Miyazaki Hayao

La principessa Mononoke

Autore: 
Miyazaki Hayao

In un Giappone arcaico e tradizionale (siamo tra il XIV e XV secolo), cui si spalancano le porte all’Età del Ferro, vive una piccola comunità dimenticata il cui principe è il giovane guerriero Ashitaka. Lottando con un cinghiale tramutatosi in demone, Ashitaka si trova, suo malgrado – nonostante la vittoria sull’animale - contagiato da un virus malefico che gli procurerà morte certa. Allontanatosi dal proprio villaggio, si mette sulle tracce lasciate dal demone cinghiale, per capire l’origine del male che lo avrebbe logorato. Arriva così nella foresta del Dio della Natura, essere che muta le sue sembianze con l’arrivo della luce e che, su un corpo di cervo, porta un volto semi-umano. Qui conosce un popolo che ha costruito una città proprio nel cuore della foresta e che, sotto la guida della glaciale Lady Eboshi, si difende contrattaccando nei confronti della natura circostante. Scimmie e lupi, cui si uniranno anche i cinghiali, conducono una lotta serrata contro l’uomo. Perché? Perché gli esseri umani stanno abbattendo la foresta. Ashitaka - dopo aver ascoltato le ragioni degli uomini e pur non volendo schierarsi - farà proprie le ragioni della natura. Ha conosciuto San – l’incantevole Principessa Mononoke –, allevata dai lupi, ma umana più che mai. San odia gli umani e cerca di uccidere a più riprese Lady Eboshi nel tentativo di fermare lo scempio creato dal continuo abbattimento degli alberi. Ma anche l’imperatore è interessato alla foresta; più precisamente, alla testa del Dio della Natura. Samurai, mercenari, donne guerriero, lupi, scimmie e cinghiali si affronteranno sui verdi prati della foresta, mentre Ashitaka combatte contro la maledizione del demone e nella speranza che umani e animali possano trovare un modo possibile di convivere. La battaglia sarà serrata e vedrà il buio avvolgere tutto, ma l’amore, proprio sul confine dell’eterna rovina, vincerà le tenebre e donerà a tutti l’unica consapevolezza possibile: l’equilibrio del mondo è nell’armonia della convivenza tra tutti gli esseri viventi. Così che la Principessa Mononoke regni sovrana su un universo mai più contaminato. 


 
Ogni volta che ci si trova di fronte a fiabe così complesse e così magistralmente tradotte per i nostri occhi, non si può non sorprendersi in positivo. E Miyazaki è un maestro assoluto del lungometraggio d’animazione, così a suo agio nel trattare storie dalle mille sfaccettature (sia narrative che di costruzione dell’immagine) che più di due ore di cartoon scorrono con una velocità impressionante. E poi, qui tutto è meraviglia, un caleidoscopio di colori cangianti e a tratti indefiniti. C’è grandezza, maestosità e lirismo. I suoi non sono solo film per piccini, ma scuotono la coscienza degli adulti, invitano a sognare. Magie e fantasie sono talmente vicine al nostro umano sentire, da venir accolte con tale naturalezza da non sembrar affatto frutto d’un artificio. E se artificio è, è artificio incantevole e irrinunciabile. Osservate gli Spiriti della Natura, quei folletti che difendono la memoria degli alberi, che custodiscono silenti il dolore altrettanto silente di una natura che non possiede voce che si possa comprendere razionalmente. Ma se ci liberiamo una volta tanto degli orpelli della ragione – sembra dirci Miyazaki –, allora si che la sentiamo gridare, la natura. Demoni e dèi, Spiriti della Natura: un pantheon fantastico e ispirato ai culti aniministi; samurai, monaci guerrieri, l’imperatore, un principe ed una principessa, danno modo a Miyazaki di recuperare le suggestioni di un Giappone tradizionale e mitologico che, rispetto all’attuale (più che mai occidentalizzato dopo la sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale), sembra un ricordo assai lontano. Il nucleo centrale della ricerca etica, estetica ed ideale della pellicola è nel tema fondante di tutta l’opera di Miyazaki (sempre molto vicina alle suggestioni e all’afflato epico dei film del grande Akira Kurosawa): il rapporto sottile e vincolante (il fragile equilibrio) che esiste tra l’uomo e la natura. Il conflitto che l’uomo ha innescato con la natura è proprio del mondo moderno e contemporaneo, e Miyazaki non ha dubbi sul come tristemente potrebbe evolvere: una sorta di delirio d’onnipotenza dell’uomo che lo porterà alla distruzione di tutto, della natura come di se stesso. Una vera e propria Apocalisse. Ma se nei suoi film a salvarci sono uomini redenti, maghi, principi, folletti ed animali parlanti, nella realtà – dove il fantastico è una catartica utopia – chi ci salverà? Ed è proprio per rispondere a tali interrogativi che questo immenso autore e creatore dell’immaginario ci dona capolavori mai fine a se stessi. Perché, probabilmente, come il suo principe Ashitaka, non prende le parti di nessuno (perché mai l’uomo dovrebbe configgere con l’ecosistema?), amando gli uomini come la natura.
 

 
Ai pochi a cui risulterà colpevolmente estraneo il nome di Miyazaki, è giusto ricordare che questo “ragazzo” ultrasessantenne è il creatore di famose animazioni quali Lupin III e Conan il ragazzo del futuro (che si ispira ad uno splendido romanzo per ragazzi di Alexander Key. Chi non ricorda il ragazzo che viveva in una società post-atomica e si batteva per l’amore di Lanna?), come di tanti superbi lungometraggi d’animazione (Il castello nel cielo, Nausicaa della valle del vento, La città incantata e l’ultimo, splendido Castello errante di Howl, per citarne alcuni). In ogni sua pellicola ci sono immagini ed emozioni che restano nella memoria. È difficile pertanto privilegiarne una in particolare, ma mi spingerei ad affermare che La principessa Mononoke è la sua opera più riuscita e rappresentativa. Un prezioso di rara bellezza dall’altissimo valore educativo. Un capolavoro assoluto che parla allo spirito, rapendo il cuore. 
 
 
Regia: Hayao Miyazaki. Soggetto: Hayao Miyazaki. Sceneggiatura: Neil Gaiman, Hayao Miyazaki. Fotografia: Atsushi Okui. Scenografia: Satoshi Kuroda, Kazuo Oga, Yogi Takeshige, Naoya Tanaka, Nizou Yamamoto. Montaggio: Hayao Miyazaki, Takeshi Seyama, Ernie Sheesley. Effetti: Tamoji Ashizume, Masashiro Murukami, Toyohiko Sakakibara, Kaoru Tanifuji, Kumiko Taniguchi. Musica originale: Joe Hisaishi. Titolo originale: “Mononoke Hime” Altro titolo: “Princess Mononoke”. Origine: Giappone, 1997. Durata: 137 minuti.
 
Léon,  Dicembre 2005. Originariamente apparso su www.lankelot.com
ISBN/EAN: 
8007038000431

Commenti

(non so se sia davvero un capolavoro. So che ricordo una ragazza che ha preteso lo vedessimo assieme e per me questo film - questo regista, in generale - rimane lei, e lei ogni volta rivedo. Un capolavoro di pazzia e di bellezza, e forse non si può domandare di più all'esistenza) (ah sì. che abbia senso?)

Credo sia bello associare - nel ricordo - questo film ad una Lei importante. Per me è un capolavoro, una storia che mi ha letteralmente rapito: immagine stupende. L'ho rivisto più volte, ed ogni volta l'emozione cresce. Ma non è l'unica opera di Miyazaki che mi fa questo effetto. Miyazaki è un genio visivo e narrativo, e non mi sento di esagerare.

Dovrai parlarne ancora, allora. So che ha una filmografia interessante:) http://italian.imdb.com/name/nm0594503/

Certo che ne parlerò ancora. Li ho visti quasi tutti i suoi film.

In giapponese?

Alcuni in giapponese coi sottotitoli: "Porco rosso", e "Il mio amico Totoro". Altri fortunatamente sono arrivati da noi doppiati.

"Porco rosso" ha un titolo magnifico.

é ambiantato in Italia durante il Fascismo. "Porco rosso" (che non c'entra nulla col colore politico) nel film è un aviatore:)

Parlami dell' esistenza di mondi lontanissimi
di civiltà sepolte di continenti alla deriva.
Parlami dell'amore che si fa in mezzo agli uomini
di viaggiatori anomali in territori mistici ... di più.
Seguimmo per istinto le scie delle Comete
come Avanguardie di un altro sistema solare.

No Time No Space
another race of vibrations
the sea of the simulation
keep your feelings in memories
I love you especially tonight.

Controllori di volo pronti per il decollo.
Telescopi giganti per seguire le stelle
navigare navigare nello spazio nello spazio ... di più.

No Time No Space
another race of vibrations
the sea of the simulation
keep your feelings in memories
I love you especially tonight.

Franco Battiato (No time no space - Mondi lontanissimi)

"Il più bel film d'animazione che abbia mai visto. Dall'animazione, ai disegni, alle musiche, alla storia, ai personaggi, alle emozioni che trasmette, questo film è un caposaldo della storia del cinema (non solo d'animazione)".

Questo è uno tei tanti commenti - tutti sullo stesso tenore (ma vi invito a leggerli tutti, se avete curiosità) - che ho trovato su IBS. Tutti danno il massimo dei voti. Ciò mi conforta assai, e mi spinge ancora a consigliarvi quest'opera, se non l'avete ancora vista. é davvero il più bel film d'animazione che abbia mai visto: difficile, per chi è dotato della pur minima sensibilità e di senso estetico, non restarne rapiti e affascinati.

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