siamo passati dal dandy francese, Max Linder, per poi viaggiare in fantastiche avventure dentro e fuori dallo schermo col cameraman-proiezionista Keaton, abbiamo cullato un rivoluzionario vagabondo con bombetta, Charlot, abbiamo conosciuto la distruzione totale e l’umorismo apocalittico dei Marx, poi le candide disavventure di Laurel e Hardy, l’eterno fanciullo Jerry Lewis, il sognatore canterino
Danny Kaye, il complessato newyorchese
Woody Allen e infine i sei terribili
Monty Python. Come tutti gli altri questi ultimi hanno avuto il compito di farci riflettere sull’ipocrisia del nostro tempo. E ci sono riusciti.
I Monty Python nascono alla BBC nel 1969 ed è subito rivoluzione. Si dice che John Cleese sia stato il primo ad aver detto "shit" in televisione. Il loro programma tv è Il circo volante dei Monty Python e conta quattro edizioni. Nel 1972 raccolgono gli sketches più riusciti e distribuiscono il film Ed ora qualcosa di completamente diverso. Nel 1974 girano Monty Python e il Sacro Graal per la co-regia di T. Gilliam e T. Jones e nel 1979 Brian di Nazareth, diretto da Terry Jones.
“Il senso della vita” analizza il percorso della vita diviso in VI parti con più protagonisti. L’unico filo conduttore è il tempo che passa.
La pellicola attacca tutto e tutti, possiede una ferocia ed un gusto per il surreale incredibili; la sua struttura a episodi mette in risalto la potenza dissacrante dei sei comici inglesi, che sfoggiano un numero impressionante di personaggi, azzeccati al cento per cento. Il travestimento è il loro punto di forza e i bersagli sono i più vari: dai medici ai camerieri, dai cattolici ai protestanti, dai professori agli alunni, dai militari ai turisti. E non vengono risparmiate le situazioni più imbarazzanti, affrontando sia l’educazione sessuale che la gastronomia (con le più sgradevoli conseguenze). Si scherza con la vita e con la Morte, con la donazione di organi vivi e con la pena capitale; vengono demolite le più imponenti e secolari istituzioni, dalla Chiesa nella cui sequenza troviamo un delizioso balletto sulle note di “Every sperm is sacred" (Tutto lo sperma è sacro), all’Esercito, alla scuola, al sistema finanziario, alla televisione, al valore della famiglia. Non risparmiano neanche i loro conterranei, viene spesso messa in risalto la pacatezza snob tipica del carattere inglese (c’è da ricordare che per loro gli “inglesi” sono tutti omosessuali).
La vis comica del gruppo britannico non è poi così rivoluzionaria. Essa si basa su una regola elementare canonica: cioè che il pubblico ride per tutto ciò che è l’opposto del normale. La caduta di un uomo per strada, un tipo di camminata fuori dal comune, un vigile o un giudice omosessuale sono elementi bizzarri, rari e quindi risibili. Tutti i comici partono da questa legge, ma i Monty Python non solo la mettono in pratica, ma la esasperano sino all’indicibile.
La peculiarità del loro cinema, forse più ancora visibile nei loro sketch televisivi, è proprio la rappresentazione dell’anormale, il rovesciamento dei ruoli e delle parti: Cappuccetto Rosso interpretata da un energumeno e il lupo cattivo da un bassotto, gli studenti che si annoiano mentre il professore copula spudoratamente davanti ai loro occhi, clienti che vanno in un ristorante esclusivamente per conversare. Le qualità del gruppo sono riscontrabili innanzitutto per la prolificità delle loro gags, in secondo luogo per la sorprendente interpretazione dei personaggi. Motivo per cui è consigliabile la visione non doppiata. Ognuno dei sei componenti impone la propria arte: Terry Gilliam, brillante regista, appare raramente, dedicandosi alle animazioni che ogni tanto interrompono il film, Terry Jones è abilissimo nei travestimenti femminili, Eric Idle alterna il mestiere dell’attore e del cantante, Graham Chapman Michael Palin e John Cleese fanno a gara nel trasformare mirabili macchiette in grotteschi e ridicoli figuri.
Qual è il vero senso della vita? Ma in fondo cos'è la vita? I Monty Python evitano di fare molta filosofia, si limitano soltanto ad evidenziare i difetti più evidenti dell'uomo moderno: schiavo di un Dio che lo rende umile e colpevole, schiavo del suo falso moralismo, del perbenismo più ipocrita. Ci viene mostrata la vita come un circo, come una grande pagliacciata, un grande spettacolo in cui manichini d’ogni specie recitano convinti i loro personaggi presuntuosi e ridicoli. Ma alla fine ciò che rimane dietro i loro volti e paroloni è un nulla disperato.
Qual è dunque il senso della vita? Nessuno. Almeno per i Monty Python.
Regia: Terry Gilliam, Terry Jones.
Soggetto e sceneggiatura: Monty Python.
Direttore della fotografia: Peter Hannan.
Montaggio: Julian Doyle.
Interpreti principali: Graham Chapman, John Cleese, Michael Palin, Terry Gilliam, Terry Jones, Eric Idle, Carol Cleeveland, Patricia Quinn.
Musica originale: Eric Idle, John Du Prez.
Produzione: John Goldstone.
Origine: UK, 1983.
Durata: 107 minuti.
Titolo originale: “Monty Python’s Meaning of Life”.
I Monty Python sono sei e sono:
John Cleese



Michael Palin
Graham Chapman
Terry Jones
Eric Idle
Commenti
NOBODY expects the Spanish Inquisition!
Dicono che la mia faccia si assomigli a quela di Jones. Non sapevo che il grasso vomitoso fosse lui ritoccato dal trucco.
Guarda che te la trovo la foto dove gli somigli.
Somigli era il nome del maestro di karate. Aveva le sopracciglia da barbaro.
Il maestro di chi?
Il mio vecchio maestro. La foto nel forum. Se somiglia davvero la metto nello staff, le mie non le carica ;)
http://www.montypythonpages.com/pictures/tj_cooker.jpg
http://youtube.com/watch?v=311aPzHG8X4&feature=related
Qual è dunque il senso della vita? Nessuno.
pesci nell’acquario:
“Buongiorno. BUOOONGIORNO. buongiorno… novità?”
bauauhahhahahhahah