A quasi dieci anni da "Heat – La sfida", straordinario e adrenalinico capolavoro del 1995, Michael Mann dirige nuovamente un film di azione, dopo aver dimostrato di essere uno dei registi più importanti degli anni Novanta, abile nel cimentarsi sia in delicate pellicole d’inchiesta su temi d’attualità ("Insider – Dietro la verità", 1999) sia nell’enunciazione delle vicende biografiche di un campione sportivo ("Ali", 2001).
Con "Collateral", presentato fuori concorso alla LXI Mostra del Cinema di Venezia, Michael Mann ripropone una storia che ha come elemento principale il tema del destino beffardo, della casualità degli avvenimenti e della sfida all’ultimo sangue
tra il buono (Jamie Foxx) ed il cattivo (Tom Cruise), due modelli di vita antitetici sullo sfondo notturno di una Los Angeles cupa e violenta. Il regista si avvale di un cast di attori di indubbio valore, e costruisce la pellicola soprattutto sull’incontro-scontro tra i due protagonisti principali, incrociatisi per volere della sorte e costretti, in un tourbillon di contingenze incontrollabili che legano indissolubilmente le loro vite, a trascorrere una lunga, interminabile notte insieme.
"Collateral" è la storia di Max, un tranquillo e introverso tassista di colore, un uomo come tanti nella caotica babele metropolitana della città degli angeli. Max vive, senza particolari scossoni, una vita di lavoratore coscienzioso e succube del proprio superiore, ogni tanto stacca la spina dalle angosce quotidiane sognando il mare ritratto in una cartolina delle Maldive, si innamora degli occhi dolci di una procuratrice brillante e affascinante (Jada Pinkett Smith) e fantastica sul proprio futuro, nella speranza di risparmiare abbastanza per avviare un’agenzia di limousine superaccessoriate. La sua vita piatta e tranquilla viene improvvisamente sconvolta quando sulla sua vettura sale Vincent (Tom Cruise), spietato killer dai capelli brizzolati e dal sorriso beffardo, assoldato dal boss messicano Felix (Javier Bardem) per uccidere cinque testimoni chiave di un processo di droga.
Max accoglie sul proprio taxi Vincent, credendolo un cliente qualsiasi di passaggio a Los Angeles, disposto a pagare una cifra considerevole per essere trasportato da un capo all’altro della città per motivi di lavoro.
Ma, dopo aver assistito al primo brutale omicidio compiuto da Vincent, Max si rende conto di non potersi sottrarre al piano del cinico sicario, secondo il quale lui dovrà essere l’autista che lo aiuterà a muoversi con rapidità e precisione all’interno della sconfinata città, per poter portare a termine la sua missione.
Il tassista, fino a quel momento uomo mite, remissivo e sognatore, sarà invischiato in una faccenda estremamente pericolosa: al fianco di Vincent affronterà situazioni rischiose e difficili, collaborerà, suo malgrado, con il violento sicario, accennando, di tanto in tanto, innocui tentativi di ribellione, non potendo fare altro che assistere impotente alla sua brutalità. Il passeggero scomodo, in una sola notte, sconvolgerà per sempre la sua vita. A voler essere più precisi, entrambe le loro esistenze, una volta incrociatesi, cambieranno completamente, influenzandosi a vicenda in modo imprevedibile. In una escalation di emozioni, pericoli e violenza, le vite dei due saranno sempre più dipendenti l’una dall’altra, indissolubilmente legate da un sottile filo dall’odore di morte, destinato a sciogliersi, bruscamente, soltanto al sorgere del sole.
Michael Mann si conferma nel suo ruolo di ispirato cantore di duelli metropolitani, pur senza aggiungere niente di nuovo al genere del thriller d’azione. Sorretto da uno strepitoso cast di attori, da uno dei più gettonati sceneggiatori del momento (quello Stuart Beattie già scrittore della sceneggiatura de "La maledizione della Prima Luna"), da un ottimo montaggio ed una splendida fotografia, ma soprattutto dalla propria, inimitabile tecnica di ripresa, il regista americano offre un prodotto cinematografico di indiscutibile qualità, destinato a rimanere una delle migliori pellicole d’azione della stagione.
Ritmo serrato, dialoghi sempre indovinati e mai banali, "Collateral" è un film che impressiona e coinvolge grazie ad uno stile euforico e asimmetrico, attraverso il quale lo spettatore, sottoposto ad un particolare senso di straniamento, si trova al centro di un vortice di luci, immagini e punti di vista, e riesce ad avere, allo stesso tempo, una prospettiva globale e particolare sugli avvenimenti presentati.
Ecco, quindi, che l’occhio della macchina da presa inquadra dall’alto l’immensa città degli angeli, l’armonica disposizione delle sue strade, la miriade di automobili che l’attraversano, il numero incalcolabile di fonti di luce artificiale che l’illuminano, per poi soffermarsi sui primi piani dei volti e sui dettagli, a prima vista insignificanti, che caratterizzano la vita dei singoli protagonisti, ma che, a poco a poco, danno evidente spessore psicologico alle loro figure, evidenziandone ansie, paure, sogni e speranze. Intrigante e perfettamente circolare la sceneggiatura di Stuart Beattie, che gioca molto sul confronto-scontro tra i due protagonisti, ma che presenta alcuni evidenti limiti e forzature, brillantemente superati dalle ottime interpretazioni dei due attori che, sia in auto che a spasso tra locali e discoteche, creano una particolare suspense destinata progressivamente a crescere, fotogramma dopo fotogramma.
Particolarmente adatte a descrivere le situazioni di tensione, la giungla metropolitana di Los Angeles le immagini di vita notturna e la frenesia degli inseguimenti sono le bellissime musiche della colonna sonora che accompagna, durante l’interminabile notte, gli itinerari ed i discorsi dei due protagonisti. "Collateral" si preannuncia come uno dei film di azione più originali, interessanti, frenetici e volutamente autocompiaciuti della stagione: Michael Mann sa di essere un ottimo regista, e lo dimostra, con ineguagliabile stile, in ogni inquadratura. E solo questo basterebbe a giustificare il prezzo del biglietto.
Qualcuno potrà dichiarare di aver trovato "Collateral" un film d’azione come tanti, che, al di là della curiosità suscitata da Tom Cruise nei panni del cattivo, si basa su una storia che non aggiunge nulla di nuovo al genere thriller: ma difficilmente non potrà riconoscere di aver assistito alla visione di un film ricco di fascino ed eleganza, forse non il migliore della carriera di Michael Mann, ma di certo una splendida pellicola, girata con particolare capacità creativa, dal forte impatto visivo ed in grado di offrire quasi due ore di godibile intrattenimento, in un crescendo di emozioni e tensioni che avvolge e coinvolge lo spettatore fino allo scioglimento finale, tenendolo letteralmente incollato allo schermo. Cosa pretendere di più da un film d’azione? Probabilmente nulla. Al momento, di un prodotto cinematografico diretto da Michael Mann, ci si può fidare ad occhi chiusi.
Regia: Michael Mann.
Soggetto: Michael Mann, Stuart Beattie.
Sceneggiatura: Michael Mann, Frank Darabont, Stuart Beattie.
Direttore della fotografia: Dion Beebe, Paul Cameron.
Montaggio: Jim Miller, Paul Rubbel.
Interpreti principali: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg, Bruce McGill, Javier Bardem.
Musica originale: James Newton, Tom Rothrock.
Produzione: Michael Mann, Julie Richardson.
Origine: U.S.A., 2004.
Durata: 119 min.
Antonio Benforte, novembre 2004.
Commenti
Qualcuno potrà dichiarare di aver trovato "Collateral" un film d?azione come tanti, che, al di là della curiosità suscitata da Tom Cruise nei panni del cattivo, si basa su una storia che non aggiunge nulla di nuovo al genere thriller: ma difficilmente non potrà riconoscere di aver assistito alla visione di un film ricco di fascino ed eleganza, forse non il migliore della carriera di Michael Mann, ma di certo una splendida pellicola, girata con particolare capacità creativa, dal forte impatto visivo ed in grado di offrire quasi due ore di godibile intrattenimento, in un crescendo di emozioni e tensioni che avvolge e coinvolge lo spettatore fino allo scioglimento finale, tenendolo letteralmente incollato allo schermo. Cosa pretendere di più da un film d?azione? Probabilmente nulla. Al momento, di un prodotto cinematografico diretto da Michael Mann, ci si può fidare ad occhi chiusi.
E così si inaugura l'archivio Michael Mann...
"Ritmo serrato, dialoghi sempre indovinati e mai banali, "Collateral" è un film che impressiona e coinvolge grazie ad uno stile euforico e asimmetrico, attraverso il quale lo spettatore, sottoposto ad un particolare senso di straniamento, si trova al centro di un vortice di luci, immagini e punti di vista, e riesce ad avere, allo stesso tempo, una prospettiva globale e particolare sugli avvenimenti presentati."
> Guarda, con tutta la mia renitenza al genere ("Thriller", criptonite) dirotti che ne conservo un ricordo discreto ma sbiadito. E quindi rispolvererò il Dvd;).
Ne parli con grande enfasi e ammirazione, è bello sentirti così carico:)
ora magari i puristi si sentiranno male, ma è uno dei miei registi preferiti :)