Leigh Mike

Naked

Autore: 
Leigh Mike

«Io non ho futuro, nessuno ha futuro, abbiamo chiuso! Guardati un po' intorno, qui sta andando tutto per aria».

Un Amleto post-punk, nutrito a suon di Closer e avido lettore di Cioran e Ballard (quello de La mostra delle atrocità), di Amis, di Bernhard (quello di Estinzione, zum beispiel). Questo è Naked. E dannati siano all'oblio gli "illuminati" (non me ne vogliano i framassoni per la blasfemia) speculatori italiani che ancora attendono di riversare su dvd questo gioiello notturno ormai maggiorenne. - Urge petizione! - Uscito nelle sale britanniche nel 1993, impreziosito dall'aver concorso sino all'ultimo per la Palma d'Oro del coevo Festival di Cannes, arricchito dalla medesima giuria del premio per la migliore interpretazione al suo protagonista, il di-là-da-venire-Paul-Verlaine David Thewlis, il film è una dottissima critica al vetriolo della civiltà occidentale al suo apogeo e incipiente, ennesimo tramonto. La sceneggiatura, originale e memorabile, dello stesso regista mescola con irriverenza toni alti e bassi, il già citato Amleto con il libro di Osea e l'Apocalisse, confonde lo spettatore mediante l'uso sapiente di una fotografia "abrasiva" e sporca come solo mi è stato dato di ritrovare nei film di Inàrritu (Naked è un Inàrritu esplicitato e sviscerato dei suoi simboli e allegorie, messo appunto a nudo). I generi cozzano in un caotico informe dalla meraviglia senza nome (vi si ritrovano infatti elementi del polar e del teatro estremo à la Sarah Kane contrassegnato come è da incursioni nel sadismo e nella violenza) magistralmente imbrigliato dalla cinica logorrea di Johnny il fervente materialista, non a caso battezzato al vangelo secondo Rotten & Co. come dimostra la citazione in esergo che pare sì tanto un estratto di God save the Queen da lasciare interdetti per la mancata segnalazione. Un pellegrino post-moderno Johnny, un libertino, un decadente («I'm unclean, a libertine» intonava Brian Molko) meglio ancora un viandante senza ritorno attraverso una società impaurita, incapace di legami (l'assenza della religione o il suo travisamento), nuda e malata (d'ipocondria, isterica) di fronte alla propria nullità dove l'uomo "avvertito" (i chiamati? gli eletti dal Signore?) non può che incamminarsi verso l'autodistruzione col perenne, beffardo sorriso sul volto. Un ghigno di demoniaca intelligenza e acume (e non era forse Lucifero una pristina Intelligenza celeste, la più fulgida?) che sciabola lungo le nebbie al neon di Londra. Da antologia alcune scene (e il prestito teatrale ben si attaglia per quanto l'intreccio ha di inanimato e disarticolato ma di perfettamente "rappresentabile") e segnatamente il dialogo di sottilissima dialettica (l'arte della disputa è, ab origine, l'arte sottile per eccellenza e chi meglio dell'Antagonista, di Satana conquista e blandisce con le seduzioni della lingua?) tra il protagonista suo malgrado e la guardia notturna (da cui l'estrapolato del prologo), degni di un Dostoevskij, di un Ernesto Sábato, di un Camus, che prende le mosse da una vertiginosa dissertazione sull'identità tra il numero della Bestia e il Codice a Barre per concludersi con un proclama di (on)t(e)ologia negativa. Ve ne rendo conto amici lettori:

«[Johnny]: "La fine del mondo è vicina caro Brian, la partita è chiusa."

[Guardia]: "Io non ci credo. La vita non può finire di botto."

[Johnny]: "D'accordo, d'accordo. Io non dico che la vita finirà o che il mondo si dissolverà o che l'universo cesserà di esistere. Ma l'uomo, porcaputtana, cesserà di esistere. Come ai dinosauri è toccata l'estinzione la stessa cosa capiterà a noi. Noi non siamo affatto importanti. Siamo solo un'idea del cazzo!"

[Guardia]: "Ti sbagli. Io non cesserò di esistere. (...) Tu non credi a niente."

[Johnny]: "No. Io credo Brian. Tu pensi che l'ameba si sia mai sognata che si sarebbe evoluta nella rana? Ovviamente no. E quando la prima rana spuntò fuori dall'acqua e usò le sue corde vocali per attrarre una compagna o per allontanare un predatore, tu pensi che quella rana si potesse immaginare che il suo gracidio si sarebbe evoluto in tutte le lingue del mondo e tutta la letteratura del mondo? Cazzo, è ovvio che no. Così come per quella rana non era possibile concepire, che so io, Shakespeare così noi non siamo in grado di immaginare il nostro destino. (...) L'evoluzione non è certo conclusa. L'uomo non è la totalità né il fine ultimo di tutto (...)."

[Guardia]: Beh, io dico che qualunque cosa accada l'umanità non cesserà di esistere."

[Johnny]: "Invece deve. (...) Vedi il fatto è Brian che Dio è un Dio odioso. Per forza. Perché se Dio è buono allora perché c'è il male nel mondo? Perché ci sono il ddolore, l'odio, l'avidità, la guerra? Non avrebbe senso. Ma se Dio è uno schifoso bastardo sai dirmi perché c'è il bene nel mondo, perché ci sono l'amore, la speranza, la gioia? Guardiamo in faccia la realtà cazzo. Il bene esiste per essere fottuto dal male. E' l'esistenza stessa del bene che permette al male di prosperare e, dunque, Dio è cattivo. E non importa quante esistenze passate o future hai a disposizione perché tutte saranno condite di dolore e di angoscia, di malattia e di morte. Vedi Brian: Dio non ti ama; Dio ti disprezza. Così non c'è speranza e l'umanità è solo una componente del meccanismo attraverso cui il diavolo crea se stesso. Mi segui? Quello che voglio dire in altre parole è che non puoi fare una frittata senza rompere delle uova. L'umanità è quelle uova e la frittata...fa schifo."»

C'è del marcio nel Regno Unito. Una profezia nichilista o un monito lanciato nello spazio formicolante ma spesso inanimato dell'umanità contemporanea. Tutto il resto è frastuono.

Regia: Mike Leigh
Soggetto: Mike Leigh
Sceneggiatura: Mike Leigh
Montaggio: Jon Gregory
Interpreti principali: David Thewlis, Katrin Cartlidge 
Musica originale: Andrew Dickson
Produzione: Simon Channing Williams
Origine: Regno Unito
Durata: 131' minuti

PER APPROFONDIRE: MIKE LEIGH in Lankelot.

Luca Ormelli, aprile 2011.

ISBN/EAN: 
000000000000000000000

Commenti

[naked] Luca Ormelli ci

[naked] Luca Ormelli ci racconta un film di Leigh di grande fascino...

"Un Amleto post-punk, nutrito a suon di Closer e avido lettore di Cioran e Ballard, di Amis, di Bernhard (quello di Estinzione, zum beispiel). Questo è Naked. E dannati siano all'oblio gli "illuminati" (non me ne vogliano i framassoni per la blasfemia) speculatori italiani che ancora attendono di riversare su dvd questo gioiello notturno ormai maggiorenne"

> buona lettura. e buona visione.

[leigh]: Per approfondire...

[leigh]: Per approfondire... MIKE LEIGH in Lankelot.

[naked] ogni volta che passo

[naked] ogni volta che passo di qui scopro qualcosa che non conoscevo, o che non ricordavo e mi vien voglia di sapere di leggere di guardare: ragazzi io emigro

[michele] tutto merito di

[michele] tutto merito di Luca Ormelli. Grande stile, grande intelligenza, bella personalità autoriale. Grazie Luca [e grazie Michele, per simili ragioni:)]

[Naked, michele, franchi] -

[Naked, michele, franchi] - Piano coi complimenti eh? Qui si lavora tutti ad un grande progetto. Per puro piacere degli occhi e delle orecchie vi lascio il link dal Tubo della scena che ho trascritto: http://www.youtube.com/watch?v=BEzAZxb95pw&feature=related

Dato che il film non è disponibile se non in vecchie vhs vi suggerisco un poco di E-somaro...torrent in italiano non se ne trovano.

[naked] la scena rimane

[naked] la scena rimane decisamente impressa. Sono tornato a leggere l'articolo. Questo paragrafo è il mio preferito:

"il film è una dottissima critica al vetriolo della civiltà occidentale al suo apogeo e incipiente, ennesimo tramonto. La sceneggiatura, originale e memorabile, dello stesso regista mescola con irriverenza toni alti e bassi, Amleto con il libro di Osea e l'Apocalisse, confonde lo spettatore mediante l'uso sapiente uso di una fotografia "abrasiva" e sporca"

> e grazie per la condivisione. speriamo esca presto in dvd. Per noi pochi. In poche copie, ma sante.

[leigh, naked] E cosa

[leigh, naked] E cosa aggiungere se non che la risposta a quel dialogo sta nelle antiche lezioni degli gnostici? Niente.

"Una profezia nichilista o un monito lanciato nello spazio formicolante ma spesso inanimato dell'umanità contemporanea. Tutto il resto è frastuono."

> Un frastuono intraducibile.

[naked, franchi] - packt like

[naked, franchi] - packt like sardines in a crushd tin box?

[leigh, naked, ty] già.

[leigh, naked, ty] già.

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