Mendes Sam

American Life [Away We Go]

Autore: 
Mendes Sam

A un anno e mezzo dal suo debutto nelle sale americane, è uscito nei cinema italiani American Life, del regista britannico, Premio Oscar (American Beauty, sorpresa assoluta del 2000), Sam Mendes. Il perché di tutto questo ritardo di distribuzione nel Bel Paese è inspiegabile, considerando la notorietà di Mendes, che oltre alla sua pluripremiata opera prima è stato apprezzato per film come Era mio padre (2002), Jarhead (2005) e Revolutionary Road (2008). Scritto dalla nota coppia (anche nella vita) di autori Dave Eggers-Vendela Vida, qui alla loro prima esperienza cinematografica, American Life ha un taglio leggero e accosta temi interessanti con modalità tipiche della commedia on the road, nonostante il ritmo non sia proprio concitato e le pause meditative disseminate qua e là per riportare lo spettatore al dilemma iniziale dei protagonisti: qual è il posto giusto per crescere un bambino?

Away We Go, questo l’originale e ben più calzante titolo dell’opera - il pessimo adattamento dei distributori italiani aveva l’evidente intento di richiamare alla mente American Beauty, film che non potrebbe essere più diverso, peraltro -, è la storia di una coppia di trentenni, Burt e Verona (John Krasinski e Maya Rudolph), in lieta attesa di un bambino. Si sono trasferiti a vivere vicino ai genitori di Burt, proprio per avere un supporto pratico, visto che Verona ha perso i suoi da ragazza. Alla notizia che Verona è incinta, gli eccentrici futuri nonni comunicano, tra lo sconcerto della giovane coppia, che lasceranno il Colorado per trasferirsi in Europa per almeno un paio d’anni. A questo punto Verona rompe gli indugi, e convince Burt a partire per un viaggio lungo l’America (ma arriveranno anche in Canada) che li porterà a far visita ad amici e familiari, in cerca del luogo adatto dove mettere su casa e crescere il loro bambino. 

 
Molto più sottile e agrodolce di quel che può apparire a prima vista, American Life è un film che, trattandosi di Mendes, gioca sorprendentemente per sottrazione, evitando i consueti carichi emotivi propri del cinema del regista britannico. Il ché è sicuramente un bene, perché la commedia si snoda lieve e godibile in molti tratti e non manca mai di far emergere, sullo sfondo, un’America confusa e stralunata, che rincorre sempre felicità e benessere ma che ha molti meno punti fermi di qualche decennio fa. E allora i personaggi che si alternano sulla scena, per lo più buffi ed eccessivi, sono caricature fin troppo realistiche di una nazione che non ha più grandi punti di riferimento né modelli consolidati a cui ispirarsi, in questo tempo colmo di disincanto. Sotto la lente di ingrandimento di Mendes, oltre alla coppia e al suo inevitabile annaspare nel grigiore del tempo incerto, ai modelli culturali e alle crisi d’identità dei trentenni di oggi, finiscono inevitabilmente anche i figli, obesi e distaccati (è il caso della coppia di Phoenix), costretti a crescere in modo bizzarro (è il caso della coppia hippie) oppure venuti a colmare vuoti affettivi di chi non può averne naturalmente (è il caso della coppia di Montreal). Burt e Verona attraversano questa curiosa fauna umana con gli occhi di chi ha una certezza forte, nonostante le difficoltà, una base solida che, alla fine, farà loro comprendere che non è tanto importante il luogo in cui un bimbo nasce quanto l’amore e l’attenzione che riescono a dargli i genitori. Questa base solida è l’amore, la medicina più antica per far funzionare le cose ma sempre attuale e forse ancor più necessaria in un mondo in cui il tempo a disposizione per le scelte importanti è sempre più ridotto e in cui l’indifferenza e la disillusione diventano gli inevitabili approdi anche di chi aveva pianificato ben altro.
 

Un’elegia dell’amore di coppia, ben strutturata nella forma commedia, che coinvolge senza strappi, che invita alla riflessione divertendo ed evitando qualunque forma di ambiguità narrativa, che interroga un’intera generazione, quella dei 30-40enni, sui possibili approdi di un futuro imminente ricco di nebulose e di questioni irrisolte, estendendo i suoi interrogativi al modo di vita delle generazioni immediatamente precedenti. Una commedia esistenzialista, un viaggio alla scoperta del proprio sé immaginato da Mendes in modo circolare: il ritorno non solo al luogo da cui la coppia è partita ma anche alle certezze affettive che avevano generato il viaggio. Un luogo che non è solo un riferimento geografico, ma un territorio ideale.

Regia: Sam Mendes. Soggetto e sceneggiatura: Dave Eggers, Vendela Vida. Direttore della fotografia: Ellen Kuras. Montaggio: Sarah Flack. Scenografia: Jess Gonchor. Costumi: John A. Dunn. Interpreti principali: John Krasinski, Maya Rudolph, Maggie Gyllenhaal, Carmen Ejogo, Jeff Daniels, Catherine O’Hara, Allison Janney, Samantha Pryor, Jim Gaffigan, Conor Carroll, Josh Hamilton, Bailey Arkins, Melanie Linskey.Produzione: Beach Films, Saxon Productions, Neal Street Productions. Musica originale: Alex Murdoch.Titolo Originale: “Away We Gor”. Origine: USA / Gran Bretagna, 2009. Durata: 98 minuti.

Federico Magi, dicembre 2010. Prima pubblicazione cartacea dell'articolo: Il Secolo d'Italia, 28 dicembre 2010.

Per approfondire: MENDES in Lankelot

ISBN/EAN: 
8032807036984

Commenti

(American Life) Ho qualche

(American Life) Ho qualche problema con gli spazi, alla fine. Chi tra gli admin in giornata passa e può se gentilmente mi risistema il pezzo. Grazie. E buon anno a tutti i lankelottiani!

(American Life) Come non

(American Life) Come non detto, credo di aver risolto il problema spazi bianchi.

[sam mendes] allora carico in

[sam mendes] allora carico in prima, inserisco l'archivio SM in calce, aggiungo qualche tag e... pure il titolo originale a fianco del titolo italiano, dai, così restituiamo dignità all'artista e all'opera:)

http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?M/Mendes+Sam

(Mendes) Grazie Franco. Sì,

(Mendes) Grazie Franco. Sì, meglio il titolo originale, decisamente. Quello nostrano non ha senso, è solo un richiamo furbesco ad "American Beauty".

[away we go] tra l'altro sono

[away we go] tra l'altro sono stupito che nessuno abbia scritto, negli anni scorsi, dei film di Mendes. Praticamente tutti abbiamo visto American Beauty e quasi tutti "Era mio padre". Mi sa che nel vecchio lanke.com su american beauty c'era un pezzo di Ian che non è stato ripubblicato nel nuovo. Mi pare...  peccato. Rimedieremo;)

(Mendes) Si, strano sia il

(Mendes) Si, strano sia il primo pezzo di Mendes. Ricordo anch'io un "American Beauty" sul vecchio Lankelot, ma non ricordo a firma di chi. Se è di Ian, come dici, sollecitalo a ripostarlo (e non solo quello, ovvio) se gli va. Se non erro siamo proprio nel periodo in cui si fa vivo da queste parti.

[mendes] io ogni volta che lo

[mendes] io ogni volta che lo vedo ci provo, a chiedergli di recuperare i 30-40 pezzi rimasti nel limbo. Ritenterò:)

intanto ottimo aver riaperto il filone.

[american life] stasera o

[american life] stasera o domani vado a vederlo, vi dirò poi! Buon 2011 a tutti

[rapace] intanto buon 2011

[rapace] intanto buon 2011 anche a te, amice. Ben ritrovato. Che sia una grande stagione!

[american life, eggers] c'è

[american life, eggers] c'è proprio tutto eggers qui dentro, si percepisce davvero. l'ho trovato dolce, commovente, divertente. tutto quello che volevo da un film di questo tipo. molto bravi tutti gli attori, ottima la colonna sonora.

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