Levy Shawn

Notte folle a Manhattan

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Levy Shawn

Il 42enne regista canadese Shawn Levy è oramai una garanzia di successo al botteghino, negli Stati Uniti come in Italia, e grazie a pellicole come Una notte al museo e Una notte al museo 2 – La fuga, può essere classificato tra i più richiesti e remunerati mestieranti di genere nel genere. Parliamo dell’Action-comedy, quella commedia sul confine tra caotico, comico e brillante condita di improbabili inseguimenti e situazioni ai limiti del paradosso. Non sfugge a questa fortunata regola nemmeno l’imminente – dal 7 maggio nelle sale italiane -  Notte folle a Manhattan, suo settimo lungometraggio, che annovera nel cast due attori molto amati negli States e perfettamente aderenti al genere come Steve Carell (40 anni vergine) e Tina Fey (Baby Mama). 

La vicenda si svolge tutta in una notte, e vede protagonista una coppia middle class di Manhattan con giovane prole al seguito, adagiata senza troppi sussulti sulla propria routine coniugale ma nonostante tutto innamorata, alle prese con un equivoco dalle conseguenze pericolose. Nel tentativo di ravvivare la serata della settimana dedicata all’uscita, Phil porta Claire in un lussuosissimo ristorante newyorkese, senza comunque aver prima prenotato. Vista l’impossibilità di trovare un tavolo, si spacciano per una coppia che aveva lasciato il nominativo ma non si era presentata: i Tripplehorn. È l’inizio di una vera e propria sarabanda di pericolosi imprevisti ed emozioni forti, allorché quel nome di cui si erano indebitamente appropriati corrisponde a quello di due ladri ricattatori braccati da due poliziotti al soldo di un boss della malavita. Costretti alla fuga, si troveranno a vivere situazioni rischiose e rocambolesche per salvare le loro vite e tornare a casa dai figli.
 
 
Solita commedia furba, ammiccante e grossolana, giocata tutta sui tempi comici e sulle battute ad effetto, sulle abbondanti citazioni cinematografiche e sull’indubbia capacità di saper spegnere il cervello agli spettatori per un’oretta e mezza non di più. Levy è oramai un maestro in questo senso, e quando la pretesa è il puro intrattenimento è inutile argomentare criticamente più di tanto, basta ricordare a chi legge che siamo in presenza di uno dei tanti film fotocopia che l’attuale arte di celluloide ci ripropone ciclicamente per ricordarci quanto può essere inutile e stancante accendere il cervello se ci si vuole rilassare. Non si spiegherebbe altrimenti non soltanto l’enorme successo del cinema di Shawn Levy, ma anche quello di un genere – la commedia disimpegnata che fa disinvoltamente a meno della sceneggiatura -, che negli ultimi anni è sempre in testa agli incassi del cinema non soltanto italiano e americano. E quando l’Action-comedy si propone, sia pur superficialmente, di analizzare e dare risposte sulla crisi del rapporto di coppia, siamo pericolosamente in bilico sulla quella linea sottile che sovente unisce il ridicolo al tragico. Se l’ambizione di Levy era, come sembra, oltre al facile intrattenimento, quella di riempire concettualmente il nulla di scrittura di opere precedenti con l’apologia della coppia medio-borghese americana, i risultati non sembrano affatto apprezzabili, perché la sceneggiatura resta comunque risibile, se non addirittura invisibile. Una commedia per un pubblico adulto, questo era l’intento del regista canadese e dei suoi collaboratori, grazie anche a dialoghi centrati su giochi di parole e equivoci legati al sesso e a qualche momento di vaga riflessione sul senso della famiglia e della coppia. Davvero troppo poco per aspirare a tanto, ancorché non proprio tutto sia da stigmatizzare negativamente nell’opera di Levy, che dimostra quanto meno di amare la settima arte, sfornando citazioni a ripetizione da celebrati action movie. Steve Carell e Tina Fey sono una coppia d’attori ben assortita, e l’affiatamento dei due è una delle cifre migliori del film, ma è lampante come il doppiaggio italiano penalizzi i tempi e l’efficacia delle battute, evidentemente reinterpretando dialoghi che in alcuni frangenti si ha l’impressione siano diversamente articolati, pur salvaguardando la dinamica generale dell’azione. Il film si avvale anche di numerosi camei celebri, tra i quali spiccano quelli di James Franco, Ray Liotta e Mark Ruffalo, mentre aleggia immotivatamente per la pellicola un inespressivo Mark Wahlberg, palesemente a disagio tra gli indiavolati Steve Carell e Tina Fey.
 
 
Lontana anni luce dall’affascinante musa ispiratrice cantata da Woody Allen, la Manhattan filmata da Levy ha un ruolo talmente secondario da non giustificare il solito fantasioso titolo italiano (un meno esplosivo Date Night, l’originale), e ha forse l’ambizione – mal riposta – di avvicinarsi idealmente alla Los Angeles notturna filmata da John Landis in Tutto in una notte, opera dalla quale Levy ruba qualche vaga suggestione, senza peraltro trovare aderenza qualitativa con quella commedia americana degli anni Ottanta che – chi lo avrebbe mai detto, allora –, viste opere come quella in questione, ci troviamo decisamente a rimpiangere. 
 
Regia: Shawn Levy. Soggetto e sceneggiatura: Josh Klausner. Direttore della fotografia: Dean Semler. Montaggio: Dean Zimmerman. Scenografia: David Gropman. Costumi: Marlene Stewart. Interpreti principali: Steve Carell, Tina Fey, Mark Wahlberg, Taraji P.Henson, Jimmy Simpson, Common, William Fichtner, Leighton Meester, Kristen Wiig, Mark Ruffalo, James Franco, Ray Liotta, Mila Kunis, Bill Burr, Savannah Rae. Musica originale: Cristophe Beck. Produzione: Shawn Levy e Tom Mcnulty per 21 Laps Entertainment, Twentieth Century – Fox Film Corporation, Media Magik Entertainment. Titolo originale: “Date Night”. Origine: USA, 2010. Durata: 88 minuti.
 
Federico Magi, maggio 2010.
 
Prima pubblicazione cartacea dell'articolo: Il Secolo d'Italia, 1 maggio 2010. © Il Secolo d'Italia. L'articolo appare su Lankelot in versione lievemente più estesa. 
ISBN/EAN: 
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(Notte folle a Manhattan).

(Notte folle a Manhattan). "Solita commedia furba, ammiccante e grossolana, giocata tutta sui tempi comici e sulle battute ad effetto, sulle abbondanti citazioni cinematografiche e sull’indubbia capacità di saper spegnere il cervello agli spettatori per un’oretta e mezza non di più. Levy è oramai un maestro in questo senso, e quando la pretesa è il puro intrattenimento è inutile argomentare criticamente più di tanto, basta ricordare a chi legge che siamo in presenza di uno dei tanti film fotocopia che l’attuale arte di celluloide ci ripropone ciclicamente per ricordarci quanto può essere inutile e stancante accendere il cervello se ci si vuole rilassare".

[notte folle] oh, e questo è

[notte folle] oh, e questo è un altro esordio secolare:). Bene:)

(notte folle) proprio

(notte folle) proprio secolare;)

[levy] Steve Carrell è Dio.

[levy] Steve Carrell è Dio.

(Levy) Dici sul serio? Io

(Levy) Dici sul serio? Io l'avevo visto solo una volta prima di questo film, ma non m'era rimasto impresso. Qui è bravo, si vede. é il film che è una boiata.

[steve carrell] sì ho letto

[steve carrell] sì ho letto :) ma ultimamente ha molto successo con commediole facili facili (una della Disney). Woody Allen lo ha voluto in "Melinda e Melinda" che non ho visto...

(Steve Carell) Melinda e

(Steve Carell) Melinda e Melinda l'ho visto al tempo, ma ignoravo che fosse lui. Peraltro non uno dei migliori Allen.

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