Keaton Buster

The Play House

Autore: 
Keaton Buster

“What a little buster!” Houdini aveva visto bene nelle evoluzioni del Wunderkind. Il bambino volante, il piccolo acrobata “cascatore”, messo sul palcoscenico a soli tre anni dai genitori, artisti del vaudeville, e da lì in poi lanciato verso un incredibile successo.

Il suo dinamismo fisico gli permette praticamente tutto, e proprio su questa straordinaria capacità atletica fa leva per la costruzione di un tipo paradossale, pronto a impugnare ogni incongruenza della realtà a suo rischio e pericolo, ma nel chiaro intento di essere assolto da chi non ha paura di riconoscere una insolvibile contraddizione alla base di ogni rapporto tra oggetti e persone.  Con Play House si celebra lo smontaggio dello spettacolo. Siamo di fronte a una pièce al contrario che svela continuamente i trucchi di scena e costruisce un’ambigua relazione con il pubblico, irretito a tal punto da diventare facile preda dei numeri strampalati di Keaton. Interprete più che maldestro delle volontà del direttore dello spettacolo, anche lui personaggio in cerca d’autore, un po’ padrone di un circo un po’ impresario sull’orlo di una crisi di nervi, riesce a trasformare quinte, proscenio e orchestra in un ensemble delirante e fuori controllo. L’epilogo ha del sensazionale con gli spettatori che vengono scaraventati fuori di gran carriera, incalzati da una valanga d’acqua, mentre Keaton “naviga” a bordo di una grancassa.   
In questo teatro che si fa cinema per negare le convenzioni dell’uno e dell’altro, Keaton è uno e centomila. Davanti allo specchio, inaffidabile arredo scenico che trova in questa “recita per assurdi” una collocazione non casuale, deforma continuamente se stesso, si annulla, sbattuto da una parte all’altra dai cambi serrati degli sfondi, per poi ricomparire in mezzo agli spettatori o cimentarsi nel goffo salvataggio di una delle ragazze ingaggiate per l’esibizione.  

Il palco è mobile, quel che avviene là sopra ne eccede talmente la misura che scivola di continuo fuori dai suoi limiti, così come si impone fin dall’inizio una sovrapposizione tra spazio interno ed esterno. Keaton dorme tranquillo tra le lenzuola del letto di casa sua, almeno così pare a tutta prima, ha appena sognato – ma anche di questo non siamo affatto sicuri, forse era realtà – di aver diretto un intero spettacolo per conto proprio. Lui, regista, attore, coreografo, spettatore, uomo, donna, incontenibile macchietta tuttofare dalle mosse imprevedibili, trickster compiaciuto e impenitente. Un uomo corpulento e dalle maniere sbrigative lo scuote dalla sua cavalcata in solitario; sembra un padrone stanco delle inadempienze del proprio inquilino, venuto a notificargli lo sfratto. Si scopre invece che è il suo spazientito direttore artistico, che lo sollecita a onorare il suo contratto, salvo pentirsene non molto dopo. Le pareti della cameretta in perfetto stile bohémien sono abbattute e ripiegate dai tecnici in men che non si dica. Il microcosmo della casa, altro elemento ricorrente che l’arte di Keaton si diverte a far aderire alla propria surrealtà, lascia campo libero al palcoscenico. Incoerenza e rovesciamento arrivano a intaccare dunque una struttura fondamentale, lo spazio domestico versus quello illusorio e “pubblico” della scena.

Questo freak di metateatro (e metacinema) si autoalimenta fino a provare al massimo grado la tenuta del meccanismo, tarato solo in previsione di certi sviluppi. Ne scaturisce una sorta di rebus della performance, che trova una fonte pressoché inesausta proprio nella fluidità del raggio d’azione degli interpreti. Tutto si consuma tra imperativi privi di senso come “Vesti la scimmia!”, al che Keaton si trucca come una scimmia e inizia a vagare dappertutto, mantenendo il portamento dell’animale, oppure “Trovami degli Zuavi!”, che fa scattare il nostro infaticabile protagonista verso un gruppo di operai, annoiati a tal punto dal lavoro di manutenzione della strada da imboccare in ressa la via del teatro e diventare Zuavi sotto la guida di un traballante Keaton costumista, responsabile della loro defezione.

Tra attonita perplessità e incoerenza la maschera di Keaton racconta le infinite possibilità nascoste nell’arte di recitare, vecchia signora ancora seducente, capace di ordire tranelli e sconvolgere a piacimento la realtà e il corso degli eventi. Come ha ben sottolineato il regista Paolo Benvenuti, nel corso di una lezione tenuta a Pisa qualche giorno fa per la presentazione della sua decennale ricerca sulla pittura di Caravaggio, l’arte può considerarsi tale quando si esprime in un linguaggio universale. Il sonoro, dunque, non aggiunge nulla al cinema. Un film muto, sorretto dall’immediatezza dello sguardo e del gesto, era perfettamente equipaggiato per arrivare ovunque.
Ma l’arte ha in sé anche il seme dell’ammutinamento e proprio nel modo in cui si guarda come immagine riflessa, proiettata in qualcos’altro, è capace di rinnovarsi e smuovere lo spettatore dall’immobilismo del proprio punto di osservazione.
Keaton lo sa bene e chiama il suo pubblico alla rivolta.

Claudia Ciardi, aprile 2011

The Play House (Il teatro) di Buster Keaton.
Proiezione presso il Cineclub Arsenale (15/4/2011), Vicolo Scaramucci, 4, 56125, Pisa.
L’Arsenale dedica le attività del 2011 alla figura di Buster Keaton.

Regia: Buster Keaton
Soggetto: In questa esilarante commedia fantastica e surreale Keaton è dappertutto. Attore, spettatore, prestigiatore, il suo corpo è una molla che scatta ininterrottamente per l’intero, concitatissimo tempo della performance. Se ne esce divertiti e senza più certezze.
Sceneggiatura: Buster Keaton, Edward F. Cline
Interpreti principali: Buster Keaton
Produzione: Usa, 6 ottobre 1921
Durata: 22’

Info: http://www.imdb.com/title/tt0012570/

Archivio di fotogrammi del film: http://www.archive.org/movies/thumbnails.php?identifier=ThePlayhouse

Scheda riassuntiva opera cinematografica restaurata di Keaton: http://www.dvd-store.it/DVD/DVD-Video/ID-32645/Faccia-di-Pietra-Le-grand...

Recensione pubblicata su La Recherche: http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=334&Tabella=Articolo

PER APPROFONDIRE. BUSTER KEATON in Lanke.

 

ISBN/EAN: 
8033109398152

Commenti

[buster keaton] tutto BUSTER

[buster keaton] tutto BUSTER KEATON in Lankelot: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?K/Keaton+Buster

[the play house] nuovo

[the play house] nuovo articolo di Claudia Ciardi! Buona lettura - e buona visione.

Info: http://www.imdb.com/title/tt0012570/

Archivio di fotogrammi del film: http://www.archive.org/movies/thumbnails.php?identifier=ThePlayhouse

Scheda riassuntiva opera cinematografica restaurata di Keaton: http://www.dvd-store.it/DVD/DVD-Video/ID-32645/Faccia-di-Pietra-Le-grand...

[Buster Keaton] Il più grande

[Buster Keaton] Il più grande e più bello di tutti. Resterà per sempre nel mio cuore Buster. 

[keaton]

[buster keaton] stupenda la

[buster keaton] stupenda la clausola del tuo pezzo:

"l’arte ha in sé anche il seme dell’ammutinamento e proprio nel modo in cui si guarda come immagine riflessa, proiettata in qualcos’altro, è capace di rinnovarsi e smuovere lo spettatore dall’immobilismo del proprio punto di osservazione. Keaton lo sa bene e chiama il suo pubblico alla rivolta."

> benvenuta davvero. Un piacere leggere pagine come questa.

[carmelo bene su keaton] eh

[carmelo bene su keaton] eh hammer... grande contributo filmato...

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