Kaminski Janusz

Lost Souls

Autore: 
Kaminski Janusz

 Un’ex adolescente disadattata, divenuta insegnante, affianca un gruppo di esorcisti nella difficile impresa di anticipare e decifrare l’avvento dell’anticristo, per poterne evitare l’incarnazione e la presa di potere.


Maya Larkin (Winona Ryder) ha l’ombra di una possessione satanica nel suo passato, tuttavia sembra completamente recuperata alla causa della difesa del bene e coraggiosamente schierata al fianco degli altri religiosi, ai quali è evidentemente legata da antica riconoscenza. Riesce, interpretando le comunicazioni codificate d’un serial killer visitato di recente dal maligno, a scoprire il nome del futuro “eletto”. Si tratta di Peter Kelson (Ben Chaplin), un giovane studioso, autore di diversi e fortunati saggi sugli omicidi seriali.


Maya riesce a contattare Peter: egli è tuttavia scettico, e accoglie con un misto di fastidio e incredulità le parole della giovane e fascinosa insegnante.


Quel fastidio è destinato a scemare e a trasformarsi dapprima in inquietudine, e quindi in timore: Peter scampa accidentalmente a un attentato d’un esorcista, determinato a ucciderlo pur di scongiurare la minaccia, e continua a vedere in sogno apparire la scritta XES in calce a un suo scritto.


Quando gli verrà rivelato che quella scritta corrisponde al numero 666, corrispondente nella cabala alla Bestia, poco a poco accantonerà i suoi pregiudizi per domandare il sostegno di Maya, preparandosi ad affrontare il suo destino. 


Questa, a grandi linee, la trama dell’opera prima di Janusz Kaminski (oscar per la fotografia di “Schindler’s list” e “Salvate il soldato Ryan”): un noir sulfureo e cupo, giocato sul tetro fascino esercitato dalle leggende sull’anticristo e dalla misteriosa natura degli esorcismi.


La trama si articola in maniera non sempre avvincente, ma almeno è lineare e non frammentata, né frammentaria. La narrazione non si svolge adottando la consueta tecnica dell’analessi: non si ricevono informazioni sull’epilogo della vicenda nelle prime battute del film, e considerando la recente prassi hollywoodiana (e non solo) questo va a segnare un punto a favore di “Lost Souls”.


L’interpretazione di Winona Ryder è cupa e contrastata; il volto e i colori della sempre promettente attrice del Minnesota si adattano spontaneamente alla parte. Ben Chaplin regala una sensazione di estraneità alla sua parte: non sembra né uno scrittore esperto di serial killer, né un uomo in stato confusionale per via della straordinarietà degli eventi che gli stanno occorrendo. Sembra continuamente assopito, o altrimenti almeno rapito da altri pensieri. Una recitazione apatica e sporadicamente convincente.


Ogniqualvolta si ha la sensazione che Kaminski stia lasciando andare la mano a ritmi sincopati e accelerazioni inattese, subito sembra recuperare il controllo della cinepresa e distendere, fin quasi ad annacquare, la narrazione.


“Lost Souls” è un film indubbiamente mediocre, privo di spessore nel soggetto e privo di brillantezza nella sceneggiatura; c’è qualche fotografia interessante, una piacevole colonna sonora, un orgoglioso tentativo di evitare cadute nel kitsch.


Il pregio principale deriva dalla rappresentazione di certe allucinazioni di Maya Larkin: la realtà sembra innocua, per poi distorcersi e confondersi e ammantarsi di confusione e rabbia “satanica”; lascia perplessi, al limite, che in ciascuna allucinazione nessuno sembri accorgersi dello shock provocato su Maya Larkin. Se nella scena del bagno mancano del tutto i testimoni, in quella del bar ci si attendeva una minima attenzione alle reazioni degli altri avventori: possibile che nessuno registri le stranezze nel comportamento di una (seducente) ragazza, sola e sconfortata, di fronte ad un bancone?


L’effetto di questo “solipsismo” nelle allucinazioni di Maya Larkin è anomalo: si può perfino supporre che tutta la storia sia una sua fantasia schizoide d’ambientazione demoniaca.


Questa congettura va però a far decadere quanto di buono si scriveva a proposito della linearità di “Lost souls”: diciamo semplicemente, allora, che si tratta di una novella gotica dai forti debiti nei confronti de “L’esorcista” e di “Rosemary’s baby”.


Non regala l’angoscia del primo, non ha la classe del secondo.


Un debutto mediocre per un artista di ottimo talento come Janusz Kaminski.   
Regia: Janusz Kaminski.  Soggetto & Sceneggiatura: Pierde Gardner, Betsy Stahl.  Direttore della fotografia: Mauro Fiore. Montaggio: Anne Goursaud, Andrew Mondshein.   Interpreti principali: Winona Ryder, Ben Chaplin, Elias Koteas, Sarah Wynter, John Hurt, Alfre Woodard, John Beasley.     Musica originale: Jan Kaczmarek.  Produzione: Meg Ryan, Pierde Gardner, Betsy Stahl, Michael De Luca.  Origine: Usa, 2001. Durata: 97 minuti.



Info Internet: http://www.lostsoulsmovie.com/ 



 Lankelot, G.F., giugno/luglio del 2003


Prima pubb: Lankelot.com

ISBN/EAN: 
8032442209354

Commenti

Il pregio principale deriva dalla rappresentazione di certe allucinazioni di Maya Larkin: la realtà sembra innocua, per poi distorcersi e confondersi e ammantarsi di confusione e rabbia ?satanica?.

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