Il cinema di Michel Gondry ha rappresentato sin dal suo esordio dietro la macchina da presa una delle forme più autentiche di resistenza culturale, prima trasformando il videoclip da accessorio puramente commerciale in qualcosa con una propria dignità artistica, poi realizzando una serie di film in netto contrasto con la debordante spettacolarizzazione delle immagini propria del cinema di Hollywood, sostituendo all’effetto scenico digitale, quello artigianale carico della creatività – questa sì debordante – propria dell’infanzia. L’e(ste)tica di Gondry è debitrice di quella propria dei grandi registi della Nouvelle Vague, che partendo dalle esperienze di Rossellini s’inventarono un cinema “povero” se paragonato a quello dei grandi studios americani, ma che faceva della povertà dei mezzi non un limite, bensì il campo entro cui giocare la propria partita. E fu questo il modo in cui il cinema fu reinventato. Reinventare il cinema. È questo il concetto alla base di Be Kind Rewind, l’ultima pellicola di Gondry. Così come nel precedente The Science of Sleep reinventava il mondo con i colori propri del sogno, in Be Kind Rewind il cinema è reinventato con i colori propri della memoria, dei ricordi. Più propriamente con i colori dell’immaginario collettivo, di cui quello cinematografico è sicuramente il serbatoio più carico. Il soggetto del film sembra provenire direttamente dagli anni ’80; con ogni probabilità è il film che John Landis ha sempre sognato di realizzare: nel tentativo di sabotare la centrale elettrica della città (Passaic, New Jersey) Jerry (Jack Black) viene colpito da una scarica elettrica che lo rende una fonte elettromagnetica in grado di smagnetizzare tutte le Vhs del videonoleggio dell’amico Mike (Mos Def). Da quel momento in poi i due saranno costretti a girare nuovamente intere sequenze dei film richiesti a nolo e che incredibilmente incontrano il favore di tutta la comunità cittadina, che sembra svegliarsi dal torpore tipico della periferia americana.
GIOVANNI DI BENEDETTO, SETTEMBRE 2009. Prima pubblicazione: My Desk.
Commenti
Inauguro la mia
Inauguro la mia partecipazione al nuovo Lankelot, con un film a cui sono particolarmente affezionato, l'ultima opera di uno dei più bravi registi sulla scena.
:)
Reinventare il cinema. È
Reinventare il cinema. È questo il concetto alla base di Be Kind Rewind, l’ultima pellicola di Gondry. Così come nel precedente The Science of Sleep reinventava il mondo con i colori propri del sogno, in Be Kind Rewind il cinema è reinventato con i colori propri della memoria, dei ricordi. Più propriamente con i colori dell’immaginario collettivo, di cui quello cinematografico è sicuramente il serbatoio più carico.
e andiamo! spetta che ti
e andiamo!
spetta che ti aggiorno l'archivio dei pezzi...:)
be kind rewind è stata una
be kind rewind è stata una piacevole sorpresa (ma il titolo italiano, oddio)... dopo la delusione del precedente film di Gondry, per me fiacco monotono e inconcludente.
A me era piaciuto molto anche
A me era piaciuto molto anche L'arte del sogno, nonostante qualche debolezza nella sceneggiatura.
mi è sempre stato simpatico,
mi è sempre stato simpatico, Gondry.... dai tempi di Eternal Sunshine. Non mi sfuggirà, almeno in dvd:)
E "Human nature"???gran film
E "Human nature"???gran film anche quello. secondo me. bel pezzo.
"Il cinema di Michel Gondry
"Il cinema di Michel Gondry ha rappresentato sin dal suo esordio dietro la macchina da presa una delle forme più autentiche di resistenza culturale, prima trasformando il videoclip da accessorio puramente commerciale in qualcosa con una propria dignità artistica, poi realizzando una serie di film in netto contrasto con la debordante spettacolarizzazione delle immagini propria del cinema di Hollywood, sostituendo all’effetto scenico digitale, quello artigianale carico della creatività – questa sì debordante – propria dell’infanzia".
Ottima e condivisibile intro, Giovanni.
Azzeccate anche tutte le
Azzeccate anche tutte le citazioni-contaminazioni. Bel pezzo davvero, caro Giovanni. Sono sempre più convinto che tu DEVI scrivere di cinema il più possibile;)
Sempre gentile, Leon!
Sempre gentile, Leon!
Grazie. :)
In attesa del suo nuovo film, The Green Hornet (Il calabrone verde), in uscita per il 2010, di Gondry, spero che prima o poi arriverà in Italia il film collettivo firmato insiema ad un altro regista francese da me molto amato, Leos Carax, e Joon-ho Bong, Tokyo!