Milic Dusan

Jagoda: fragole al supermarket

Autore: 
Milic Dusan
Trama
Si narra una bizzarra e allegorica vicenda in un supermarket americanizzato in una città serba non svelata: Jagoda è una cassiera in cerca di una sistemazione più alta e alla ricerca dell’amore, che non tarderà ad arrivare. L’armonia forzata a stelle e strisce verrà scossa dall’arrivo di un improbabile terrorista, Marko, deciso a far giustizia per via di un torto infertogli il giorno del suo compleanno, per via di sua nonna e di certe fragoline.
 
Il film
L’insofferenza verso un Paese che impone democrazia con la forza è dichiarata sin dalle prime immagini, titoli di testa che preferiscono conservare la propria identità, in lingua serba, che ritorneranno anche nelle scritte di coda. Rintracciabile anche nell’uso, alle volte indigesto, della macchina a spalla, implicita presa di posizione contro la pulizia impeccabile della scrittura cinematografica occidentale e in particolar modo hollywoodiana.
 
La pecca di ogni film dalla storia che narra di rapine ed ostaggi sta spesso nell’incapacità di una credibile risoluzione del plot e purtroppo non tutti i registi hanno la fortuna di avere un Pacino che tenga lo spettatore per mano sino alla conclusione.
L’idea di un ex-militare imbranato che capita in un supermercato e viene scambiato per terrorista, quando poi i suoi fini sono ben altri, è buona tanto più che viviamo in un epoca in cui si grida all’attentato terroristico con una facilità che fa spavento; la polizia che tenta di adeguarsi alla democrazia, affatto ben accetta dal popolo che in tutto il film non fa che sfotterla e idolatrare il rapinatore inetto e semi deficiente, sono tutti elementi interessanti che vengono presentati ma subito diluiti, allungati in modo da poter condurre la vicenda all’epilogo.
Due film in uno quindi: una storia che comincia come satira, una seconda parte che scade in una storia d’amore non banale ma comunque fuorviante ed estranea. Un’idea che scema presto con intermezzi talvolta del tutto inutili con l’apparizione di personaggi gratuiti, il vecchio poliziotto che si defeca addosso, i due ladruncoli dalla psicologia piuttosto abbozzata, i comportamenti inverosimili della cassiera collega della protagonista, il personaggio più riuscito di tutta la vicenda.
 
Parrebbe che la ambivalenza del film sia diretta per un verso ad una parte di pubblico, che si aspetta una pioggia di sottili insulti verso la spocchia occidentale e il contentino a quella parte di spettatori in sala che adorano l’azione e abbisognano della storiella d’amore per tornare a casa col sorriso in volto.
Un’incongruenza notevole è, a parer del sottoscritto, palese e lievemente insopportabile: il bombardamento massiccio di marchi e loghi pubblicitari sparsi in frequenti profondità di campo; da una parte si potrebbe interpretare come un’iperrealistica e barocca rappresentazione del consumismo che investe un Paese in difficoltà economiche profonde, ma dall’altra viene in mente il sospetto che l’autore sputi nel piatto in cui mangia. Anche quando nel supermarket viene staccata la corrente, note marche di bevande e cioccolati rimangono impresse nella mente dello spettatore.
 
In breve
L’opera prima di Dusan Milic è un discreto film, non troppo graffiante, non troppo sottile, ma in tutta onestà neanche spiacevole.
Linguaggio traballante, idee accennate, trama un po’ annacquata, umorismo pasticcione in un’opera che lascia divertiti ma non soddisfatti. Si spera che Milic possa avere nuove occasioni per ribadire i suoi concetti e poterli sviluppare al meglio. Non ci resta che aspettare e valutare.
 
Regia: Dusan Milic.
Soggetto e Sceneggiatura: Dusan Milic.
Direttore della fotografia: Petar Popovic.
Montaggio: Svetolik Mica Zajc.
Interpreti principali: Branka Katic, Goran Radakovic, Srdjan Todorovic, Dubravka Mijatovic.   
Musica originale: Dejan Sparavalo, Nelle Karajic. 
Produzione: Emir Kusturica
Origine: Yugoslavia, Germania / Italia, 2003.
Durata: 83 minuti.
Titolo originale: “Jagoda u supermarketu”.
 
Articoli e recensioni: Cinematografo / Castlerock
 
Luca Martello, Giugno 2004
ISBN/EAN: 
8017229428166

Commenti

Un cinema in una ex area periferica di Roma. Dieci (quindici?) spettatori. Tre articoli. Memorabile.

L'ho visto anche io al cinema quando uscì, ricordo pure dove, all'Andromeda in via Mattia Battistini. Ma eravamo decisamente di più di una quindicina. In ogni caso, un film carino e nulla più.

Beh, adesso non ci dirai che è stato campione di incassi, Leon.

Ma no, ci mancherebbe. Eravamo una quarantina, non di più. Lo dicevo solo perché si vede che in alcune zone di Roma il film ha avuto più seguito. O almeno, gli abitanti di Primavalle e dintorni hanno voluto dargli credito. Me compreso, con amici di Primavalle, appunto. ;)

Primavalle serba?

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