Gondry Michel

Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Autore: 
Gondry Michel


«How happy is the blameless vestal’s lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind!
Each pray’r accepted, and each wish resign’d;
Labour and rest, that equal periods keep;
 “Obedient slumbers that can wake and weep;”
Desires compos’d, affections ever ev’n,
Tears that delight, and sighs that waft to Heav’n.
Grace shines around her with serenest beams,
And whisp’ring angels prompt her golden dreams.
For her th’ unfading rose of Eden blooms,
And wings of seraphs shed divine perfumes,
For her the Spouse prepares the bridal ring,
For her white virgins hymeneals sing,
To sounds of heav’nly harps she dies away,
And melts in visions of eternal day
».

(Alexander Pope, “Eloisa to Abelard”)


“Eternal Sunshine of the Spotless Mind” è stato scritto da Charlie Kaufman, il genio che ha dato vita, assieme al regista Spike Jonze, all’affascinante e labirintico “Essere John Malkovich” e al cerebrale e vagamente autoreferenziale “Il ladro di orchidee”. La visionarietà di Kaufman sembra abbinarsi naturalmente all’arte dei registi dei video musicali: stavolta è Michel Gondry (regista di diversi clip di Massive Attack, Bjork, Chemical Brothers) a tradurre le idee del burattinaio d’anime americano. “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” è una commedia romantica, fantascientifica e assolutamente letteraria: sin dal titolo, è chiaro l’omaggio ad un poemetto di Alexander Pope: “Eloisa to Abelard” – tema caro a Charlie Kaufman, come ricorderanno gli spettatori di “Essere John Malkovich”; evidentemente, il distributore italiano non condivide questa sensibilità e ha optato per un titolo aberrante e qualunquistico, che sorride alla peggiore produzione di fiction para-sentimentali hollywoodiane degli ultimi anni: “Se mi lasci ti cancello”. Questo titolo noi lo cassiamo, auspicando immediata damnatiomemoriae: senza nessuna perplessità, adotteremo soltanto il titolo originale, che non solo è evocativo – ma addirittura simbolico ed esplicativo, dello spirito del film e dello spirito dell’opera di Kaufman. Quindi, è fondamentale. Ancora a proposito della letterarietà del film: incontreremo un’infermiera che di cognome fa Svevo: è Mary (Kirsten Dunst), un personaggio secondario, che dovrà restituire alla luce un passato sepolto nell’oblio: specchio e spettro degli eventi e dei sentimenti dei protagonisti principali, pur da diversa prospettiva e con diversa conclusione.    

 

Il film è narrato invertendo e alterando l’ordine cronologico: sicché dopo venti minuti di “presente” assistiamo ai titoli iniziali, e alla narrazione della storia in flashback, fino alle battute finali. “Eternal Sunshine of a Spotless Mind” è un capolavoro che sposa intelligenza e sentimento, parlando agli spettatori d’amore, di memoria, di verità, di oblio. Joel (Jim Carrey) è sconvolto perché ha scoperto che la sua compagna, Clementine (Kate Winslet), s’è rivolta a una clinica, privata, la “Lacuna Inc.”, per cancellare dalla memoria ogni segno della sua esistenza, e della loro relazione. Estenuata dalla corrosione del loro amore, ha voluto liberarsi del passato. Joel si dispera, e non trova soluzione diversa da quella adottata dal suo amore: è pronto al lavaggio della memoria, e a consegnare all’oblio tutto quel che è stato. È una decisione assunta in un momento di desolazione e di disperazione, e affatto ponderata: è un impulso, un atto puramente istintivo, perché non riesce più a tollerare il dolore.

Da questo momento in avanti, viviamo nella memoria di Joel, mentre i tecnici della Lacuna, Patrick (Elijah Wood) e Stan (Mark Ruffalo) armeggiano ad un pc collegato al suo cervello: viviamo l’origine e l’evoluzione di un amore, e il suo precipizio. Ma mentre ricorda, Joel s’accorge che non vuole cancellare Clementine: quel che hanno vissuto è stato anche splendido, e luminoso – è stato qualcosa per cui valesse la pena vivere, un sogno. Che non può essere perduto, perché è parte della sua essenza. E allora si ribella: si ribella alla tecnologia, si ribella all’artificio, si ribella all’oblio; ed è Orfeo che incanta gli dèi con il suo canto d’amore, e combatte per restituire alla vita – alla luce, alla memoria – la sua Euridice.

Per ovvie ragioni, non è opportuno approfondire ulteriormente la trama: allo spettatore lasciamo, come è giusto, l’immenso piacere estetico d’andare in sala, innamorarsi di questo film, commuoversi, emozionarsi, riflettere, sognare.

 

Questo film rimane scolpito nello spirito dello spettatore: perché trascina nell’abisso della propria memoria, interroga incessantemente l’anima di chi sta interiorizzando, domandando identificazione e interiorizzazione; e parla d’amore con quella grazia disperata e insolente che conoscono solo i poeti, e rivela cosa sia la memoria e quanto sia importante tenerla viva; la fantasia, l’immaginazione, la rabbia possono alterare e negare l’accaduto; ma perderlo per sempre è desolante, perché significa negare che di dolore, di sconfitte e di paura sono composte le nostre anime. Andate in sala a vederlo assieme alla persona che amate, o che avete amato. Andrete a annaffiare d’allucinazioni e di dolcezza la vostra sensibilità: andrete negando ogni menzogna, e ammettendo quanto siano sensati i contrasti, le differenze, le incomprensioni tra chi si vuole bene; e quanto sia inumano opporvisi. Andrete navigando nella vostra memoria, per non dimenticare d’aver vissuto e condiviso sentimenti, sogni e sensazioni.

Io ho sognato per anni di vedere un film come questo. Kaufman l’ha scritto, e il cast s’è rivelato assolutamente convincente (si segnala una nuova interpretazione magistrale di Jim Carrey); la regia, non lineare, frammentaria e visionaria; la colonna sonora evocativa e onirica.

Questo film diventerà un classico.

 

2004: “Big Fish” e “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” sono i film che, da spettatori, ci hanno riconciliato con il cinema. Indimenticabili.


Gianfranco Franchi, “Lankelot”. 24 ottobre 2004. Prima pubb: lankelot.com

 

Change your heart

Look around you

Change your heart

It will astound you

I need your loving like the sunshine

And everybody’s got to learn sometime

Everybody’s got to learn sometime

Everybody’s got to learn sometime

Change your heart

Look around you

Change your heart

It will astound you

I need your loving like the sunshine

And everybody’s got to learn sometime

Everybody’s got to learn sometime

Everybody’s got to learn sometime

(James Warren, “Everybody’s got to learn sometime”).

 

***

Grazie, Charlie Kaufman.

Regia:  Michel Gondry.

Soggetto: Charlie Kaufman, Michel Gondry, Pierre Bismuth.

 

Sceneggiatura: Charlie Kaufman.

Direttore della fotografia: Ellen Kuras.

Montaggio: Valdís Óskarsdóttir. 

Interpreti principali: Jim Carrey, Kate Winslet, Mark Ruffalo, Kirsten Dunst, Elijah Wood, Tom Wilkinson.

Musica originale: Jon Brion.  

Produzione: Anthony Bregman, Steve Golin.

Origine: Usa, 2004.

Durata: 108 minuti.

Titolo italiano: “Se mi lasci ti cancello” ().

 

Info Internet: Sito Ufficiale / Intervista a Jim Carrey (Trovacinema)

Articoli e approfondimento in rete: Repubblica / Castlerock / Cinematografo / Spietati.

 

ISBN/EAN: 
8031179913022

Commenti

Che gnente gnente ti piacesse Kaufman? :)

E' che quando amo sono totale, come al solito. E poi è il miglior soggettista e sceneggiatore in assoluto, sto cercando di imparare perché io sono un povero scrittore e il cinema non so guardarlo da cinematografaro;). Altrimenti non diventeremo mai Hammer & Franks.

All your dreams are over now
And all your wings have fallen down
Oh all your dreams are over now
And all your wings have fallen down
She's just like you
So why keep doing what you do
Why cut a friend
Why cruise that mean lean to an end
You could have heel toed
To another place
You could have peeled slow
To a better face

But your heart can't grieve
For your little dreams
Oh no your heart can't grieve
Not for your little dreams

All your dreams are over now
And all your wings have fallen down
All your dreams are over now
And all your wings have fallen down

Broke trust in two
Now no one's looking out for you
Why keep it cruel
Why waste so much to play the fool

And maybe I'm the fool but I think we'd find
That we could all be so so kind
If you'd just leave your tread mill powertrip behind
Oh leave your treadmill powertrip behind
And maybe it's best that you're so so blind
It's best that your so so blind
Because your heart can't grieve
I know your heart can't grieve

I know your heart can't grieve
What your eyes won't see
But you were my favorite moment
Of our dead century

I know your heart can't grieve
What your eyes won't see
But you were my favorite moment
Of our dead century

But all your dreams are over now
And all your wings have fallen down
Oh all your dreams are over now
And all your wings have fallen down

Oh warfarin' terrapin
Unconfined undesigned
Undersigned bantering
Bartering bellowing
Barracking blundering
Pillaging plundering
Living and lavishing
Hammerings harrowing
Flourishing flattening
Levelling reveling
Wrecking and ravaging
Savoring savaging

Oh warfarrin terrapin
Unconfined undesigned
You've got me worried and wondering

All your dreams are over now
And all your wings have fallen down
All your dreams are over now

*
TV ON THE RADIO. Dreams.

A me Kaufman puzza ancora un po' di bruciato, "Il ladro di orchidee" proprio non l'ho digerito, "Eternal Sunshine" è sicuramente un film importante, ma non mi ha convinto del tutto: troppo contorto a parer mio, ma sono gusti frà...

E' uno sceneggiatore brillante, intenso, innovativo. Non in "Adaptation", siamo d'accordo (proprio qui su lanke non ne ho parlato bene, ovviamente). Ma qui e in John Malkovich assolutamente sì - sta creando uno stile. E' poderoso.

John Malkovich è assolutamente innovativo e metalinguistico e anche io lì riconosco il suo genio, ma in Eternal Sunshine non mi ha convinto fino in fondo. Alla resa dei conti la struttura non manifesta niente di particolarmente innovativo: la solita coincidenza ciclica tra inizio e fine e l'alternanza complessa tra tempi diversi e realtà parallele o differenti.

La coincidenza ciclica c'è, e non è niente di nuovo. E' l'intreccio che è del tutto nuovo (e non è facile, assolutamente no). L'argomento non era mai stato letto da una prospettiva del genere. Solo apparentemente fantascientifica. Pensaci.

Sono d'accordo con te. Ma sarebbe stato più bello, secondo me, se avesse evitato l'artificio della clinica privata che cancella la memoria: è un po' pretestuoso e cancella in parte la magia della storia d'amore tra Joel e Clementine...

Eh. Ma è tutto là, il nodo. Senza quella avrebbe dovuto inventare un re-incontro tra due che hanno incredibilmente cominciato a patire amnesie estremamente puntuali e personalizzate. E clamorosamente incrociate. Ha rivelato un meccanismo della mente umana con un espediente fantascientifico (ripeto: ma fino a che punto? non è tutta una metafora?). Le amnesie, quando non sono totali, rivelano sempre una strana selettività. E' proprio una questione che mi stuzzica, ti dico:). A questa aggiungi la sua fissa per Abelardo e Eloisa. Torna sostanzialmente, pure come comparsata, in tutti i film. La sua anima ha quel nodo là, da autore te lo dico per certo, piazzando per bene una palla sul fuoco.

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