Koepp David

Secret Window

Autore: 
Koepp David

 Il delirio narcisista e paranoide di “Misery non deve morire” ibridato con l’allucinata schizofrenia di “A Beautiful mind”: un racconto d’uno Stephen King ridotto a factory vivente, ripetitivo e maniacale, artigianale e autoreferenziale, tradotto in un film diretto da chi di paranoia e claustrofobia sembra in grado di saper scrivere (David Koepp: sceneggiatore di “Panic Room”). Risultato? Che se non fosse stato per Johnny Depp e John Turturro un film del genere avrebbe goduto d’una ridotta circolazione in homevideo (ma: in serate particolarmente uggiose), e non avrebbe presentato nessuna ragione d’interesse. Neppure per i pochi che s’ostinano a idolatrare le produzioni del serial writer statunitense, nonostante l’ispirazione l’abbia smarrita – e da diverso tempo.  

Abbiamo a che fare con un thriller prevedibile e ben confezionato, sostenuto (si va congetturando) dalle industrie del tabacco (diversi passaggi delle Pall Mall, coprotagoniste – a pieno titolo - dell’opera) e delle patatine fritte: “Secret Window” è in grado di mantenere una (bassa) tensione in pochi frangenti. Si va in sala per vedere il nuovo film di Johnny Depp, sia chiaro: il resto è noia, bolsa manifattura hollywoodiana e soporifera e grottesca imitazione hitchcockiana.  

Mort Rainey (Johnny Depp), scrittore sconvolto dalla recente separazione con la moglie Amy (Maria Bello), dopo dieci anni di matrimonio, vive spalmato su un divano del suo splendido cottage, in riva al lago. Ha smarrito qualsiasi sprazzo di creatività, e nei momenti più intensi dialoga col cane (una rivelazione: è bellissimo e molto tenero, peccato che duri poco).

Fermo, un po’ alla Jack Torrance, sulle stesse quattro righe da diverso tempo, s’arrangia tra sigarette fumate con immensa libidine (di nascosto, da buono yankee) e sacchetti di patatine fritte; qualche alcolico, qua e là, aggiusta l’altrimenti monotono andazzo.   

Un bel giorno, si presenta alla porta un rozzo contadino del Mississippi, con un ridicolo cappello calcato sulla fronte: si chiama John Shooter, (John Turturro), s’esprime con sofisticata rozzezza, accusa il grande artista d’aver plagiato un suo racconto. Quindi, leva il disturbo.   

Ora: soltanto in un Paese in cui certi scrittori possono guadagnare million dollars un accidente del genere può risultare esplosivo: o al limite, ciò può accadere soltanto nel caso di quelle malridotte menti che acrobaticamente si tengono in equilibrio tra delirio d’onnipotenza e misantropia.

Scegliete voi quale sia la causa più opportuna: sta di fatto che lo scrittore spalmato sul divano si risente moltissimo per l’accusa di plagio, salvo poi – previa cauta collazione – prendere atto che qualcosa non va.

Soltanto in quel momento ha l’illuminazione: datare il testo basterà a stabilire chi abbia plagiato chi (la filologia sbarca nel Maine?). E così, nel corso d’un serrato dibattito, in un successivo incontro, stabilirà – ma senza poter produrre prove – d’essere il vero autore del “capolavoro”.

Il contadino, scarpe grosse e cervello assai fino, non presta fede alla versione dell’imbrattacarte stars & stripes: così, per rappresaglia, gli uccide il cane (Mister King, che perversione!).  

Toccato non solo nell’orgoglio, ma nel cuore dei suoi affetti, Mort si precipita a denunciare l’accaduto alla polizia. Prima d’esser preso sul serio, vedrà bruciare la sua vecchia casa, ora nido d’amore della quasi-ex moglie e del suo nuovo compagno (Hutton). Ingaggiato un intrepido private investigator (Dutton), perché possa minacciare a dovere il suo agreste nemico, lentamente Mort precipita in se stesso fino a scoprire una tragica e imprevedibile verità. 

David Koepp, classe 1964, ha tratto da un racconto di Stephen King, ospitato nel volume “Quattro dopo mezzanotte”, un film che può servire a far sganasciare alle spalle dei lettori di King il pubblico e i letterati d’ogni nazione, oppure – come s’accennava – può meritare un sorriso di circostanza per via della presenza, nel cast, di un grande attore come Johnny Depp: che riesce nell’altrimenti impensabile impresa di rendere credibile un fantoccio che ormai fa paura solo a se stesso (e al buio).

Preparate i popcorn e noleggiatelo in autunno.  

 

Lankelot, G. Franchi. Aprile 2004 - prima pubb. Lankelot.com

Regia: David Koepp. Adattamento: David Koepp.Tratto da un romanzo di: Stephen King. Direttore della fotografia: Fred Murphy. Montaggio: Jill Savitt.  Interpreti principali: Johnny Depp, John Turturro, Maria Bello, Timothy Hutton, Charles Dutton. Musica originale: Philip Glass. Produzione: Gavin Polone.Origine: Usa, 2004. Durata: 96 minuti.  Info Internet: Sito Ufficiale.

Articoli e Recensioni: Repubblica / Cinematografo / CastleRock / I.H. magazine / Reflections / Sentieri Selvaggi / Spietati

ISBN/EAN: 
8013123002563

Commenti

"Abbiamo a che fare con un thriller prevedibile e ben confezionato, sostenuto (si va congetturando) dalle industrie del tabacco (diversi passaggi delle Pall Mall, coprotagoniste ? a pieno titolo - dell?opera) e delle patatine fritte: ?Secret Window? è in grado di mantenere una (bassa) tensione in pochi frangenti. Si va in sala per vedere il nuovo film di Johnny Depp, sia chiaro: il resto è noia, bolsa manifattura hollywoodiana e soporifera e grottesca imitazione hitchcockiana".

Concordo pienamente. Misery non è stato affatto male, invece.

Misery era un altro mondo, davvero. Semplicemente intelligente e spaventoso al contempo. Il muso di quell'attrice è incubotico - come la sua interpretazione.

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