Susanna è un po’ stramba. Ogni tanto Lisa fa la cattiva. E sono gli anni Sessanta. Va bene: ma basta a fare un film? Nei progetti originali, è probabile che si volesse fare di “Girl, interrupted” una specie di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" al femminile: il manicomio, il riscatto attraverso la detenzione e la sofferenza, l’artificio arrogante di ogni distinzione fra “normale” e “diverso”, le zone e i temi in comune fra il film di Mangold e il capolavoro di Forman. Ma l’uno sta all’altro come la parodia sta al prototipo. Di “Girl, interrupted” restano oscure le motivazioni profonde, alla fine, e visibili soltanto le ceneri di qualche ambizione goffamente tradita. Voleva essere un elogio dell’amicizia fra donne? O un’esaltazione dell’essere border line come filosofia di vita? O un ennesimo spaccato della follia tanto celebrata dei Sixties? Fra il poco che è, e il molto che non è, nel copione risplende comunque una perla insperata. Il film è appena partito, quando la voce-off di Winona Ryder rivolge al pubblico una domanda: “Avete mai rubato qualcosa senza accorgervene?”. Dell’eterna ragazzina di “Edward mani di forbice” sono conclamati gli istinti cleptomani: si tratta allora di un coraggioso outing? O di una furba confessione auto-assolutoria? Qualunque cosa sia, basta a fare un film? Ma ha senso porre queste domande a “Ragazze interrotte”?
Trama. A Susanna (Ryder) piace far l’amore. A una ragazza della buona borghesia senza timor di celarla, però, nei favolosi Sessanta questa bizzarra inclinazione poteva creare qualche disagio in famiglia e in società (e nel 2003?). Fortunatamente, esistevano istituti in cui le giovinette irrequiete come Susanna potevano cercare conforto per lo spirito e per i sensi: anche con l’ausilio di alcuni sbalorditivi ritrovati della scienza medica, tra cui spiccava il cosiddetto metodo dell’”elettroshock”. In uno di questi incantevoli luoghi, Susanna fa la conoscenza delle fortunate che lo abitano insieme a lei: Georgia, Daisy, Polly, e soprattutto Lisa (Jolie), che col suo sano carisma dona un po’ di vivacità a tutto l’ambiente. È una festa di suicidi ora abbozzati ora riusciti, di autolesionismi fantasiosi, di dispetti reciproci: un susseguirsi di goliardate innocenti, insomma, fino a quando Susanna lascia l’ospedale perché ha capito qualcosa di molto importante. Che bisogna far l’amore di meno? O che è giusto cercare di correggere i propri difetti?
Qualunque cosa sia, basta a fare un film? Tratto dal romanzo autobiografico della scrittrice americana Kaysen: chissà se ha gradito. Smacco per la Ryder, produttrice esecutiva, che si è vista rubare la scena da un’Angelina Jolie brutta e greve, a cui è andato un Oscar che sa di scandalo. Whoopi Goldberg, l’infermiera che si fa dire in faccia «brutta negra» da tutti e che sopporta paziente, è la caricatura di se stessa. E anche un’attrice grande come Vanessa Redgrave, nel ruolo della direttrice d’istituto, non può davvero nulla.
Regia: James Mangold.
Titolo originale: “Girl, interrupted”.
Tratto da un romanzo di: Susanna Kaysen.
Sceneggiatura: James Mangold, Lisa Loomer, Anna Hamilton Phelan.
Direttore della fotografia: Jack N. Green.
Montaggio: Kevin Tent.
Interpreti principali: Winona Ryder, Angelina Jolie, Clea Duvall, Brittany Murphy, Elisabeth Moss, Whoopi Goldberg, Vanessa Redgrave.
Musica originale: Mychael Danna.
Produzione: Columbia Pictures/Red Wagon Films.
Origine: Usa, 1999.
Durata: 127 minuti.
Intervista a Winona Ryder e Angelina Jolie:
http://members.aol.com/screenviews/girls2.html
pk
Commenti
Lo vidi al cinema, eppure non m'era dispiaciuto. Certo l'oscar alla Jolie grida vendetta. La Ryder mi piace un casino, come donna dico:)
Anche a me. Forse un po' nana ma buona.
2 - Donna nana... e comunque la preferisco alla Jolie. Sempre come donna, e pure come attrice.
Anch'io trovo assai sopravvalutata la Jolie. Gran carrierista, mi pare.
a - Avra "carrierato" con i metodi usati nel film? O grazie al papà? Ardua questione.
Anche grazie all'amico Brad :)
6 - quello dopo, ma prima...
"l?uno sta all?altro come la parodia sta al prototipo."
Forman, eccolo qua, "Qualcuno volò sul nido del cuculo":
http://www.lankelot.eu/index.php?p=1305
integro!
"Tratto dal romanzo autobiografico della scrittrice americana Kaysen: chissà se ha gradito. Smacco per la Ryder, produttrice esecutiva, che si è vista rubare la scena da un?Angelina Jolie brutta e greve, a cui è andato un Oscar che sa di scandalo."
> Non conosco la Kaysen - ma molte migliaia di autori americani coevi mi passano a lato alla velocità della luce - ma conosco la Jolie. E' un'Oscar grottesco ma condivisibile, considerando i suoi abnormi talenti estetici.
Per mi la Jolie xe ramazza rinsecchita. Mai visto una tanto sgraziata. A cominciare dai labbroni.