Dopo aver proposto, col suo primo brillante lungometraggio, una divertente avventura del ladro gentiluomo Lupin III, Hayao Miyazaki si cimentò, con qualche dubbio iniziale, sulla costruzione di un film tratto da un noto manga giapponese. Nausicaa della Valle del Vento trae ispirazione da un fumetto (Nausicaa) di lunga pubblicazione (13 anni, dal Febbraio 82 al Marzo 94), tra i più venduti e amati in Giappone.
In un mondo post-atomico, mille anni dopo la fine dell’odierna civiltà, esistono ancora lande incontaminate, comunque a rischio di estinzione. La Valle del Vento è uno di questi luoghi magici, in cui vive la Principessa Nausicaa, ragazza sensibile e guerriera del vento. Nausicaa abita il vento, con il suo monoala ultraleggero arriva fin sulle nuvole, solca gli spazi aerei con maestria, leggerezza e armonia. Ella vuol scoprire il segreto della giungla tossica, immenso habitat che sempre più si espande, in cui l’aria è velenosa, densa di spore tossiche, irrespirabile. Chiunque voglia inoltrarsi nei suoi pericolosi territori deve portare una maschera protettiva, un respiratore, deve far attenzione alle innumerevoli specie di insetti giganti e mostruosi che la abitano. Nausicaa non ha paura, sa che studiando la sua vegetazione può comprendere se esista o meno una possibilità di salvezza per le terre incantate, per i suoi simili. Ma non tutti la pensano come Nausicaa, se la Valle del Vento è abitata da una comunità pacifica, non è lo stesso per altri popoli; cosicché, in conseguenza dello schianto di un astronave, la Valle diviene oggetto di interesse della regina del regno di Tolmekia, in perenne conflitto contro i nemici di Pejite. Fatto prigioniero il popolo della Valle, la perfida regina costringe Nausicaa a seguirla nel folle progetto di bruciare la giungla tossica. Ma le astronavi di Tolmekia vengono attaccate da un intrepido ragazzo aviatore, il quale, da solo, annienta quasi per intero la flotta, placando la sua ira solo alla vista di Nausicaa, espostasi per implorarlo a smettere. Il ragazzo si distrae, viene colpito e cade, giù, nella Giungla tossica, insieme alle astronavi. La fauna del luogo è terrificante: libellule giganti, orrendi insetti e abnormi Mostri Tarlo. Qui, Nausicaa e il giovane, sprofondati sotto il livello conosciuto della giungla, scoprono che esiste, proprio sotto il male apparente, un mondo incontaminato in cui l’aria è respirabile. La folle corsa per salvare il pianeta dagli eserciti e dalla natura in rivolta è appena cominciata.
Splendido, malinconico, lirico, commovente. Nausicaa della Valle del Vento è il primo grande film in cui Miyazaki sviluppa totalmente il suo universo etico e immaginifico. I rimandi evidenti sono a Conan, giovane e coraggioso difensore dell’amore umano e della natura in un grigio mondo post-atomico, ma qui Miyazaki va oltre, articolando il suo messaggio ispirato da un manga duro e affatto infantile. Il regista giapponese fa una grande opera di sintesi delle tematiche del fumetto, traducendole in parole e immagini adatte ai bimbi, costruendo un artificio fiabesco e verosimile – improbabile, forse, ma non nella suggestione che vuol restituire. Un mondo che si è auto distrutto, grazie ai mostri meccanici e alle guerre nucleari, in cui i sopravvissuti hanno dovuto convivere con una natura che andava deformandosi tra residui di gas e virus, è la cornice che evoca Miyazaki. Naturale che sia e sia stato (c’era ancora il mondo diviso in due blocchi) un monito il suo, sviluppato successivamente in quasi tutte le sue pellicole. Qui il tema principe è l’ecologismo, idealizzato all’ennesima potenza nel voler connotare Nausicaa in modo netto e inequivocabile. Lei sembra l’unica ad amare gli insetti deformati, i Mostri Tarlo, coloro che trattengono la memoria millenaria del mondo perduto, imprigionati nei loro abnormi gusci. La memoria del mondo è affidata agli insetti, atto estremo per rimarcare le colpe dell’uomo meccanizzato e robotizzato; pur viscidi e abnormi, in molte sequenze dimostrano pietas e amore più degli uomini, fino a ridare vita, nel simbolico e fascinoso finale, a Nausicaa, in-consapevole principessa del destino. Splendide le sequenze in volo, in cui le scene di battaglie aerea dimostrano la magniloquenza e la perfezione del cinema miyazakiano, curato fin nel particolare minimo. I personaggi, rispetto al fumetto, sono meno tratteggiati psicologicamente, e ciò non poteva essere diversamente; Nausicaa è la vera protagonista, tutto ruota intorno alla sua figura e al suo amore per ogni singolo essere animato. Molti i paralleli proponibili tra questo e altri film di Miyazaki; oltre ai temi, gli scenari (il cielo, in particolare) e i protagonisti: le eroine sono sempre femminili (se si esclude Conan, il serial che contiene in sé i principi etico-estetici del nostro), e spesso dominatrici del vento (oltre a Nausicaa, Sheeta, Kiki). Soffermiamoci dunque sul concetto di eroe (eroina) miyazakiano. Tutte ragazze giovani, tutte paladine d’un messaggio d’amore assoluto e di forza sovrumana; personaggi di grande spessore emotivo dotati di coraggio, ma soprattutto di utopia. L’utopia è la sintesi delle innumerevoli suggestioni che regala il cinema di questo autore immenso, un cinema che vola alto, di gran lunga oltre le consuetudini di genere, pescando sovente in un universo mitologico e letterario che evoca l’assolutezza di gesta, idee e pensieri. Nella fattispecie, Nausicaa è un personaggio dell’Odissea di Omero, che simboleggia la suprema bellezza, l’amore per la vita, per la natura, per il canto, per la fantasia generatrice.

Il film è tecnicamente ineccepibile, un capolavoro assoluto del cinema d’animazione, pieno di impasti di colori e disegni di grande fascino, sceneggiato in modo gradevole e intrigante, considerando le numerose difficoltà di adattare il manga. Una nota a parte per la soave colonna sonora di Joe Hisaishi, ottima nel contrappuntare le diverse fasi della narrazione, aprendo e chiudendo con una delicata ed essenziale melodia malinconica che rimane stretta dentro, per qualche minuto, dopo la conclusione della pellicola.
Davvero una fiaba da consigliare a tutti, agli amanti della poesia, dell’incanto, della dolce malinconia, del sogno, della speranza, dell’utopia. Dell’utopia, si, quella di poter credere che queste fiabe possano scuotere gli “ammalati di spirito” del nostro tempo, magari attraverso le gesta di un eroe inconsueto, rispetto a quelli con cui pare logico e naturale identificarsi: una ragazzina che solca il vento e che volteggia tra le nuvole; con le movenze, senza parole, ci dice tutto. Ma potremmo anche, immedesimandoci fino in fondo nella fiaba, aggiungercele noi, le parole:
“Non è mai troppo tardi per osare, per trovare il volo, per raggiungerci dove siamo, o dove dovremmo essere”.
Curiosità: Il mondo di Nausicaa è stato omaggiato dalle pagine del noto fumetto Nathan Never, nell’albo doppio Terre bruciate / I predoni del deserto. La giungla tossica disegnata da Miyazaki ha evidenti rimandi a Dune, lungometraggio controverso del genio Lynch. La reperibiltà del film in questione, ad oggi, è immotivatamente molto bassa, per non dire quasi nulla.
Regia: Hayao Miyazaki. Soggetto e sceneggiatura: Hayao Miyazaki. Fotografia: Hideshi Kyonen. Scenografia: Mitsuki Nakamura. Montaggio: Naoki Kaneko, Tomolo Kida, Shiyoji Sakai. Musica originale: Joe Hisaishi.
Titolo originale: “Kaze no tani no Naushika”. Origine: Giappone, 1984. Durata: 116 minuti.
A Nausicaa, Principessa dei miei sogni.
Ti consideo così, come si dice...
La mia musa ispiratrice
Cosicchè dipinsi i quadri e lasciai le immagini
Che attraversarono l'eternità della storia
Io, figlio d'un vento che ha voluto soffiare
Sulle tue vette e al di là del mare
Non posso più dire di non aver memoria
Nei trascorsi d'imperiosa ascesa
Trovai la strada e il suo sentiero di marcia
Eri la runa d'un guerriero indo-ario
Immmortale in riposo sui prati del Walhalla
Eri il pensiero vivente d'un Lama
Che percorreva le alture dell'Himalaya
Sei stata la sposa del soggiorno d'Oriente
Nei colori accesi di ogni mia vita
Ti ho perso nella guerra del tramonto d'occidente
E nell'anima sconfitta dell'Europa ferita
Oggi più niente mi svela i tuoi sogni
Che come oscuri presagi mi sorvegliano invano
Tra le stelle io guardo non solo da sveglio
E ti cerco in un cielo fin troppo lontano.
Federico Magi, versi contenuti in Tracce di vita animica, 2003, inedito.
Commenti
Questo è l'ultimo Miyazaki che avevo a disposizione, spero di procurarmene altri e continuare l'opera;)
Anche questa bellissima, per ritmo e stile. Alla fine mi convincerete a pubblicare qualcosa sul mio mito personale: Goldrake. :-)
Grazie, Paolo! E aspettiamo tutti Goldrake, dai! Non vedo l'ora, io l'ho amato moltissimo.
ok. siamo già in tre ad aver amato goldrake!
questo lo vedrò prima o poi.. ma, soprattutto, dovrò farlo vedere al mio cucciolo. ; )
(molto belli i versi di quel federico magi. me lo presenti?! ; ) )
Mi sa che di amanti di Goldrake ne spunteranno altri. A sto punto, Paolo, è d'obbligo un tuo pezzo sul tema. Ma mi raccomando, chi può e vuole, si procuri le opere di Miyazaki, e magari integri con altri scritti quello che con immensa gioia ho fino ad ora donato a Lankelot sul maestro dell'animazione giapponese.
Federico Magi è al momento in vacanza su una nuvola, ma puoi dire a me, SGA, che ben lo conosco;)
perfetto. su una nuvola. ci sto pure io. allora c'incotreremo. prima o poi... magari al prossimo temporale! ; )
"Qui il tema principe è l?ecologismo, idealizzato all?ennesima potenza nel voler connotare Nausicaa in modo netto e inequivocabile." > qui e non solo. Ma ormai le tue guide su M le conosciamo bene;). Grazie, Federico.
Ho solo un rilievo:
"Il film è tecnicamente INECCEPIBILE, un CAPOLAVORO ASSOLUTO del cinema d?animazione, pieno di impasti di colori e disegni di GRANDE FASCINO, sceneggiato in maniera INCREDIBILE, considerando le numerose difficoltà di adattare il manga. Una nota a parte per l?INCANTEVOLE colonna sonora di Joe Hisaishi, pressoché PERFETTA".
Non serve che spieghi niente, credo. Guarda le maiuscole e ragiona;). Comunque va bene così. Siate liberi.
La clausola è molto personale e trascinante, invece. Mi permetto di ripubblicarla qui: proprio per gli ammalati di spirito. Tra i quali mi sono annidato e mi rianniderò.
"Dell?utopia, si, quella di poter credere che queste fiabe possano scuotere gli ?ammalati di spirito? del nostro tempo, magari attraverso le gesta di un eroe inconsueto, rispetto a quelli con cui pare logico e naturale identificarsi: una ragazzina che solca il vento e che volteggia tra le nuvole; con le movenze, senza parole, ci dice tutto. Ma potremmo anche, immedesimandoci fino in fondo nella fiaba, aggiungercele noi, le parole:
?Non è mai troppo tardi per osare, per trovare il volo, per raggiungerci dove siamo, o dove dovremmo essere?.
Danke, Takk, Grazie.
Si, mi sono lasciato trascinatre dall'onda miyazakiana, come spesso accade. INECCEPIBILE e CAPOLAVORO ASSOLUTO sono sempre da considerarsi nell'ambito del cinema d'animazione. Visto in quest'ottica, non credo che sia esagerato visto come questo film in particolare è considerato: ovvero, un capolavoro d'animazione, più di altri suoi film. Mi sento magari di dover cambiare il pressochè perfetta, riferito alla colonna sonora. Lo faccio subito. E grazie a te di avermi letto, come al solito;)