Linklater Richard

School of Rock

Autore: 
Linklater Richard

“School of Rock” di Richard Linklater è una commedia commerciale low-budget, priva di qualunque pretesa di originalità nell’intreccio e aliena, a differenza dal precedente “Waking Life”, allo sperimentalismo (non basta, per intenderci, il divertissement dei titoli diegetici): è semplicemente un film-tributo al rock, brillante e leggerissimo. Costituisce, nella produzione di Linklater, un ritorno sul binario del giovanilismo: lingua e colonna sonora rispettano, per spirito e tratti distintivi, una delle matrici del regista, “Dazed and Confused”.
È un film che intrattiene per un’oretta e mezzo abbondante, solleticando l’apprezzamento empatico del cultore dei Led Zeppelin, dei Cream, degli Ac/Dc o dei Deep Purple per via d’una serie di citazioni e di richiami più o meno eruditi: e colpiscono l’ambizione di rappresentare l’influenza positiva del rock sui giovanissimi, l’indovinata riflessione sul significato e sulle varie fasi della nascita e della formazione di una band e sui legami che si creano tra i singoli membri del gruppo.  
Dewey Finn (Jack Black, Barry in “Alta Fedeltà”) è l’ingombrante frontman d’una piccola rock band emergente: l’equilibrio, nel gruppo, è meno felice d’un tempo perché la sua estetica e la sua visione pura e integralista della musica vanno fatalmente a infrangersi sulle ambizioni commerciali e di carriera dei compagni, già predisposti al compromesso.  
Al contempo, Dewey sta affrontando un periodo di difficoltà nella convivenza con l’amico Ned (Mike White, soggettista e sceneggiatore del film) e la sua compagna: Ned ha abbandonato qualunque ambizione artistica e sembra volersi dedicare, complice l’influenza della donna, a una professione; pure precaria, ma almeno “adulta”: è un apprezzato supplente nelle scuole medie inferiori.    
La situazione precipita: la band lo espelle e ingaggia un nuovo cantante, la compagna di Ned convince il professorino a pretendere gli affitti arretrati dal vecchio amico: Dewey ha bisogno di denaro e di un nuovo gruppo.
Quando Rosalie (Joan Cusack), direttrice d’una scuola, telefona a casa per proporre una supplenza ben remunerata, ogni problema sembra potersi risolvere: Dewey si spaccia per Ned e si presenta in aula, senza nessuno scrupolo. Gli allievi dell’istituto, rigorosamente in divisa, brillano per educazione e compostezza: Dewey, nonostante le sue ambizioni mimetiche, risulta immediatamente stravagante ed estraneo ai ragazzini.
Fin quando, un giorno, non assiste accidentalmente a una loro lezione di musica, e subito ha l’illuminazione: formeranno assieme una nuova band,  basterà un concerto per cambiare la storia del rock. Da questo momento, si stabilisce un canale di comunicazione perfetto tra “maestro” e allievi.
È l’atto di nascita dei futuri “School of Rock”.
Questa la rotta tracciata dalla trama: rimane da nominare parte degli artisti che ascolteremo o riconosceremo, dagli Yes ai Rush, dai The Doors (“Touch me”) ai Cream (“Sunshine of your love”) dai The Who (“Substitute”) ai Led Zeppelin (“Immigrant Song”). Non mancheranno, come giusto e prevedibile, stilettate alla programmazione di Mtv (e canali epigoni) e alle star di plastica create dall’industria discografica, da Puff Daddy a Christina Aguilera.
L’aspetto migliore del film si riscontra nella superficie profonda dell’interpretazione dei personaggi: nella metamorfosi estetica dei singoli componenti della band, nella loro nuova coscienza di se stessi, nella loro passione per la musica. È poco, nessun dubbio: ma per chi non vuole arrendersi alla decadenza del rock è una discreta boccata d’ossigeno.
È un peccato che nella traduzione vadano perduti una serie di riferimenti ai testi o ai titoli di una serie di canzoni degli anni Settanta: l’edizione italiana soffoca una buona quantità di giochi di parole, calembour e richiami diretti.
A volte, Dewey parla ripetendo intere strofe di pezzi rock anni Settanta: ovviamente, chi ha preferito tradurle in italiano ha immaginato che lo spettatore medio fosse in grado di ricostruire l’originale all’impronta – impresa non sempre immediata, come si può immaginare.
Il giudizio sul linguaggio dei personaggi è dunque sospeso: mi limito a invitare lo spettatore ad attendere la pubblicazione del Dvd per poter guardare il film in lingua originale, magari coi sottotitoli.   

APPUNTI
Jack Black, attore e chitarrista (nei Tenacious D.) assomiglia molto, nella vita reale, all’adorabile Barry di “Alta Fedeltà” e a questo Dewey Finn. Quanto afferma nell’intervista rilasciata a
Trovacinema, a proposito dei suoi gusti, basta a riconoscerlo come vero spirito rock: è uno di noi e merita sostegno e vera solidarietà artistica. Ecco la sua top four. “White Album dei Beatles, Exile on main street dei Rolling Stones, Who’s next degli Who,Axis: bold as love, di Jimi Hendrix. Però in realtà oggi non me la sento più di citarli come i miei album preferiti perché li ho sentiti talmente tante volte che quasi mi sono venuti a noia. In questo periodo, ascolto i White Stripes, gli Strokes, i Queens of the Stone Age, i Radiohead. Non mi piacciono, invece, gli artisti che passano più tempo al trucco e dal parrucchiere che a scrivere canzoni, come per esempio quel tale Enrique Iglesias. Credo che se smettesse di dare musica sarebbe festa grande per tutti”. Perfettamente d’accordo. Grazie, Jack.

For Those About to Rock
(We Salute You)
Lankelot Franchi, aprile del 2004. Prima pubb: Lankelot.com

Regia: Richard Linklater.
Soggetto e Sceneggiatura: Mike White.
Direttore della fotografia: Rogier Stoffers.
Montaggio: Sandra Adair.
Interpreti principali: Jack Black, Joan Cusack, Adam Pascal, Lucas Papaelias, Chris Stack, Sarah Silverman, Mike White, Kevin Alexander Clark
Musica originale: Jack Black, Mike White, Craig Wedren, Warren Fitzgerald.   
Produzione: Scott Rudin.
Origine: Usa / Germania, 2003.
Durata: 108 minuti.
Info Internet:
Sito ufficiale / Intervista a Jack Black (Trovacinema).

In Lankelot:
Linklater Richard - Dazed and Confused ("La vita è un sogno") - franchi
Linklater Richard - School of Rock - franchi
Linklater Richard - Waking Life
- franchi

ISBN/EAN: 
8010773100526

Commenti

Comunque Jack Black è Lino Banfi con le basette, su questo credo non ci siano dubbi. Il film è monnezza + rock, e pure questo lo si è appurato. E' il nome di Linklater che stona irrimediabilmente...

Ma l'hai visto Jack Black che fa il regista ossesso in Godzilla di Jackson? Imperdibile.

il film è divertente. jack black è divertente, guardata Orange County: è una commedia con il figlio di Hanks come protagonista, e Black fa il fratello maggiore. per passare un'ora va più che bene. (dura un'ora e un quarto). uhaha!
tornando a School of Rock!
Oh yeah!

for those about to rock, we salute you.

Locandina, impaginazione e

Locandina, impaginazione e archivio.

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