Kim Ki-duk

Ferro 3

Autore: 
Kim Ki-duk

Sistematevi davanti allo schermo e lasciate parlare per una volta le immagini. Lasciate siano gli occhi dei protagonisti ad accompagnarvi lungo lo srotolarsi della pellicola; lasciate siano i gesti e i movimenti dei due ragazzi protagonisti a comunicarvi le parole che non udirete mai, le frasi da copione che per anni abbiamo ascoltato quasi ipnotizzati davanti a uno schermo ormai piatto, in tutto.
Parole, poche, l'essenziale.
Non una parola in più, non una parola in meno. Le immagini, le scene, si susseguono senza che voi neanche vi rendiate conto se sono lente o veloci, sapranno catturarvi con la metafora che in ogni immagine viene rappresentata.
Avvolti nel silenzio imparerete a osservare il tutto con un occhio diverso, piu' attento, piu' proiettato verso altre dimensioni parallele dove sentimenti ed emozioni hanno posti riservati.
Il vostro udito saprà captare parole non dette semplicemente plasmandosi con il senso della vista e tutto finalmente vi apparirà sensato.
Metafore, amore, quello vero, quello cercato, quello spirituale.
Quello che ti completa e ti rende tutto sopportabile, quello eterno, quello che sai saprà portarti sopra ogni cosa.
Quello che con un semplice abbraccio saprà renderti forte dinnanzi agli eventi. Quell'abbraccio tanto atteso...
Assenze, gesti, sguardi.
Avete appena varcato la soglia di un modo diverso di vivere il cinema, un modo diverso di fare cinema.
Lontano dai classici film a cui siamo stati abituati...
Benvenuti nel mondo del cinema di Kim Ki-duk.

Un'introduzione necessaria per preparare lo spettatore a quel che andrà a vedere.
Raccontare la trama di questo film è qualcosa che personalmente trovo difficile e forse anche superfluo.
Va visto.
Ma per invitare qualcuno a vedere un film gli si deve raccontare un minimo di trama, giusto per fargli conoscere la storia... a volte basta il titolo e in questo caso "Ferro3 - La casa vuota" potrebbe suggerire e spiazzare allo stesso tempo.
Le prime scene vedono protagonista un ragazzo, Tae-suk, che distribuisce volantini nelle case incollandoli alle serrature e se dopo alcuni giorni non sono stati tolti, si intrufola nelle abitazioni temporaneamente disabitate, vivendole, mai si impossesserà di un qualcosa che non gli appartiene, anzi aggiusterà oggetti non più funzionanti e laverà biancheria sporca...
Finché un giorno non entrerà in una casa e incontrerà una donna...

Regia: Kim Ki-Duk.
Soggetto e sceneggiatura: Kim Ki-Duk.
Direttore della fotografia: Sung Jong-moo.
Scenografia: Choi Keun-woo
Costumi: Lee Dah-yeon  
Montaggio: Kim Ki-Duk
Interpreti principali: Jung-woo Ha, Hyeon-a Seong, Kim Sung-min, Park Ji-yun.
Musica originale: Noh Hyung-woo.
Produzione: Happinet Pictures, Kim Ki-Duk Film.
Origine: Giappone / Corea del Sud, 2006.
Durata: 97 minuti.
 
Approfondimento in rete: www.cinemacoreano.it
 
ISBN/EAN: 
8032700993032

Commenti

Esordio!
Allora: ho giustificato il testo (l'icona è la stessa di word) e inserito i tags nel riquadro subito ai piedi dell'articolo; nome regista, nome opera, categoria chiave. I tags vanno messi separati da virgola;).
Prova a inserire qualche immagine linkandola da fuori; poi, caricandola da server interno...

(vai, sperimenta, vai! ora leggo)

Questo Kim Ki Duk è decisamente meglio dell'ultimo. é un autore che deve evitare i dialoghi se vuol mantenere uno stile che lo contraddistingua in positivo. Detto ciò, è bene dire che sta vivendo un po' troppo di rendita per film come questo, "Primavera, Estate..." e "La samaritana". Che comunque non sono quei capolavori di cui si va favoleggiando in giro nella ristretta cerchia dei cinefili. Se andate sul cinema coreano guardatevi Wong Kar Wai: altro livello, senza alcun dubbio.

Locandina! Bene.

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