Un prologo di battaglia d’astrocaccia stellari sul cielo di Coruscant apre l’ultimo episodio dell’epica serie Star Wars, una delle più amate della storia del cinema. Qui si spiega tutto, dalla genesi del malvagio Darth Vader (nel doppiaggio italiano Lord Fener), alle motivazioni della separazione di Luke e Leila (i figli di Anakin e Padmé), all’esilo di Yoda, alla caduta degli Jedi, lasciando intravedere, alla fine, la costruzione della Morte Nera. Anakin (Hayden Christensen), spirito inquieto, è in ricerca di una “forza” superiore rispetto a quella insegnatagli dal Maestro Obi-Wan (Ewan McGregor). Padmé (Natalie Portman) scopre di essere incinta di Anakin, ma deve celare questa realtà; Anakin ha visioni di morte (dell’amata Padmé), subisce l’influenza del cancelliere Palpatine (in realtà, il vero capo dei Sith), che lo conduce verso il “lato oscuro”. I Jedi non si fidano del cancelliere, che a sua volta mette Anakin loro contro, ideando una crudele vendetta, preludio al doiminio delle galassie e alla costruzione dell’Impero. La discesa agli inferi del giovane Anakin, colui che avrebbe dovuto essere il prescelto, porta alla quasi estinzione dei Jedi, apre le porte ad un nuovo e nefasto dominio del Male che condurrà egli stesso ad un fine tragica - che coinvolgerà Padmé - e ad un inquietante rinascita. La Repubblica cade, e i suoi paladini sono costretti ad eclissarsi. Nell’attesa del ritorno.



Intenso, toccante e fantasmagorico epilogo di una saga che resterà indimenticata nella memoria degli spettatori di tutto il mondo, Star Wars recupera in quest’ultimo episodio una dimensione epico-romantica, quella che avevamo tanto amato nella precedente trilogia, che sembrava avere perduto. Ma la valenza della Vendetta dei Sith va anche oltre; il richiamo alle dolorose contingenze del nostro tempo è qui evidente in maniera più che simbolica: l’impero - che siano gli Stati Uniti d’America è fin troppo ovvio evincerlo - che si ammanta di garantismo per la pace universale, nascondendo, nemmeno velatamente, la sete di potere. Cosicché la Repubblica cade sotto l’inganno del cancelliere, che vede complotti inesistenti ovunque - indovinate chi ci richiama alla memoria? - e che teorizza e si rende infine acclamato precursore dell’Impero Assoluto, così da evitare stanche ed improduttive lungaggini di discussione. Le parole di Padmé restano a significarci tutto ciò:
“Così muore la libertà, sotto scroscianti applausi”.


Ma la forza di Star Wars - dell’idea della serie stessa -, vive proprio nell’alone romantico che l’avvolge, qui sublimato dall’intransigenza etico-spirituale degli Jedi (a metà tra cavalieri medievali e monaci zen) e dal conflitto interiore di Anakin, lacerato dal dubbio: tra amore (luce) e buio, tra la “forza” e il “lato oscuro”. E proprio Anakin, nonostante il suo andare incontro ad una demoniaca metamorfosi, sembra animato da un assoluto atto d’amore senza ritorno - il titanismo romantico: si converte al lato oscuro credendo di poter salvare Padmé. Obi-Wan, incredulo e devastato per il dover confliggere con l’allievo - fratello, lo chiamerà nel momento culmine del suo scontro col ragazzo -, è suo malgrado costretto a sbarrare la strada al giovane. Però non gli dà il colpo di grazia; mai, probabilmente, avrebbe immaginato che proprio il giovane Anakin, in un futuro prossimo, nelle vesti di Darth Vader, non sarebbe stato altrettanto clemente - s’allude, ovviamente, al famosissimo duello avvenuto davanti agli occhi di Luke nel primo Guerre Stellari del 1977.
Ottima la prova di Hayden Christensen nei panni di Anakin; l’inquietudine del suo volto è assai verosimile e accompagna in modo coinvolgente lo spettatore nel suo incendio interiore. La bellissima Natalie Portman (maestosa come una dea) recita solo con gli occhi, e trasmette tutto l’amore possibile, anche al culmine del suo bel personaggio, verso colui che il destino le aveva assegnato. Ewan McGregor mimetizza il suo volto sotto la folta barba e, forse, dico solo forse, in conseguenza di ciò non restituisce le stesse emozioni dei due giovani attori. Gli effetti speciali, qui presenti in quantità industriale, non riescono comunque ad offuscare la maestosità di una riuscitissima pellicola.

Un grande fiaba, Star Wars, che ci invita ancora una volta ad interrogarci sulle dinamiche contemporanee e sul sottile confine che divide il bene ed il male. Sempre sorprendendoci, e lasciando trasparire tra le pieghe un desiderio di rivalsa verso i grigiori del nostro presente; donandoci un’intima consapevolezza: vale sempre la pena combattere, anche laddove sembra sia tutto difficile e inattacabile, per una causa alta e giusta. Non fosse altro che per questo monito - ma c’è molto, molto di più -, siamo grati a Lucas per averla ideata per il cinema, facendola arrivare a noi tutti con leggerezza ed incanto. Per tutti: bambini, adolescenti, giovani e adulti. Perchè risorga la speranza.
Regia: George Lucas. Soggetto e Sceneggiatura: George Lucas. Direttore della fotografia: David Tattersall. Montaggio: Roger Barton, Ben Burtt. Interpreti principali: Ewan McGregor, Natalie Portman, Hayden Christensen, Ian McDiarmid, Samuel Jackson, Christopher Lee. Musica originale: John Williams. Scenografia: Gavin Bocquet. Costumi: Trisha Biggar. Produzione: Lucasfilm. Origine: Usa, 2005. Durata: 140 minuti.
A mio Padre, per avermi fatto scegliere sempre in totale autonomia, e per avermi regalato questa Fiaba.
Commenti
"proprio Anakin, nonostante il suo andare incontro ad una demoniaca metamorfosi, sembra animato da un assoluto atto d?amore senza ritorno" - vero. Curiosamente da diverse ore stavo riguardando il dvd, apprezzo molto la coincidenza di trovare proprio ora uno scritto sulla nascita di Darth. Buon segno.
Mi fa piacere la sintonia. In effetti questa è una grande pellicola, non solo un film di forte intrattenimento. é cupo e lucente al contempo. Dopo episodo I e II non me l'aspettavo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Non so se sono l'unico, data l'età, e visto che chi nel sito chi ha più anni di me forse non ama il genere, ma ho visto i sei episodi tutti al cinema alla loro uscita. Nel 77 avevo quattro anni: un grazie al mio babbo di avermici portato così piccolo.
gran film
Mi è stato detto che mia madre mi teneva in grembo quando sono entrati in sala. Non posso testimoniarlo:). Ma la seconda trilogia l'ho vista tutta in sala (e lo so, mica è uguale).
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Ryo, come sei profondo. Bel commento.
Ryoga ha il dono della sintesi. Anzi, direi che è quasi ermetico.
Io sono risultato allergico a "Star Wars". Mi son cacciato una flebo nel braccio, ho visto i primi(gli ultimi, poi)tre episodi. I prequel proprio non li reggo. E adesso, Elio, spara pure.
Seriamente vale qualcosa?
Mi ero perdutamente innamorato della prima trilogia.
Qundo ho saputo che ne si faceva una nuova ero in fibrillazione.
poi un primo film da soriella
poi ho visto il secondo. purtroppo. sono a malapena sopravvissuto.
non ho mai osato guardare il terzo. chi me na ha parlato ha detto che era orrendo.
prima di riprendere speranza chiedo conferma. Veramente vale qualcosa? Diciamo un centesimo del valore della prima serie? mi basterebbe.
ormai avevo messo Lucas fra i morti viventi...
A me è piaciuto parecchio. E' cupo, intenso, divertente. Ho sempre amato Darth e scoprirne l'origine è stato appassionante. Tra i tre episodi della seconda trilogia sono più propenso ad apprezzare questo, il primo è stato effettivamente mediocre.
Sì ma già il secondo era un romanzo di formazione (e parallela antiformazione) di tutto rispetto.
Concordo, il peggiore è decisamente "La minaccia fantasma". Il secondo non è male, PK, hai ragione. Sul terzo quoto Franchi, e poi il pezzo è eloquente.