Miller David

Una notte sui tetti

Autore: 
Miller David

Trama

Groucho è Sam Grunion, investigatore privato per conto dei Romanoff. Ha l’incarico di trovare una collana di diamanti a loro appartenuta. Detta collana finisce casualmente fra le mani di Harpo, ladruncolo dal cuore d’oro che ruba ai supermercati per dar da mangiare ai poveri attori. Chico, un altro poveraccio si aggrega alla compagnia di Harpo. A complicare l’intreccio è un’affascinante quanto perfida dama, alla ricerca anch’essa dei diamanti.

 
 
 
Il film
 
Ultimo film dei fratelli Marx, Love happy nasce per due motivi: esigenze economiche e necessità di mettere sullo schermo l’immagine definitiva di Harpo. Il soggetto, si sarà notato, è a firma Harpo Marx. I minuti in cui Groucho appare in questa pellicola si possono contare sulle dita di una mano: per la prima volta in un loro film appare senza baffi dipinti (in realtà aveva già recitato con dei baffetti non dipinti nel pessimo Copacabana, nel 1947). Ed è per affetto per i fratelli che si presta a questa pellicola, sulla quale negli anni preferirà sprofondare in un gelido silenzio. Malgrado la rigida autocritica di Groucho, che salvava sì e no tre o quattro dei loro tredici film, Una notte sui tetti è uno strano esperimento, il risultato di un percorso ventennale che dà anche qualche frutto. Il personaggio di Groucho non ha più nulla di un Capitano Spaulding o dottor Hackenbush, anche quello di Chico è un’immagine edulcorata della follia degli anni migliori, ma il ruolo che Harpo si è cucito addosso – e che perfezionerà in televisione – ha qualcosa di chapliniano.
Il film è diventato celebre perché, oltre ad essere l’ultimo con i tre fratelli protagonisti (sono apparsi separati infatti in “L’inferno ci accusa”, 1957) è uno dei primissimi in cui recita, per poco più di dieci secondi, Marilyn Monroe. Tra gli attori che in futuro conosceranno un buon successo c’è Raymond Burr, celebre per aver recitato in “La finestra sul cortile” di Alfred Hichcock e, soprattutto, “Parry Mason” in televisione.
 
 
 
Harpo in questo film è protagonista assoluto. Per la prima volta non si fa chiamare Pinky (Horse Feathers, Duck Soup), Tomasso (Una notte all’opera), Stuffy (Un giorno alle corse), Punchy (At the Circus), Rusty (Go west, Una notte a Casablanca) o Wacky (Il bazar delle follie) ma semplicemente Harpo. È evidente la volontà di porre finalmente l’accento sulla psicologia di un personaggio sottovalutato. È come una solida risposta a chi consideri un comico come un attore di serie b. Al giorno d’oggi la pensiamo diversamente, ma non molti anni fa la critica era eccessivamente severa con i comici. C’è un delizioso sfogo di Groucho in Groucho e io in cui spiega come gli attori di Broadway venissero spesso gambizzati da critici eccessivamente snob. E capitava che se un critico non fosse soddisfatto malgrado uno strepitoso successo di pubblico, lo spettacolo venisse annullato. Il potere della critica incideva così tanto nello spirito degli artisti teatrali, che molti erano costretti a rinunciarvi. E per i Marx, dopo i trionfi al vaudeville e a Broadway, la ricerca non poteva cessare mai. Harpo è sempre stato definito dai conoscenti, come una persona di estrema bontà, incapace di parlare male degli altri, grande amante degli animali, sposato con la stessa donna per tutta la vita, padre adottivo di quattro figli cui era attaccatissimo. Sullo schermo, si spogliava, rincorreva le ragazze, derubava, strapazzava i passanti. È probabile che non trovasse più molto divertente rappresentarsi come uno pseudo stupratore appena uscito dal manicomio. Allora intesse una storia, scritta di suo pugno, che ha per protagonista un angelo buono, un vagabondo legato al teatro – la realtà che meglio conosce – innamorato segretamente della più carina fra le ballerine. E il suo amore non corrisposto si spegne tacito, quando le lacrime di lei, che ha perso il suo amore, cominciano a inondarle le guance. La porta con sé, le suona un motivo con l’arpa composto pensando a lei sola. Nella sua ingeuità le regala le perle di diamanti trovate dentro una scatola di sardine, probabilmente false. Lei piange per un altro, lui la consola senza malizia. L’aiuterà a riappacificarsi e poi tornerà nella sua baracca al chiaro di luna, con il suo coinquilino, un pinguino vestito da Harpo Marx.
La dolcezza di questa sequenza prima era impensabile. Povero Harpo, morto all’improvviso, pochi anni dopo. Si è spento durante un’operazione a cuore aperto, per non più risvegliarsi.
Si è riscattato al cinema, in una sola sequenza, nascosta fra altre meno lodevoli, in un film di cui ormai non si ricorda più nessuno.
 
 
 

Regia: David Miller, Leo McCarey. Soggetto: Harpo Marx. Sceneggiatura: Frank Tashlin, Mac Benoff, Ben Hecht. Montaggio: Al Joseph, Basil Wrangell. Interpreti principali: Groucho Marx, Chico Marx, Harpo Marx, Raymond Burr, Marilyn Monroe, Ilona Massey. Musica: Paul J. Smith. Produzione: United Artists. Origine: USA, 1949, bn. Durata: 85 minuti. Titolo originale: “Love happy”. Altro titolo italiano: “Amore sui tetti”

Fratelli Marx su Lankelot:
 
 
Libri 
 
ISBN/EAN: 
00

Commenti

HAMMER!

Sei recensioni in un giorno. E' il mio record, per ora :)

Fantastico:).

Purtroppo questo film, come del resto "Monkey business", non è disponibile in dvd nel nostro paese. Pazientiamo...

". Ed è per affetto per i fratelli che si presta a questa pellicola, sulla quale negli anni preferirà sprofondare in un gelido silenzio. Malgrado la rigida autocritica di Groucho, che salvava sì e no tre o quattro dei loro tredici film, Una notte sui tetti è uno strano esperimento, il risultato di un percorso ventennale che dà anche qualche frutto. Il personaggio di Groucho non ha più nulla di un Capitano Spaulding o dottor Hackenbush, anche quello di Chico è un?immagine edulcorata della follia degli anni migliori, ma il ruolo che Harpo si è cucito addosso ? e che perfezionerà in televisione ? ha qualcosa di chapliniano. "

> Altro passo magistrale...

"La dolcezza di questa sequenza prima era impensabile. Povero Harpo, morto all?improvviso, pochi anni dopo. Si è spento durante un?operazione a cuore aperto, per non più risvegliarsi.
Si è riscattato al cinema, in una sola sequenza, nascosta fra altre meno lodevoli, in un film di cui ormai non si ricorda più nessuno. "

> Non sapevo. Mi piace molto questo tuo ricordo: umano e sobrio, quindi necessario. Grazie Luca.

6. Sai, io non vedo l'ora che in Italia venga tradotto "Harpo speaks", la sua autobiografia. E' una mancanza semplicemente gravissima.

mail a breve;)

8, Pio, fa' il miracolo!

fo tutto quel che posso, ma il franchi ha le mani bucate peggio di me...

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.