Lumet Sidney

Quinto Potere

Autore: 
Lumet Sidney

Voglio annunciare che fra due settimane lascerò il notiziario a causa dei bassi indici d'ascolto. E poiché il programma è l'unica cosa che davvero conti nella mia vita, ho deciso di suicidarmi. Mi farò saltare il cervello proprio qui, in diretta, ad una settimana da oggi. Così il network avrà una settimana per promuovere il programma. Dovremmo ottenere uno share del 50%.

L'incipit è fulminante. Toglie il fiato. Veniamo subito catapultati in un mondo dove corruzione e calcolo sono all'ordine del giorno. Quinto Potere è una grande tragedia della modernità: non troviamo gli “umiliati e offesi”, né eroi con drappi e cotillon. Prima di tutto, è grande cinema. La sceneggiatura (di Paddy Chayefsky) è perfetta: Paul Thomas Anderson l'ha definita “una delle migliori, forse la migliore di sempre”. Lumet l'ha girata in modo magistrale, con un cast di attori mai così affiatato e vero. Il respiro è messianico, tra continui richiami biblici e personaggi archetipici. “La tv è il Vangelo, la rivelazione suprema. Decreta il successo o l'insuccesso di presidenti, papi e primi ministri. E' la forza più terrificante di questo mondo senza Dio”. Quinto Potere è un film fondamentale della cinematografia americana degli anni '70, per il suo essere parimenti eversivo e classico, profetico e sempre attuale.

Il profeta. Voglio che vi alziate. Voglio che vi alziate tutti dalle vostre poltrone. Voglio che vi alziate subito e andiate alla finestra, la apriate, mettiate la testa fuori e gridiate: “Sono incazzato nero e non accetterò più tutto questo!”. Howard Beale (Peter Finch) è il messia del broadcast, folle e visionario, manipolatore e manipolato. Si presenta come uno Yorick assetato di visibilità, scaglia dardi avvelenati contro il sistema, viene sfruttato dal suo Dio minore che vede in lui il guadagno, diventa scomodo e viene ucciso in 196 fotogrammi.

L'amazzone. Diana Christensen (Faye Dunaway) non ha niente da invidiare a Tedha Bara. Bella quanto terribile e proprio per questo fragile come un giunco, manipola e distrugge le persone solo per ottenere il 20% di share. Questa novella Clitemnestra stende il suo drappo purpureo a chiunque le venga incontro, abbraccia i rapporti personali come se fossero degli sceneggiati televisivi, pur possedendo un'aura shakespeariana: incapace di amare, la sua unica salvezza e rifugio dalla realtà è il lavoro. “Cosa potrei fare se non il mio lavoro? Sono brava solo in quello. Per tutto il resto sono una nullità”.

Il puer aeternus. Max Schumacher (William Holden) ha il candore e la timidezza di un Parsival. Non riesce a vedere il male che lo circonda, si innamora di Diana, cerca di redimerla, invano. E l'unico che cerca di salvare l'amico Howard, anche lì invano. Combatte per i suoi ideali, viene licenziato. E scrive un libro sui “gloriosi albori della televisione”.

Gli altri personaggi sono tutti dei vassalli di un sistema marcio, “la forza primaria della natura”. Su tutti: Frank Hackett (Robert Duvall), vero e proprio baciapile mediatico. La struttura del film è granitica. Troviamo soltanto scene madri, sempre funzionali e mai di raccordo. Prendendola una a una, ogni scena del film potrebbe essere una storia a sé stante, conchiusa. Non vi sono lungaggini come accade in altri film quali “Tutti gli uomini del presidente” o "Perchè un assassino?". Tutto è preciso, definito, anche (e soprattutto) nella sua conturbante ambiguità.

Il filmico diventa medium e viceversa: il regista non abbandona mai lo schermo televisivo, vero e proprio monolite della nostra epoca, sempre presente di quinta nell'inquadratura, e la morte finale di Howard ci viene mostrata attraverso quattro schermi televisivi, tra una pubblicità di cereali e l'annuncio di un nuovo sceneggiato.

La bassa macelleria televisiva è fotografata con una luce piatta e convenzionale, mentre le vite private dei personaggi e soprattutto l'incontro/scontro fra Howard e il suo Dio/Capo Arthur Jensen (Ned Beatty) sono di rara potenza espressiva: avvolte in un unghia di luce, fortemente contrastate e con tagli obliqui dell'inquadratura.

Guardate e riguardate questo film. Forse un giorno ci incontreremo tutti alla finestra. E urleremo, forte.

Regia: Sidney Lumet. Sceneggiatura: Paddy Chayefsky Direttore della fotografia: Owen Roizman Montaggio: Alan Heim Musiche: Elliot Lawrence Interpreti principali:Peter Finch, William Holden, Faye Dunaway, Robert Duvall, Ned Beatty Origine: Usa, 1976. Durata: 116 minuti

Gianluca Minucci, aprile 2011.

ISBN/EAN: 
9788875212681

Commenti

[quinto potere] nuovo,

[quinto potere] nuovo, bellissimo articolo di Gianluca! Buona lettura - e buona visione.

[lumet, quinto] "Forse un

[lumet, quinto] "Forse un giorno ci incontreremo tutti alla finestra. E urleremo, forte."

> Forse sta succedendo da un po' - e abbiamo imparato a riconoscere le voci. La speranza non ci abbandona da allora.

[quinto potere] Non lo so

[quinto potere] Non lo so Franco, forse stiamo solo sussurrando. E' già qualcosa, ma bisogna osare di più.

[quinto potere] hai ragione.

[quinto potere] hai ragione. E' qualcosa ma bisogna osare di più. Così non basta: è evidente. Bravo Gian. Diamoci la carica...

[quinto potere] Se non

[quinto potere] Se non ricordo male, la prima volta che ho sentito parlare di questo film non avevo nemmeno dieci anni. Il solito, grande Tiziano Sclavi aveva omaggiato Lumet in uno dei primi numeri di Dylan Dog. Ora forse ricordo male, ma vado a memoria: "Canale 666". Forse era il 1987-1988, una cosa del genere.

Quello è stato il primo germe. Il tuo articolo serve a risvegliare il ricordo e a sollecitare a dovere visione & interiorizzazione dell'opera. Grazie per lo stimolo, Gian. Appena posso fare un po' di nuove ordinazioni rimedio tutto quel che stai suggerendo:)

[lumet, quinto potere] e

[lumet, quinto potere] e questo è il mio passo preferito, nel tuo pezzo: un passo che da solo obbliga alla visione: "La struttura del film è granitica. Troviamo soltanto scene madri, sempre funzionali e mai di raccordo. Prendendola una a una, ogni scena del film potrebbe essere una storia a sé stante, conchiusa."

> Splendido, sì, e persuasivo. Bravissimo. Ecco, in generale questo tuo articolo gronda vitalità, vivacità e intelligenza: c'è passione ma non c'è enfasi retorica. Mi piace molto. Ottimo, davvero.

[lumet] Troppo buono Franco.

[lumet] Troppo buono Franco. Però era un dovere rendere omaggio a questo grande regista scomparso pochi giorni fa.

[lumet] approfitto per

[lumet] approfitto per ricordare l'ottima pagina di wiki en: http://en.wikipedia.org/wiki/Sidney_Lumet

[quinto potere] wow, devo

[quinto potere] wow, devo assolutamente trovare questo numero di Dylan Dog. Appena ci si vede ti porto la copia del film che ho, va rivisto assolutamente.

[quinto potere] dai dai:).

[quinto potere] dai dai:).

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