Nell’anno 1994, sotto gli occhi del mondo intero, nell’indifferenza generale, si consumò un massacro senza precedenti. 800’000 morti in cento giorni, uccisi a colpi di machete per le strade di un paese lacerato. Questa è una cronaca. Un racconto che avanza a scene singhiozzanti, che quasi anela la censura. È la storia di una famiglia agiata che sfugge alla barbarie, rifugiandosi nell’unica oasi rimasta. Un hotel.
Un hotel di classe, un posto dove apparire è la chiave, dove apparire è tutto ciò che conta e dove apparire da un giorno all’altro viene spogliato di ogni significato, fino alle nude ossa. Dall’infinito potere del suo significato, all’infinito come tempo verbale.
1200 tra uomini e donne, privati delle loro case, con le immagini dei propri cari massacrati davanti agli occhi, fuggono la realtà. A proteggerli soltanto la loro rabbia, e un uomo tradito. Direttore d’albergo, simbolo dell’africano arrivato, cravatta e sigaro, estirpato dal suo ambiente e costretto a vedere quello che davvero è. Un nero, africano, dimenticato e disprezzato dal mondo bianco che al sicuro, oltre il mare e lo schermo della televisione, discute sull’uso della parola genocidio.
In 1200 sopravvivranno in mezzo alla marea dirompente di sangue e morte, scortati da una manciata di soldati ONU, con sempre meno viveri, corrompendo guardie con denaro alcolici e alla fine con parole, l’ultima risorsa rimasta, la più vera.
Non si può criticare il contenuto di questo film. La memoria è troppo fresca. Potrei annotare che parla del massacro compiuto dagli hutu sui tutsi, ma che è solo scelta storica. Nessun tentativo di nascondere colpe. La barbarie è sempre bipartisan. Preferisco invece soffermarmi sull’interpretazione di due attori, il più noto Nick Nolte, nel ruolo di un ufficiale ONU, e l’africano Don Cheadle, nel ruolo del direttore d’albergo.
Convincente Nolte, capace di sublimare la sua reputazione, mostrando un’autentica mimica facciale ben oltre le sue due famose espressioni, “con la pistola” e “senza la pistola”. Convincente ma non entusiasmante.
Relegato in secondo piano da un Cheadle straordinario, intenso, carico di emozione, ma capace di risparmiarci inutili colate di miele. (Mi viene da pensare: ecco un attore che ha guardato Titanic e ha saputo non seguire l’esempio.)
Coraggiosa la scelta pur in presenza di una moglie con bambini di non calcare la mano sulle vicende personali, preferendo un’analisi della situazione, crude immagini per momenti crudi. Scene violente non potevano essere evitate, ma il regista preferisce fotografie semplici ed efficaci risparmiandoci dettagli macabri e profusioni di sadismo. Quanto basta per capire.
C’è una domanda che vi assale, lungo l’intera durata della pellicola. Fatevela. Chiedetevi cosa avreste fatto voi se. Davvero.
Non è una bella domanda. Ma é un esercizio salutare.
TM, 2006.
Regia: Terry George. Fotografia: Robert Fraisse. Musiche: Andrea Guerra. Scenografia: Tony Burrough & Johnny Breedt. Montaggio: Naomi Greaghty. Interpreti principali:Don Cheadle, Sophie Okonedo, Nick Nolte. Distribuzione: Mikado film Italia
Commenti
(ho aggiunto tag "cinema" e dato una mano con la grafica, ma sei migliorato di lusso:). Riesci a inserire i credits? Ti saremmo grati)
"Chissà perché gli orrori staliniani, l?Olocausto, gli infoibamenti o la strage di 937 mila Tutsi in Ruanda sono sempre stati consumati nel silenzio dei governi e nella distrazione della gente comune? Usa e alleati hanno promosso la crociata ancora in corso per distruggere in Iraq le ipotetiche e introvabili armi segrete, ma nel 1994 nessuno si mosse quando in un piccolo paese africano gli Hutu presero a sterminare la gente a colpi di machete". Così ha scritto l'anno scorso un critico cinematografico su un quotidiano e in effetti il bellissimo film dell?irlandese George insiste non tanto su ciò che hanno fatto i neri, ma su ciò che non hanno fatto i bianchi. Il film che Hollywood non ha voluto ed è stato prodotto da inglesi, sudafricani e dall?italiana Mikado è efficacissimo nel ricostruire come in un thriller la tensione psicologica e il terrore a cui sono sottoposti semplici esseri umani la cui unica colpa è di appartenere a un?altra etnia: coinvolge e commuove, senza cadere mai nel retorico o nell?inutile e fastidioso patetismo. Non ci sono immagini di massacro, di mutilazione, stupro e violenza cieca: gli episodi di terrore e morte sono più intuiti che visti e questo aumenta lo sgomento, l?indignazione, l?angoscia degli spettatori che escono dalla sala con una unica possibile domanda: "ma dove eravamo noi?". La risposta è una sola: là dove non vi sono petrolio da sottrarre o ricchezze da saccheggiare, noi presunti esportatori di democrazia a fini umanitari ci defiliamo senza pensarci un attimo, salvo tornare a tragedia conclusa per dolerci ed assicurare che in futuro mai più accadrà qualcosa di simile. Ma a dispetto delle nostre promesse quello che è avvenuto in Ruanda forse sta già accadendo di nuovo in Sudan, in Congo o in qualche altro posto dove la vita umana sembra valere meno di zero. «Tu non sei neanche un negro...sei un africano», questa terribile frase pronunciata nel film spiega più di ogni cosa come vanno le cose nel mondo? eppure, malgrado tutto, il film, mostrandoci il coraggio tranquillo di un uomo come tanti, è anche una esaltazione della dignità umana che il protagonista, Don Cheadle, esprime con una misura e un equilibrio veramente encomiabili (basterebbe la scena in cui sbagliando si rifà il nodo della cravatta a farci capire la sua eccezionale bravura).
Non è importante, Thomas, ma questo film ha vinto il primo premio San Fedele 2005 a Milano.
Grazie di averlo presentato.
Raffaella
Figurati. Visto stasera e recensito a tempo di record. Temo per la grammatica e lo stile, ma certamente Franco ha provveduto.
Cosa sono i credits?
(regista, sceneggiatore, soggettista, attori, fotografia, montaggio...etc)
(integrato la locandina. Non conosco il film. Danke per la segnalazione.)
Così? è la prima volta che recensisco un film, e "credits" ho sempre pensato fosse gergale per dollari.
Regia:
Soggetto: x
Sceneggiatura: .
Tratto da un romanzo di: x
Direttore della fotografia: x
Montaggio: x
Interpreti principali:
Musica originale: x
Scenografia: x
Costumi: x
Produzione:
Origine: x
Durata:.
Info: sito ufficiale del film / sito ufficiale del regista
Articoli e approfondimento: sito a / sito b / sito c
Copia & Incolla questa struttura.
Cmq così, sì:). Ora te li sposto in calce, per comodità di chi legge le prime righe, mom...
Ora Raffella vogliamo davero parlare di stragi? Parliamo di una strage endemica, quella del Burkina Faso. Ogni giorno muoiono come mosche, per malattie idiote come tisi, colera, malaria, poliomelite.
Riesci a immaginare un paese dove si muore di poliomelite? Il vaccino della polio non è brevettato, significa che chiunque può produrlo e venderlo al prezzo di fabbrica. Meno di un dollaro.
Parliamo di gente che non può pagare. Ho un amico che mi raccontava di dover scegliere tra mandare i figli a scuola o dargli da mangiare.
Nessuno farà mai un film per questa gente. Non sono buoni nemmeno per i festival.
Ok Franco, domani aggiusto i dettagli, ora sonno.
A+