Lucas George

Star Wars Episode II: Attack of the Clones

Autore: 
Lucas George

A JEDI SHALL NOT KNOW ANGER. NOR HATRED. NOR LOVE.

 

Sono trascorsi dieci anni dall’aggressione della Federazione al pianeta Naboo.

Padmé Amidala (Natalie Portman) adesso è senatrice, e si trova a dover affrontare una crisi pericolosissima per la futura sopravvivenza della Repubblica: la fazione dei separatisti sembra riscuotere sempre maggiori consensi, e contemporaneamente qualcuno va attentando alla sua stessa vita. Sembra di assistere ai pericolosi prodromi di una guerra civile. Il Consiglio Jedi decide di affiancare il giovane Padawan Anakin Skywalker (Hayden Christensen) alla senatrice perché possa difenderla e tutelare ovunque la sua sicurezza; l’ormai maestro Jedi Obi-Wan Kenobi(Ewan McGregor) viene spedito a investigare sugli attentati nel pianeta Kamino. Obi-Wan scopre che sul pianeta si va formando, da diversi anni, un esercito di cloni, per conto della stessa Repubblica, per iniziativa di uno Jedi che sapeva morto tempo prima. Anakin e Padmé, dapprima nascosti nel pianeta natale della senatrice, Naboo, si rivelano, poco a poco, il loro amore: tuttavia, la gioia viene macchiata dal dolore e dalla disperazione di Anakin, che, scosso da sogni, decide di partire alla volta della sua patria, Tatooine, preoccupato per le sorti della madre. Scoprirà che è stata rapita da una tribù: tenterà di liberarla, giungendo troppo tardi. Massacrata l’intera tribù, Anakin inizia visibilmente a cedere al lato oscuro della Forza.

Anakin maledice la sua stessa natura umana: la rabbia e la frustrazione per non aver saputo e potuto impedire la morte della madre lo tormentano.

 

Gli Jedi si preparano ad affrontare i rovesci della sorte della Repubblica.

Il Maestro Yoda è preoccupato per la crescente influenza esercitata dal Lato Oscuro della Forza sulla classe politica e sul popolo: il conflitto tra Bene e Male sembra concentrarsi nella figura del giovane Anakin, tumultuoso e irrequieto.

Leader della rivolta si rivelerà uno Jedi traditore, il conte Dooku (Christopher Lee): lo scontro tra le armate Repubblicane e le truppe Reazionarie sarà micidiale, e l’esito soltanto parziale e provvisorio.

Questo secondo episodio della nuova trilogia della leggendaria saga di George Lucas non delude: si avverte una piacevole e pregevole simmetria con il secondo episodio della prima trilogia, l’oscuro e cupo “The Empire Strikes Back”. È certamente una delle pagine più buie della saga: il conflitto interiore di Anakin è trasparente, il giovane Padawan sembra farsi sempre più estremo e furioso. L’amore per la senatrice Padmé può solo mitigare la tempesta interiore. Rallentare, al limite costituire un intervallo.

 

Anakin è sul punto di esplodere. Il maestro Obi-Wan riconosce i suoi talenti, ma cerca di educarlo all’equilibrio e all’umiltà: la sua arroganza potrebbe rivelarsi pericolosa. Anakin è capace di slanci di grande generosità, ed egualmente è capace di cadere preda dei suoi istinti: sragiona per furore e per amore, per ambizione e per disperazione.

Il futuro Darth Vader è un personaggio assolutamente affascinante: incandescente e tenebroso, non conosce pace e vive in uno stato di smarrimento e disorientamento totale. La sua stessa fede nello spirito degli Jedi sembra vacillare in più di una circostanza; e tuttavia Anakin si lancia contro i nemici mettendo a repentaglio la sua esistenza per difendere l’amato-odiato Obi-Wan. Uno Jedi non dovrebbe conoscere odio, rabbia e amore: Anakin è odio, rabbia e amore. È quel che nessuno Jedi ha mai potuto essere. 

Quel che non dovrebbe essere, per difendere la Forza dal Lato Oscuro.

 

Lucas regala un nuovo gioiello ai cultori della fantastica saga degli Skywalker: un film che racconta la nascita di un amore, si offre come paradigma di una cavalleria futuristica, racconta conflitti politici e investiga e spiega i tumultuosi contrasti dell’anima di un giovane guerriero/ricercatore; umanizza i robot, tingendoli di ironia; e ancora, “Attack of the Clones” è la storia del contrasto tra un allievo e un maestro, e la poesia di un sentimento che può esistere soltanto nell’ombra, per via dell’insanabile contrasto tra il proprio ruolo nel sistema e i propri desideri: così, assisteremo infine al matrimonio segreto di Anakin e Padmé.  

 

Non si poteva chiedere di più a una favola fantasy: è davvero la nuova epica del nostro secolo, impossibile non esserne rapiti.   


Regia: George Lucas.

 

Soggetto: George Lucas.

Sceneggiatura: George Lucas e Jonathan Hales.

Direttore della fotografia: David Tattersall.

Montaggio: Ben Burtt.

Interpreti principali: Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Christopher Lee, Samuel Jackson, Ian McDiarmid, Temuera Morrison, Anthony Daniels.    

Musica originale: John Williams. 

Produzione: George Lucas.

Origine: Usa, 2002.

Durata: 143 minuti.

Info Internet: http://www.starwars.com/episode-ii/

Sito Ufficiale: http://www.starwars.com/

Dose quotidiana di Star Wars: http://www.theforce.net/  

 


 

Lankelot, G.F., luglio 2003.

 

Prima Pubb: Lankelot.com

 

ISBN/EAN: 
8010312039812

Commenti

A JEDI SHALL NOT KNOW ANGER. NOR HATRED. NOR LOVE.

"Il futuro Darth Vader è un personaggio assolutamente affascinante: incandescente e tenebroso, non conosce pace e vive in uno stato di smarrimento e disorientamento totale. La sua stessa fede nello spirito degli Jedi sembra vacillare in più di una circostanza; e tuttavia Anakin si lancia contro i nemici mettendo a repentaglio la sua esistenza per difendere l?amato-odiato Obi-Wan. Uno Jedi non dovrebbe conoscere odio, rabbia e amore: Anakin è odio, rabbia e amore. È quel che nessuno Jedi ha mai potuto essere"
Direi che è affascinante adesso, negli anni della formazione e del contrasto: una volta diventato Darth Vater, cioé il "cattivo" per definizione, sarà più prevedibile, tranne poi nel finale quando si rivelerà a Luke.
In ogni caso in questa saga ho apprezzato molto anche gli effetti speciali, la grandi battaglie spaziali, insomma l'azione.
E poi ricordo le ormai un po' dattate parodie "politiche" che ne fece mio marito. Le volle perdino la maestra di Francesco, che poi confessò di essersi fatta delle matte risate!

(e chi se le dimentica quelle parodie, erano micidiali;) ).
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