La scomparsa di Tullio Kezich
È morto ieri mattina nella sua casa di Roma Tullio Kezich. Kezich era il più grande critico cinematografico italiano. Devo a lui la mia passione per il cinema. Primi di andare a vedere un film, non mi perdevo le sue recensioni apparse prima su Repubblica e poi sul Corriere della Sera. Nessuno come Kezich è riuscito a spiegare ai lettori il nostro cinema e i suoi meccanismi. A lui devo il mio grande amore per Federico Fellini. La sua meravigliosa monografia sul regista riminese rimane ancora oggi un testo fondamentale per comprendere il rapporto tra la realtà e il sogno nei film di Fellini.
Kezich è stato un maestro della mia formazione culturale. Le sue recensioni mi hanno aiutato a capire e amare il cinema vero, perché nella sua scrittura ci metteva sempre la passione. Quando Kezich recensiva un film si preoccupava di non ingannare mai il lettore. Insomma un giornalista e un intellettuale di altri tempi.
Ho avuto modo di incontrarlo nella mia prima esperienza giornalistica. Correva l’anno 1983, ero inviato alla Mostra del Cinema di Venezia. Partii con il desiderio di trovami faccia a faccia con lui. Così è stato.
Ci incrociammo nella sala stampa. Con timidezza gli rivolsi la parola e mi presentai chiedendogli qualche consiglio prezioso sulla nostra professione. Lui fu ben felice di fare la mia conoscenza, ma soprattutto di rispondere con franchezza e umiltà alle mie domande. Mi dette un grande consiglio di cui ancora oggi faccio tesoro. “Scrivi sempre di cinema, pensando che il cinema è lo specchio della società in cui vivi”. Un altro maestro che se ne va, e lascia un vuoto incolmabile.
BREVI NOTE
Tullio Kezich (Trieste, 17 settembre 1928 – Roma, 17 agosto 2009), critico cinematografico, sceneggiatore e attore italiano.
WIKIPEDIA: http://it.wikipedia.org/wiki/Tullio_Kezich
Nicola Vacca, agosto 2009
Commenti
neo NICK!
Mi dispiace che sia morto, certamente. Ma per me non era il migliore. Anzi, proprio non mi piaceva. Ricordo tra l'altro come cercò di boicottare in tutti i modi Pasolini, quando cominciò a far cinema. Ma al di là di ciò, è uno che ha vissuto per anni di rendita sul nome che s'era fatto, anche grazie all'amicizia con Fellini. Insomma, uno della Prima Repubblica in tutti i sensi, a mio modo di vedere.
Mai conosciuto personalmente, sempre ammirato tanto:). E non solo per via della comune madrepatria. Grazie per la condivisione del tuo ricordo. In calce all'articolo, ho integrato il link al vecchio articolo di Patrick Karlsen su "Una notte terribile e confusa" di Kezich.