Miyazaki Hayao

La città incantata

Autore: 
Miyazaki Hayao

Chihiro è una bimba di dieci anni che, al seguito dei genitori, si appresta a cambiare casa e città. Lungo il viaggio per la nuova destinazione, i tre perdono la strada e si fermano sulle rovine di una sorta di città dei giochi abbandonata. La piccola non vuol sostare, ma i genitori sono attratti dalle numerose leccornie adagiate su un tavolino. Intanto, cala la notte e mamma e babbo si tramutano in maiali, mentre Chihiro viene catapultata in un mondo fantastico dominato dalla malvagia strega Yubaba, che tiene sotto scacco ogni essere vivente. Qui, la ragazzina incontra Haku, giovane mago che si tramuta in drago. Haku è alle dipendenze di Yubaba, ma decide di aiutare Chihiro. La bimba - impaurita e disabituata a cavarsela da sola - sottoscrive un patto con la perfida arpia, nel quale, come ogni altro abitante della Città incantata, dovrà prestare opera di lavoro continuo. Il luogo è popolato di strani esseri: lo Spirito del Ravanello, lo Spirito del Cattivo Odore, ectoplasmi di vario tipo e personaggi dall’umana sembianza. Yubaba imprigiona il ricordo sottraendo e sostituendo il nome di ogni essere; cosicché Chihiro, da un certo momento in poi, dovrà chiamarsi Sen. Sen stringe un rapporto di fiducia crescente con Haku, e ciò non sembra affatto casuale. C’è un legame che unisce i due da sempre e che è inscritto nella primissima infanzia della bimba. Sen diventa sempre più coraggiosa e consapevole del fatto che solo lei può riportare i propri genitori alle loro sembianze originarie. Ma può salvare anche Haku, restituendogli il ricordo del suo vero nome e della sua vera essenza. Tra magie e sortilegi, tra bimbi giganteschi e sorelle dall’opposta sensibilità, il viaggio ultimo di Sen-Chihiro si accompagna ad un buffo spirito senza volto che divora ogni cosa per solitudine. Sen non perde mai il ricordo del suo vero nome e, grazie ad una rinnovata fiducia in sé, scioglie il sortilegio che celava l'essenza di Haku. Attraverso un atto d’amore che la riporta sulla via del ritorno. Si torna alla vita reale, dunque, con rinnovata fiducia e una punta di nostalgia per quel luogo incantato che l’ha aiutata a crescere. 


 
Splendido viaggio iniziatico ricco di mirabilie e raffinato apologo sulla fantasia come umana necessità, La città incantata è la pellicola più nota e premiata del maestro dell’animazione Miyazaki. Il regista giapponese dà sfogo totale al suo estro e alla sua creatività costruendo un universo immaginifico ai confini d’ogni più impensabile giostra del fantastico. È talmente ricco di visività il film in questione che è impossibile non restarne frastornati. Ed è una volta ancora rimarchevole come egli riesca a trovare l’equilibrio tra elementi visivi e narrativi, condendo il tutto con una impeccabile e a tratti malinconica colonna sonora. Si rafforza inoltre il messaggio etico, con allusioni sempre più evidenti al contrasto tra civiltà dei consumi e potenza della natura. La riscoperta della natura originaria di Haku sta nella memoria di un fiume prosciugato e ricoperto di cemento. La memoria e l’evocazione del ricordo (e del ritorno) dell’origine nostra primordiale (e degli eventi nodali della vita) è il tema centrale della pellicola: tutti coloro che hanno dimenticato il proprio nome hanno perduto la propria via del destino. Un sentiero di (ri)scoperta del proprio karma (una sorta di legge ascritta, di via della conoscenza del sé originario), questo è il percorso di liberazione che intraprendono i personaggi de La città incantata, in ossequio alla più pura e primordiale tradizione estremo orientale. E allora, l’alone mistico costituito dagli immancabili spiriti che governano le essenze è anche in quest’opera in primissimo piano. Miyazaki, attraverso la metafora fiabesca, ci porta ancora una volta sulla via della ricerca d’equilibrio del sé come unico tragitto possibile per trovare i motivi esistenziali e l’amore universale. 


Pertanto, è logico affermare che - di là da una crescente passione occidentale un po’ modaiola per le produzioni cinematografiche orientali - i film di Miyazaki sono costruzioni di altissimo livello autoriale, nonché vere e proprie opere d’arte confezionate con stile e genialità. E nonostante i temi forza delle sue pellicole siano per lo più i medesimi, nulla nelle storie narrate ha mai il sapore del dejà-vu. Da questo punto di vista è – visto il genere e l’articolazione delle fiabe –, con Tim Burton e pochi altri, in una splendida ancorché esigua minoranza. Che altro aggiungere? Fatevi un giro da queste parti, entrate nel mondo magico di Miyazaki ed è sicuro che ci sarà una città incantata pronta ad accogliere ognuno di voi.  


Orso d’Oro al Festival di Berlino 2002, Premio Oscar 2003 come miglior film d’animazione.
 
Regia: Hayao Miyazaki. Soggetto: Hayao Miyazaki. Sceneggiatura: Hayao Miyazaki. Fotografia: Atsushi Okui. Scenografia: Youji Takeshige. Montaggio: Takeshi Seyama. Effetti: Thomas Baker. Musica originale: Joe Hisaishi. Titolo originale: “Sen to Chihiro no Kamikakushi” Altri titoli: “Sen”, “Spirited away”, “Sen and the mysterious disappearance of Chihiro”, “Il viaggio di Chihiro”. Origine: Giappone, 2001. Durata: 122 minuti.
 
ISBN/EAN: 
5050582110562

Commenti

Sì, è stata una visione semplicemente affascinante. Il resto te l'ho comunicato nel tuo più recente post su Miyazaki. Sono inevitabilmente condizionato dalla memoria recente. Tra qualche anno tornerò volentieri a vedermelo;)

Visivamente ha un fascino che non ha pari, vicino alle migliori pellicole burtoniane. Vedrai, tornerà il tempo lieto in cui condividerlo con una piacevole compagnia.

Vorrei riuscire a rivederlo e a capirlo senza compagnia, in realtà, o senza associarlo più alla compagnia:).

Si può fare, non è complicato. Basta far passare un po' di tempo...
;)

Qualche anno e sono libero. 2008, arrivo.

Mi sono trovato a rivederlo ieri sera: l'emozione non muta di una virgola, un tripudio di fantasia e visività che è difficile da trovare in un cartone. Lankelottiani che non l'avete mai visto, soprattutto se amate l'animazione intelligente e non banale, procuratevi il dvd. Oramai si trova facilmente a 9,90 euro, al contrario della maggior parte delle opere miyazakiane.

ok. ok. proverò ad entrare anche qui... ; )

Mi permetto di lasciare un altro commento esemplificativo della maestosità del film trovato su IBS:

"Quando le immagini e le musiche parlano da sole ogni altro commento sarebbe superfluo, disturberebbe un equilibrio perfetto. "Immaginate che che tutto ciò che conoscete fosse meno della metà di ciò che avete visto o sentito(quello che noi "umani" chiamiamo ragione e materialismo). Ebbene Hayao Miyazaki mi ha permesso di conoscere quell'altra metà, fatta di poesia e magia, che non sono al difuori della realtà. La protagonista non è passata attraverso lo spazio-tempo, ha attraversato semplicemente un tunnel e si è ritrovata in un paesaggio bellissimo e affascinante, come del resto lo è il film. E' costato 5 volte meno un film Disney ma vale 100 volte di più".

Prima ho scritto che "Princess Mononoke" è il migliore cartoon in assoluto. Devo esssere più corretto: è decisamente a pari merito con questo.

Non negatevi Miyazaki! - ve lo ripeterò fino alla noia;)

2 anni e mezzo dopo... comprato;)
e grazie Fede.

Grande Gianfranco :)
Concordo, è davvero imperdibile.

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