George (Daniel Auteuil), Anne (Juliette Binoche) e il loro unico figlio Pierrot (Lester Makedonsky) incarnano la perfezione della famiglia alto borghese francese che vive serenamente in una casa invasa dai libri. Lui è un personaggio di successo che conduce un programma culturale in TV. Lei lavora con apparente soddisfazione per una casa editrice. Il ragazzino, tanto per cambiare, è un adolescente silenzioso e schivo con cui i genitori hanno un dialogo approssimativo. L’incanto della famiglia felice si incrina quando arrivano delle strane videocassette che mostrano ore di riprese fisse sulla casa di George ed Anne. Solo la strada, le auto, le case, i passanti. Nulla di più. I filmati sono diversi e, dopo un po’, vengono recapitati assieme a dei macabri disegni. George comprende che qualcuno vuole minacciare e terrorizzare lui e la sua famiglia. Cerca di capire chi possa essere l’artefice di tale piano e si ritrova a scavare nel suo passato. Recupera così lontanissimi ricordi d’infanzia perché, forse, la risposta agli enigmatici video è collegabile ad una presenza risalente a quando lui aveva solo sei anni.
“Niente da nascondere” è un giallo dai toni tutto sommato pacati. Il meccanismo dei video innestati nelle sequenze del film rapisce e diventa un abile gioco di specchi. L’occhio del persecutore maniacale diventa anche l’occhio di chi vede il film. Noi, come chi gira quelle sequenze fisse, vogliamo capire cosa ci sia nel passato di George perché lui, come tutti, nasconde delle verità e delle colpe. Macchie dell’anima che ha però facilmente lasciato risucchiare da una vita ricca di successi e soddisfazioni, di normalità e agiatezza. Un torto nato da gelosia e rancore ma svuotato di senso solo perché relegato all’età infantile e che George non sente e non riconosce, nemmeno di fronte all’evidenza, nemmeno di fronte alla tragedia. L’uomo ha rimosso, evidentemente. Ma c’è chi, invece, non l’ha fatto e non solo non ha dimenticato, ma non è neanche disposto a perdonare la dimenticanza altrui.
Il ricevimento delle misteriose videocassette conduce marito e moglie a confronti serrati, con l’uomo che si vede costretto a mentire e a camuffare i suoi atti e la donna che si trasforma in una presenza petulante e rigida. Haneke ha così raccontato quanto possa essere fragile anche ciò che appare solido ed inattaccabile. Basta un evento esterno, inaspettato e ingestibile, per ingenerare il caos dentro alla perfezione.
Immancabile una certa lentezza, lunghi primi piani e numerosi momenti di stasi attorno ai dialoghi. Gli interpreti sono adeguati e assolutamente all’altezza della loro fama. Chiaramente il finale non spiega nulla e non dà alcuna consolazione, si limita a rimandare una ripresa fissa sulle scale di una scuola e ci si domanda, ancora una volta, se si tratti del film o di una delle sequenze registrate dal persecutore.
Regia: Michael Haneke
Sceneggiatura: Michael Haneke
Direttore della fotografia: Christian Berger
Montaggio: Michael Hudecek, Nadine Muse
Interpreti principali: Daniel Auteuil, Juliette Binoche, Maurice Benichou, Annie Girardot, Walid Afkir, Daniel Duval, Nathalie Richard, Denis Podalydes, Aissa Maiga, Lester Makedonsky
Suono: Jean Paul Mugel
Scenografia: Emmanuel De Chauvigny, Christoph Kanter
Costumi: Lisy Christl
Produzione: Les Films du Losange, Wega Film, Bavaria Film
Origine: Francia – Austria (2005)
Durata: 117'
Info: sito ufficiale del film
Commenti
[haneke-caché] neo monna!
[haneke-caché] neo monna! buona lettura, e buona (re)visione;)
[haneke] tutto MH in lanke:
[haneke] tutto MH in lanke: http://www.lankelot.eu/archivio-autori.html?H/Haneke+Michael
[Haneke] A quanto pare allora
[Haneke] A quanto pare allora non ti è dispiaciuto. Essendo io abbastanza paranoico come persona, è stato un film che mi ha particolarmente inquietato.