Keaton Buster

La palla numero 13

Autore: 
Keaton Buster

 ENTRARE NEL CINEMA DALLA PORTA PRINCIPALE: LO SCHERMO

La caratteristica più famosa di Buster Keaton è il suo volto serio. La sua maschera non permette il sorriso, clown triste ma dignitoso che sfida la natura e gli oggetti, egli ha un unico scopo principale per conquistare il suo posto nella società: l’amore della sua donna.
 
Buster è un giovane proiezionista in un cinema di una grande città, ma egli sogna di diventare un detective. Con un misero dollaro in tasca, compra un modesto anello alla ragazza che ama: quando i due sono seduti sul divano e provano a sfiorarsi timidamente le mani ecco che arriva Ward, il secondo pretendente immorale e furfante. Egli ha rubato l’orologio del padre della sua musa, per portarlo al banco dei pegni e comprarle un vestito in regalo. Quando l’uomo si accorgerà del furto Ward farà in modo che la colpa ricada su Buster, che viene cacciato di casa. Ma Buster non si perde d’animo e pedina Ward, con totale insuccesso.
Il proiezionista decide di tornare al suo vero lavoro e ignorare la sfortunata carriera di detective: in sala proiezione si addormenta. Sogna di entrare nello schermo e nel film che viene trasmesso divenendone protagonista e conquistando l’amore della sua bella - anch’essa ora facente parte del film immaginario.
Nel frattempo però, nel mondo reale, la ragazza scopre la truffa di Ward e corre da Buster a chiedergli scusa: tutto finirà per il meglio. O così parrebbe.
 
  
 
Sherlock Jr è innanzitutto un film muto. Benché la trama sia molto semplice non lo è stato invece girarlo, soprattutto perché Keaton pretese degli effetti speciali ben precisi per mostrare il proiezionista che entra nello schermo. Il compito fu affidato all’operatore Belgian Lesley: il migliore, a detta di Keaton. In un solo quadro vediamo l’interno del cinema e lo schermo al centro: il proiezionista prima è in sala, poi entra nelle immagini. Le immagini nello schermo cinematografico cambiano in continuazione e, con un montaggio perfetto, Keaton cade e rimbalza ad ogni nuova inquadratura, da sopra una panchina o sugli scogli oppure in mezzo alla neve o fra due leoni. Per realizzare l’effetto Lesley dovette coprire alcune parti di pellicola e girare negli esterni, poi, con lo stesso tratto di celluloide, girare in studio le scene della sala. L’effetto finale è praticamente ineccepibile.
 
Sherlock Jr è un film evidentemente metalinguistico. L’attore e regista - insomma: l’autore - che entra nel cinema e diventa cinema egli stesso. Ricorrendo al metodo più semplice, cioè il sogno, Keaton si conquista l’affetto dei surrealisti e non solo. Egli disse che ricorse alle fantasticherie oniriche per poter giustificare la presenza di alcune gags clownesche e illusionistiche; infatti il film è pieno di trucchi ottici, acrobazie, allucinazioni e trovate umoristiche degne di un circo. Ma i contenuti vanno oltre il semplice intrattenimento: la finestra dalla quale Buster vede l’interno della sala riassume già il ruolo dello spettatore e dell’operatore. Spettatore isolato, il suo punto di vista è differente da quello degli altri, ma privilegiato: egli sta a stretto contatto con la meccanica, la macchina che produce le immagini: tra loro c’è un legame d’intimità.
 
 
 
  
 
Nei film di Keaton egli si trova quasi sempre a dimostrare alla sua bella di essere degno di lei, combattendo una guerra, conquistando una nave, dimostrandosi eccellente negli sport. Insomma le donne nei film di Keaton sono fondamentali e soprattutto si limitano esclusivamente a lamentarsi della sua inefficienza. Sono il motore del film, benché vengano dipinte con una quasi invisibile misoginia. In La palla n°13 è invece effettivamente la protagonista che risolve il caso mentre Keaton, al contrario, si limita a dormire. È lei che scopre il furto, è lei che avvisa Buster, perdonandolo. Ma nel sogno, l’eroe indiscusso è lui. Da sveglio si assenta: sogna ad occhi aperti di essere un infallibile investigatore, ma si fa scoprire dall’uomo che sta pedinando, non risolve niente se non rompersi l’osso del collo.
 
Curiosità. Nella sequenza appena citata vediamo Keaton rinchiuso in un vagone, appunto, da Ward accortosi di essere seguito. Buster esce dal tetto della vettura, il treno parte ed egli si ritrova appeso all’enorme pompa d’acqua che un tempo si trovava posta qualche metro sopra i binari. Il treno è partito, Keaton sta per scendere quando il flusso esplode e l’acqua scaraventa il corpo dell’attore sui binari: con dei riflessi prontissimi Keaton si alza in piedi e scappa. Fine della scena. Cadendo però egli sbatté la nuca sulla trave in ferro dei binari… Si scoprì più tardi che in quell’occasione si fratturò l’osso del collo.
 
Sherlock Jr è solo capace di sognare. Non sa molto della vita e ciò che sa l’ha visto fare al cinema.
Nel finale la ragazza ha appena svegliato Buster e tra i due i sentimenti si riuniscono, lui fissa nello schermo e si confronta coi due protagonisti: ogni gesto romantico lo esegue con accurata fedeltà, allunga timidamente anche un bacio alla sua casta compagna. Ma poi nello schermo si vedono i protagonisti con due bambini e il viso di Buster si irrigidisce ed egli grattandosi la testa, esprime il suo stupore per aver visto in faccia l’inevitabilità del destino
 
La poesia keatoniana è concentrata tutta nella sequenza onirica, nel diventare sogno, dove esso è sinonimo di cinema: diventare sogno e cinema. L’immedesimazione e il processo di estraniazione dal proprio corpo e dalla propria mente e il riversarsi completamente negli attori sulla parete luminosa, sono procedure riassunte nello sdoppiamento di Keaton: due differenti corpi nella stessa cabina, l’uno che tende ad emarginarsi - Keaton che dorme - e l’altro che vuole reagire e partecipare a ciò che gli sta attorno, in questo caso delle immagini. Dapprima egli è attratto dallo spettacolo, si siede fra il pubblico, poi, conturbato dalle violenze all’attrice, decide di agire e liberarla: ma viene assorbito e rimescolato come un oggetto, come un personaggio schiavo di un copione o di un immagine (in movimento). Ed è ora che si compie il miracolo: Buster Keaton viene assorbito dal cinema ma da oggetto di scena diventa protagonista assoluto e infine eroe nello spericolato* mondo di celluloide.
 
Regia: Buster Keaton. Soggetto: Jean Havez, Joe Mitchell, Clyde Bruckman. Fotografia: Elgin Lessley, Byron Houck. Interpreti principali: Buster Keaton, Kathryb McGuire, Joe Keaton, Ward Crane, Erwin Connelly. Direzione Artistica: Fred Gabourie. Produzione: MGM. Origine: Usa, 1924, bn.  Durata: 45 minuti. Titolo originale: “Sherlock Jr”.
 
Luca Martello, agosto 2004
 
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*Si ricordi che Keaton non usava mai stuntman, anzi diveniva egli stesso controfigura di altri attori meno impavidi, e adorava girare scene pericolosissime rischiando, a volte, la vita.
ISBN/EAN: 
00

Commenti

Diventare sogno e cinema.
Perché il sogno è il metodo più semplice?

(perché essere assorbiti dal cinema è maledizione e non elezione: dominarlo e influenzarlo è la rotta, per cambiare i sogni) (di tanti)

1, perché un materasso costa meno di una cinepresa.

prendi che so grimaldi che dice che dovremmo buttare nella spazzatura le telecamerine digitali. facile per lui che ha la barba e la panciona e fa fare la linguina da serpente a nanni moretti sul capezzolo della ferrari

Infatti Grimaldi mi fa schifo.

(anche i suoi film, per altro)

6. tutti?

quei pochi che ho avuto il coraggio di vedere...

Ossia?

Uno girato a Sassari, "Un delitto impossibile". Poi "Il cielo è sempre più blu"... e un altro che non ricordo...

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