Gli uomini preferiscono le bionde o gli uomini preferiscono le stupide? L’interrogativo che solleva il film di Hawks, essenzialmente, è questo. Per tutti gli anni Quaranta, il cinema americano ha guardato alle donne con un’attrazione mai separata dal sospetto. Le conquiste del movimento femminista, risalenti ai primi decenni del secolo; e il ruolo raggiunto dalle donne nella società, durante gli anni del secondo conflitto mondiale, con gli uomini-soldati impegnati al fronte, probabilmente sono fra le ragioni che hanno scatenato un atteggiamento tanto diffidente. L’uomo è destabilizzato e avverte un certo disagio. La competizione fra i sessi è aperta. La Hollywood del periodo schiera un esercito di soggettisti e registi maschi, sensibili agli umori della categoria. Viene partorito il mito della compagna malfida, ambiziosa, che sfrutta le sue doti seduttive a fini di sedizioso inganno: la dark lady. È tutto un ribollire di angoscia, in particolare nei noir e nei melodrammi. La donna è una serpe che sguscia dalle mani. Bisognava reagire, dar fiato alle povere menti maschili oppresse dalle torbide incantatrici del decennio postbellico. Nella società, si inventa quella che Betty Friedan nel ’63 avrebbe chiamato «mistica della femminilità»: l’ologramma di una donna-madre-moglie perfetta, che non importuna il marito in altre, più importanti, faccende affaccendato. Nel cinema, si inventa Marilyn Monroe: il paradigma della bambolona bionda, tutta curve, fatua, perfino un po’ ritardata, che dice sempre di sì.
Sono due ballerine di varietà, molto amiche, benché siano una l’opposto dell’altra per carattere, e contrastanti per il colore dei capelli. Jane Russell è la mora Dorothy Show, che dell’ossigenatissima, e sgrammaticatissima, Lorelei Lee di Marilyn Monroe è in pratica la tutrice. Dove la prima è precisa, e in generale parla e si comporta da persona normale, l’altra è sbadata, svampita, e della sintassi fa un uso, diciamo così, piuttosto creativo. Dove Dorothy negli uomini guarda prima di tutto all’intelligenza, Lorelei non ha la più pallida idea di cosa sia e vi cerca la ricchezza. In fondo, la popolare «Diamonds are the girl’s best friend» è un inno che non si lascia fraintendere. Le due sex-bombs si imbarcano per Parigi, dove sono attese per un giro di spettacoli, e dove Lorelei spera di sposare Gus, il suo tonto, ma ricchissimo, fidanzato. Sulla nave, sono pedinate da Malone (Elliott Reid), un detective assunto dal padre di Gus, che ha intuito bene quanto Lorelei sia interessata al portafoglio e assai meno alla persona che lo possiede. I modi tra il galante e il misterioso di Malone, però, finiscono per affascinare Dorothy. L’infatuazione provoca vero e proprio orrore in Lorelei, che non riesce a capire cosa mai l’amica trovi nel compassato, e poverissimo, investigatore. Da quel momento in poi, la bionda farà in modo di scovare un compagno migliore per la mora, migliore s’intende secondo i suoi parametri monetari: dando il là ad una serie di equivoci tanto buffi quanto disastrosi.
“Gentlemen prefer blondes” di Hawks è lo smagliante riadattamento di un musical in scena a Broadway fin dal ’49, tratto a sua volta dal romanzo di Anita Loos. Chi ha più successo con gli uomini, ricchi o meno che siano, è la donna frivola che non crea problemi, bionda o meno che sia: questa la morale, di cui la storia si fa carico con deliziosa ironia. Se poi è pure bionda come Marilyn, tanto meglio; e se non è in grado di mettere due frasi corrette in fila, pazienza. Per gli uomini, pare, ciò che importa è che sia bella da vedere. Di una classe misurata le coreografie; le scoppiettanti canzoni, e la voce cremosa con cui Marilyn le canta, hanno fatto leggenda.
Regia: Howard Hawks.
Titolo originale: Gentlemen prefer blondes.
Tratto da un romanzo di: Anita Loos.
Sceneggiatura: Charles Lederer.
Direttore della fotografia: Harry J. Wild.
Montaggio: Hugh S. Fowler.
Interpreti principali: Jane Russell, Marilyn Monroe, Charles Coburn, Elliott Reid, Tommy Noonan, Taylor Holmes.
Musica originale: Lionel Newman, Leo Robin, Jule Styne.
Produzione: 20th Century Fox, Franco London Films.
Origine: Usa, 1953.
Durata: 91 minuti.
pk-.
Commenti
Marylin sbarca sul .eu...
"Gli uomini preferiscono le bionde o gli uomini preferiscono le stupide? L?interrogativo che solleva il film di Hawks, essenzialmente, è questo."
Decisamente in anticipo sui tempi. Ottimo ripescaggio (e interessante la questione della "mistica della femminilità"...)
Onore a Betty Friedan, acuta teorizzatrice del fenomeno.
L'hai studiata per bene a suo tempo? Ne avevi scritto qualcosa?
Non ne ho scritto, ma l'avevo letta. Anche quella una riprova della vitalità di una società aperta come quella americana negli anni Sessanta.
Soprattutto nei confronti dei negri.
Beh, ti ricordo che in quegli anni i neri americani hanno conquistato i diritti civili.
A quale prezzo, e fino a che punto? Leader assassinati, e società ancora intrisa di diabolica prepotenza wasp (cfr. dati sui morti in Vietnam; cfr. dati sulla presenza nelle carceri di neri o ispano-americani, ancora oggi)
Fino al punto di avere Condoleeza Rice come Segretario di Stato. ;)