Applausi convinti al Festival Internazionale del Film di Roma per Burke & Hare, del sessantenne regista americano John Landis, che torna al lungometraggio per le sale dopo lungo tempo (da Blues Brothers – il mito continua e Susan’s Plan, ambedue datati 1998) con una commedia beffarda che non nasconde punte di cinismo e che si struttura come una vera e propria satira sociale, ambientata ad Edimburgo poco oltre l’inizio del diciannovesimo secolo.
William Burke (Simon Pegg) e William Hare (Andy Serkis) sono due amici squattrinati che cercano di sbarcare il lunario in una Edimburgo ormai pregna di idee illuministe in campo medico e scientifico. Dopo l’ennesima impresa commerciale fallita, tornando alla pensione di Hare scoprono che il loro coinquilino, ancora insolvente, è deceduto proprio il giorno in cui avrebbe dovuto regolare i conti con l’affitto. L’ennesimo episodio avverso, però, è tramutato dai due in improvvisa fonte di guadagno, grazie all’interesse del Dottor Knox (Tom Wilkinson), medico illuminato in perenne conflitto col più tradizionalista rivale Dottor Monroe (Tim Curry), per lo studio anatomico dei cadaveri. Come procurarsi altri cadaveri? Burke e Hare scelgono la via più diretta, provocare la morte di qualche malcapitato. Burke, il più restio a scegliere una via senza ritorno, si lascia soggiogare dall’amico e condizionare dall’amore per la giovane Ginny (Isla Fisher), attrice che cerca qualche benefattore che le consenta di portare in scena un Macbeth tutto al femminile. La necessità di cadaveri del Dottor Knox si fa sempre più pressante sul duo, in conseguenza della sfida con il rivale, per il denaro e per la gloria. La situazione è destinata a precipitare, perché incominciano a fioccare le segnalazioni di scomparsa. Burke e Hare sono alle strette, mentre il dottor Knox è sempre più in preda a delirio d'onnipotenza.

Film divertente, con tracce di “Grand Guignol” e qualche battuta davvero ben messa a segno, Burke & Hare è comunque un’opera che, come consuetudine del Landis più ispirato, va oltre il rassicurante recinto della semplice commedia. In alcuni frangenti è satira sociale allo stato puro, venata di sarcasmo e anche politicamente scorretta, se dobbiamo guardare bene a fondo. La così detta “scienza positiva”, derivante dal forte influsso delle idee illuministe, è messa alla berlina nella scelta di voler colpire proprio un medico che oggi riterremmo progressista per le sue idee, al di là dell’aberrazione etica per il modo con cui si procura il “materiale” per le sue ricerche. Landis comunque non né fa una questione politica, né tanto meno un problema ideologico, il suo è solo uno spunto abbastanza anticonvenzionale per innescare una farsa costruita con stile, recitata più che degnamente e sufficientemente ancorata a tempi cinematografici che la rendono al contempo leggera e stuzzicante. Certo, non un capolavoro di genere ma un ottimo prodotto per tutti coloro che hanno superato i 12 anni di età.
Landis, che non aveva nessuna voglia di tornare a Hollywood per la sua rentrée nel mondo della settima arte, ha scandagliato una lista di case di produzione indipendenti britanniche, una volta immaginato il progetto su cui lavorare. Alle fine, dopo accurata analisi, ha scelto gli Ealing Studios: “Gli Ealing Studios hanno prodotto film straordinari – afferma John Landis – Questo film è una commedia macabra e gli Ealing Studios hanno prodotto alcune delle migliori commedie macabre mai girate, pellicole come Sangue Blu e La signora omicidi, opere dark ma eleganti”. Anche Burke & Hare, in effetti, è una storia sinistra, che tramuta l’orrore in risata senza rendere dissonante il tutto agli occhi di chi guarda, grazie a un lavoro di scrittura e a uno stile di regia molto attenti a mantenere uniformità in una vicenda che in mani meno accorte avrebbe decisamente potuto deragliare o scadere nel cattivo gusto. Del resto, Landis ci aveva già dimostrato più volte, in particolar modo con Un lupo mannaro americano a Londra, la sua capacità di mescolare l’horror al comico, il divertente al tragico, giocando con miti, misteri, credenze religiose e mutamenti storici e sociali. A sorreggere la regia, senza evidenti sbavature, c’è un cast tutto sommato in parte in cui Pegg e Serkis fanno il loro, Wilkinson gigioneggia senza strafare, Tim Curry è la solita maschera buffa e cinica e la Fisher sembra essere brava e divertente, oltre ché bella. Appare anche, in un breve ma significativo cammeo, il grande Christopher Lee.
Regia: John Landis. Sceneggiatura: Piers Ashworth, Nick Moorcroft. Direttore della fotografia: John Mathieson. Montaggio: Mark Everson. Scenografia: Simon Elliot. Costumi: Deborah Nadoolman.Interpreti principali: Simon Pegg, Andy Serkis, Isla Fisher, Jessica Hynes, Tom Wilkinson, Ronnie Corbett, Tim Curry, Michael Smiley, Christopher Lee.Produzione: Fragile Films, Ealing Studios. Musica originale: Joby Talbot. Titolo originale: “Burke & Hare”. Origine: Gran Bretagna, 2010. Durata: 91 minuti.
Federico Magi, novembre 2010. Prima pubblicazione cartacea dell'articolo: Il Secolo d'Italia, 30 ottobre 2010.
Commenti
(Burke & Hare) Nuovo film di
(Burke & Hare) Nuovo film di John Landis, presentato al Festival di Roma. Commedia divertente.
[landis] subito in prima!
[landis] subito in prima!
[Landis] Landis me lo vedo
[Landis] Landis me lo vedo sempre in ogni sua uscita, anche se alcuni suoi film sono così così. Così a pelle, non ricorda un po' anche il Burton di Sweeney Todd?
(Landis) Si, le ambientazioni
(Landis) Si, le ambientazioni e il tema ricordano vagamente "Sweeney Todd" di Tim Burton, ma questa è una farsa mentre "Sweeney Todd" è davvero agghiacciante. Comunque sia, tra i due meglio Sweeney Todd, senza dubbio e al di là del genere. Questo è carino, ma nulla di più. Fa piacere che Landis sia tornato al lungometraggio per le sale.
[landis] personalmente lo
[landis] personalmente lo ricordo soltanto per "Un lupo mannaro americano a Londra", fatico a ricordare d'aver visto altri suoi film. Era uno di quei film che Sclavi ci segnalava 5-10 volte l'anno, nei vecchi dylan dog. C'era qualche frammento di dna condiviso...
[buona segnalazione, cmq, fede. annoto tra i futuri dvd da ordinare]
[fede, festival di roma]
[fede, festival di roma] altre chicche? raccontaci!
(Festival di Roma) Nei
(Festival di Roma) Nei prossimi giorni ve ne posto altri 3-4, tranquillo;) Per ora, nel complesso, un Festival discreto. Alcuni buoni film e anche un po' di inevitabile monnezza.
[festival] quando ti vedo sul
[festival] quando ti vedo sul giornale non so se sbirciare o se aspettare qualche giorno...:)))
(Festival) Aspetta pure qua
(Festival) Aspetta pure qua se vuoi, i film trattati nel pezzo più esteso li posto tutti quanti, immagino. Gli altri meno estesi (quelli sulle 2000-2500 battute, per capirci), non li posterò, quindi se ti incuriosiscono guardali pure sul Secolo. Ora vado, alle 9 cominciano i film;)
[festival roma] perfetto,
[festival roma] perfetto, ricevuto;). Divertiti...