Grieco David

Il comunista che mangiava i bambini

Autore: 
Grieco David

 

“Il comunista che mangiava i bambini”, di David Grieco, è un libro agghiacciante, ancor di più perché tratto da una storia vera.
In quarta di copertina, nell'edizione uscita con il quotidiano “l’Unità” nel 2005, leggiamo gli interventi di alcuni giornalisti: Pastorin parla di un “thriller intenso e colto […] con un finale che inchioda”, Oreste Del Buono dichiara che il romanzo è “una sfida alle nostre idee ricevute”, Veltroni e Barbolini scrivono commenti entusiasti e più che positivi.

La storia è quella di Andrej Romanovic Cikatilo, professore di letteratura russa e membro del partito comunista, che violentò, uccise e talvolta si nutrì di 55 bambini e ragazzi dal 1978 al 1991.
Evilenko – nome di fantasia affibbiatogli dall’autore –, ha passato tutta la sua vita seguendo le regole del partito, e proprio mentre questo si sfalda e mostra le serie crepe del sistema fino ad allora costruito inizia a presentare anch’egli i segni evidenti di questa malattia, sotto forma di schizofrenia, violenza e cannibalismo.

Evilenko, duro insegnante impegnato a portare avanti le idee del partito comunista, dopo aver cercato di violentare una giovane alunna, viene allontanato dalla scuola in cui insegna. Furioso, dice alla moglie di essere stato licenziato perché comunista e scrive al partito le sue lamentele nei confronti del sistema marcio e decadente, con sempre meno compagni e l’aumento delle persone che considerano i comunisti come un male per la società, complottando continuamente contro di loro. È anche grazie a quelle missive che viene contattato dal KGB, per il quale inizierà a lavorare nelle ferrovie, per osservare gli spostamenti del popolo russo e tenere sott’occhio i lavoratori e tutti coloro che intendevano portare avanti una nuova idea di Russia e ribellarsi al sistema.

Da questa nuova postazione si accorge di avere maggiore libertà di movimento, e per questo motivo può uccidere e seviziare con facilità poveri bambini innocenti. Gira la Russia in lungo e in largo e, insospettabilmente, riesce ad allungare progressivamente la sua macabra striscia di omicidi. Due, tre, venti, trenta, bambini e ragazzini cadono sotto i colpi del suo rasoio, vengono violentati e spesso mangiati dall’agghiacciante Mostro di Rostov.
Molto spesso gli omicidi avvengono nei dintorni della “striscia di bosco”, dove Evilenko può facilmente trascinare le sue piccole vittime ed agire con tranquillità sui loro esili corpi. Nessuno vede nulla, nessuno si accorge della bestia che è in lui. Il suo aspetto impacciato e sottomesso non lascia trapelare sospetti. L’appoggio del partito comunista e le sue amicizie politiche fanno il resto. E così, davanti ad una Russia che sta progressivamente cambiando assetto e si affaccia su una nuova organizzazione politica, Evilenko continua nel suo abominevole massacro di bambini. Evilenko gode nello straziare i corpi dei bambini, seviziarne e mangiarne le carni, mutilarli e infierire sui loro cadaveri. È impotente, e solo attuando simili violenze riesce a provare piacere.
Sulle sue tracce, intanto, è stato messo Lesiev. Investigatore rude, comunista e padre di una bambina come quelle che tanto piacciono al mostro. Sarà grazie all’aiuto di uno psicanalista omosessuale e di una geniale intuizione che il poliziotto riuscirà a mettere alle strette Evilenko, arrestarlo e fargli confessare con precisione tutti gli omicidi commessi.

Un ottimo thriller, “Il comunista che mangiava i bambini”: teso e serrato, scorrevole, stilisticamente impeccabile, il romanzo scritto da David Grieco è, oltre che la storia vera di un mostruoso assassino, la storia del declino della Russia comunista, con tutte le difficoltà e i problemi psicologici e sociali causati dal disfacimento del paese, la crisi d’identità successiva alla crisi del Partito Comunista e all’apertura verso l’Occidente.
Lo stile dell’autore è quasi filmico – ma il film successivo, pur gradevole, non sarà all’altezza del romanzo – e la trama davvero ben articolata. Conosciamo pian piano le menti, il carattere, le ansie e le paure dei due personaggi principali, messi quasi l’uno contro l’altro, a confronto, come in un duello. Le descrizioni dei delitti del mostro, nonché quella dei suoi pensieri malati creano una suspense progressiva, un clima oppressivo e angosciante. 
 La tensione sale rapidamente e, solo al termine dell’ultimo capitolo, si può tirare un sospiro di sollievo e uscire, sconvolti, da questo incubo raccolto dalla realtà e messo su carta da David Grieco.


EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
David Grieco (Roma, 1951), giornalista, scrittore, sceneggiatore, regista, attore, autore radiofonico e televisivo. Nipote di Ruggero Grieco, fondatore e segretario del Partito Comunista Italiano. “Il comunista che mangiava i bambini”, del 1994, è il suo primo e unico romanzo.

David Grieco, “Il comunista che mangiava i bambini”, Elle U Multimedia, 2004

Antonio Benforte, 22 ottobre 2005

ISBN/EAN: 
8874762437

Commenti

"il romanzo scritto da David Grieco è, oltre che la storia vera di un mostruoso assassino, la storia del declino della Russia comunista"

Articolo sempre a cura di Rapace!

"il romanzo scritto da David Grieco è, oltre che la storia vera di un mostruoso assassino, la storia del declino della Russia comunista, con tutte le difficoltà e i problemi psicologici e sociali causati dal disfacimento del paese, la crisi d?identità successiva alla crisi del Partito Comunista e all?apertura verso l?Occidente."

> Come avevi scoperto il libro? E cosa, a distanza di 3 anni e più, ti è rimasto impresso?

A latere... credi che Grieco abbia voluto suggerire che Evilenko si comporta con tanta ferocia per via della formazione culturale e politica che aveva ricevuto, e che quindi si è trattato di una sorta di innesco inconscio?
Perché proprio un educatore delle nuove generazioni?

Ottimo articolo.

La storia di Evilenko è stata raccontata anche in un film omonimo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Evilenko

Regia dello stesso Grieco!

2 - visto in edicola, è uscito con l'Unità in edizione hardcover con sovraccoperta. e in copertina c'era l'Evilenko cinematografico, un grande McDowell!

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