SOGNO /'so??o/ (so.gno) s.m. [av. 1292; lat. s?mn?um, der. di somnus "sonno"]
1° Ciascun insieme di immagini, sensazioni e percezioni che si manifestano durante il sonno; neurol., attività psichica che ha luogo spontaneamente, caratterizzata da partecipazione emotiva e facoltà percettiva sensoriale, e strutturata in una successione narrativa di immagini visive coerenti o, se non propriamente regolate dalla logica, riproducenti in forma alterata eventi attinenti alla vita reale.
Se vi siete appena sintonizzati, questa è «STÉPHANE TV» - pronuncia francese, s'il vous plaît -, l'uomo dietro i fornelli, Stéphane in persona.
Cosa combina? Semplice, "cucina" sogni.
La ricetta prevede nell'ordine, creatività, casualità, vita vissuta e non; si raccomanda inoltre una certa attenzione a tempi e dosi.
Cena per due?
Stéphane TV ovvero televisione onirica, parto delirante di una mente che stenta a distinguere realtà da immaginazione, trascinandosi nella prima in una sorta di sogno vigile, giusto mezzo tra la parte migliore del quotidiano e l'adeguata correzione alla serie infinita di ordinari malintesi.
L'esistenza "a metà", una costante nella storia di Stéphane: madre francese padre latinoamericano, infanzia parigina adolescenza messicana, adulto ma ingenuo, bambino nel corpo di un uomo.
A vederlo così, per le strade grigie della capitale, con la ridicola cuffia peruviana, la cartella dei disegni sottobraccio, l'abito demodè, si direbbe un pesce fuor d'acqua.
Lui che SOGNA un lavoro stimolante, un impiego sui generis, la possibilità di pubblicare "Il Calendario delle Catastrofi" - dodici tavole ricche di colore e tragedia per dodici tragedie realmente accadute -, si trova suo malgrado relegato nel più squallido degli uffici, alle prese con misere occupazioni e circondato da colleghi tragicomici. Una delusione quasi prevedibile: C'EST LA VIE, già, la vita, materiale, tangibile, razionale e un sacco di altre pessime cose, ma quando il gioco si fa duro i duri iniziano a SOGNARE.

Rare volte un ragazzo matura dall'oggi al domani - quando mai? - nel caso di Stéphane poi la possibilità che accada sfuma irrimediabilmente: abbandonato a se stesso nell'appartamento della sua infanzia, "accampato" nella cameretta colma di giochi, congegni e bizzarre invenzioni…è sufficiente coricarsi qualche istante, il letto ormai troppo corto, chiudere gli occhi e lasciarsi cadere in quel mondo "oltre lo specchio"...zzz…La rivincita dei materiali alternativi: trafficate metropoli in cartoncino bristol, montagne in cotone idrofilo, cavalli di peluche, barche di stoffa e chi più ne ha più ne metta.
Non da ultimo ci si mette pure la ragazza della porta accanto, che a prima vista "non si vede", diciamo che Stéphane non la vede, concentrato sul fuoco fatuo della amica di lei, Zoé, con il repertorio completo degli equivoci per scoprire che se in principio Stéphanie - incredibile omonimia, no? - è solo un pretesto per conoscere Zoé, il fine si perde per strada mentre il mezzo diventa di gran lunga più interessante.
La dolce, fragile, incomprensibile Stéphanie; come lui vede cose che noi umani non possiamo neppure immaginare - certo potremmo se solo volessimo -, come lui, fa/disfa/rifà, gioca ingenuamente, accetta di buon grado regali deliranti, macchina per viaggiare UN SECONDO nel passato e nel futuro, in primis.
Lei è come lui, eppure diversa.
Due menti fuori dal comune, insieme, per un crescendo di prodigi, storie dal sapore insolito, scenari suggestivi ma leggerissimi, precari, sfuggenti; così semplice incontrasi "là", nel luogo lontano lontano della loro immaginazione, navigare fianco a fianco per mari in cellophane o montare destrieri in puro acrilico, altrettanto difficile trovare un equilibrio dall'altra parte, in quella realtà che pare calzare ogni volta troppo stretta.

La mente geniale dietro macchina da presa, trama e personaggi è quella di Michel Gondry, l'uomo dei sogni, maestro nel dirigere un organico tanto complesso senza strafare, senza perdere quella necessaria spontaneità.
"La Science des Rêves" - "L'Arte del Sogno" in Italia - non cede alle facili lusinghe del cinema contemporaneo per sfoggiare con orgoglio un marchio "europeo", a partire dal cast essenziale - "pescato" qua e là nel panorama indipendente -, o dagli effetti speciali elaborati ma scarni, fanciulleschi, divertentissimi.
Gaël Garcia Bernal e Charlotte Gainsbourg, complessi e al contempo spensierati, trovano una perfetta intesa, "duettando" con disinvoltura tra giochi, scherzi, divagazioni e qualche sporadica lacrima.
Quello che rimane è "il sapore casalingo", una serie di immagini da scomporre, confrontare, modificare, materia grezza pronta ad essere plasmata dallo spettatore in assoluta libertà.
Quello che rimane è l'idea di un bambino capace di divertirsi con poco… l'odore retrò di colla liquida, nastro adesivo, pastelli a cera.
Titolo: L'ARTE DEL SOGNO
Titolo Originale: THE SCIENCE OF SLEEP/LA SCIENCE DES REVES
Regia e Soggetto: Michel Gondry
Interpreti: Gaël Garcia Bernal, Alain Chabat, Charlotte Gainsbourg, Miou-Miou, Inigo Lezzi, Jean-Michel Bernard
Nazionalità e Anno: Francia 2006
Scritto precedentemente pubblicato all'indirizzo www.ciao.it con il titolo "Mr Sandman"
GONDRY in LANKELOT
Commenti
"La Science des Rêves" - "L?Arte del Sogno" in Italia - non cede alle facili lusinghe del cinema contemporaneo per sfoggiare con orgoglio un marchio "europeo", a partire dal cast essenziale - "pescato" qua e là nel panorama indipendente -, o dagli effetti speciali elaborati ma scarni, fanciulleschi, divertentissimi."
Ecco, splendido, e splendido spirito: e ottima testimonianza dell'avvenuta ricezione d'un messaggio importante. Ossia che dobbiamo e possiamo emanciparci - in primis da "europei" - da certi vezzi e certi giochetti commerciali che non ci devono appartenere.
Gondry mi interessava molto a partire da vecchi videoclip, la collaborazione col gran Kaufman era risultata memorabile; questo film m'è scappato per via dell'ormai semestrale assenza dalle sale, ma non mi sfuggirà in dvd.
Grazie per il prezioso contributo.
?La Science des Rêves? - ?L?Arte del Sogno? in Italia - non cede alle facili lusinghe del cinema contemporaneo per sfoggiare con orgoglio un marchio ?europeo?, a partire dal cast essenziale - ?pescato? qua e là nel panorama indipendente?
Beh, non è proprio così. Gaël Garcia Bernal è una star in SudAmerica e ormai anche in America, mentre la Gainsbourg in Francia e in Europa è comunque attrice di fama.
Concordo con Ian, difatti lo scrivo qui (il pezzo sul film precedentemente apparso su Lankelot): http://www.lankelot.eu/?p=1559
Ok,sia Gaël Garcia Bernal che Gainsbourg sono attori di talento, conosciuti ma al di fuori del circuto hollywoodiano; generalmente è facile vederli alle prese con pellicole indipendenti - non è detto poi che le stesse non ottengano il riconoscimento meritato -.Ricordo la Gainsbourg in 21 Grammi - ed è l'esempio più commerciale che mi viene in mente ora - o Garcia Bernal ne "I Diari della Motocicletta"...Possono davvero essere considerati blockbuster?
Bernal è protagonista de "La mala education" di Almodovar e tra i protagonisti di "Babel" (favorito per l'oscar)di Inarritu. Comunque, Clarissa, non sono certo Tom Cruise e la Kidman, se era questo il senso non ti do torto;)
Non è comunque un cast pescato quà e là nel cinema indipendente:), anzi è un cast fatto decisamente a tavolino:)
Beh, ammettiamo il tavolino ma chiamiamolo bel tavolino europeo, e tendenzialmente indipendente. Mica poco:)
Ma è ancora in sala?? Mi era completamente sfuggito!
Mi piace la tua scrittura Miss ;)
Frà allora anche Accorsi e Santamaria sono cinema tendenzialmente indipendente:)
E dai su. Non è esattamente la stessa cosa. (peraltro, a differenza di Accorsi, Santamaria fa ancora qualcosa di indipendente o di extra-mainstream)