Ghobadi Bahman

I gatti persiani

Autore: 
Ghobadi Bahman

Teheran è una metropoli come tante. Soffocata dal traffico, popolata di quartieri affollati, cosparsa di rifiuti, costellata di palazzoni di cemento armato ed è, forse più di altre città, piena di contraddizioni. Perché contratta da forze opposte: da una parte la spinta globalizzante fatta di tecnologie, progresso, velocità, arte, desiderio di innovazione, dall’altra la massiccia zavorra dei rigidi canoni di un regime islamico che pone sopra tutto la morale religiosa, il buon costume, il divieto di tutto quanto abbia a che fare con l’Occidente corrotto. Per questo fare musica in Iran è difficile e pericoloso. Soprattutto se a fare musica sono dei ragazzi che amano l’indie rock e che, proprio per questo, sono costretti a suonare e cantare da clandestini, sperando di non essere scoperti e arrestati.

Negar e Ashkan hanno la possibilità di andare all’estero, a Londra. Possono esibirsi in qualche concerto dal vivo ed hanno bisogno di formare una band, procurarsi visti e passaporti e lasciare l’Iran. Il loro sogno sarebbe “normale” ovunque, ma non a Teheran. Devono agire illegalmente perché non hanno la possibilità di ricevere autorizzazioni: al Ministero nessuno si sognerebbe mai di accordare un permesso ad un gruppo di persone per suonare musica rock né tanto meno per lasciarlo uscire dal Paese ed esibirsi altrove. Quindi si rivolgono a Nader, un giovane tuttofare pieno di risorse e di soluzioni di ogni tipo. Lui promette a Negar e Ashkan di procurare loro i documenti necessari ad uscire dal Paese e di farli incontrare con musicisti capaci e di talento in grado di fondare una band.
Inizia così un affascinante viaggio tra le realtà musicali di Teheran: il film sembra trasformarsi in una sorta di documentario neorealistico di contenuto musicale oltre che sociale. Nella capitale iraniana esiste un fittissimo tessuto sotterraneo e sconosciuto fatto di artisti che si dedicano di nascosto a ciò che amano di più in assoluto: la musica.
Bahman Ghobadi ci fa conoscere una serie di attori che interpretano loro stessi. Scopriamo il rapper Hickhas o la straordinaria voce di Rana Farhan, che il registra ha deciso di (non) mostrare in una breve sequenza fuori fuoco. Teheran ha le sue band metal, i suoi cantanti folk, i suoi rapper, i suoi esponenti hip hop e i suoi musicisti rock. Il problema è che la loro musica è proibita.

In Iran, tra i tanti divieti esistenti, c’è quello che proibisce di portare fuori i cani e i gatti che le persone possono avere con loro in casa. Il titolo del film, quindi, fa riferimento anche a tale dettaglio: i giovani protagonisti della pellicola, proprio come dei gatti, sono costretti a suonare e muoversi di nascosto.
Ghobadi, che ha scelto diverso tempo fa di auto-esiliarsi dall’Iran, ha girato “I gatti persiani” in maniera del tutto clandestina. Diciassette giorni di riprese accompagnate da una colonna sonora potente e strepitosa che diviene l’autentico scheletro della pellicola. Un film costruito in maniera perfetta in cui le immagini si fondono e si confondono simbioticamente, e simbolicamente, con la musica. Una miscela straordinaria che ha il potere di mostrarci un Iran diverso e dinamico, artisticamente vivacissimo ma stritolato dalle spire di imposizioni evidentemente avvilenti e reazionarie in cui tantissimi, soprattutto i più giovani, soprattutto le donne, non riescono più a sottostare.

“I gatti persiani” è anche un grido di disapprovazione, una denuncia sociale e politica. Sicuramente non l’unica, né l’ultima, arrivata dal cinema iraniano in questi ultimi anni.

TRACK LIST (colonna sonora del film):
1. Ekhtelaf (Hichkas)
2. 
Human Jungle (Take It Easy Hospital)
3. They Sing (Ash Koosha)
4.
Chasing the Sun (Ash Koosha)
5.
Me and You (Take It Easy Hospital)
6.
My Sleepy Fall (Take It Easy Hospital)    
7.
Emshab (Mirza)
8.
DK (Darkoob)
9.
Opening Title (Shervin Najafian)
10.
Fekr (Hamed Seyed Javadi)
11. Gereftari (Hahdyar Aghajani featuring Bahman Ghobadi)

Regia: Bahman Ghobadi
Titolo Originale: Kasi az gorbehaye irani khabar badare
Sceneggiatura: Bahman Ghobadi, Hossein Mortezaeiyan, Roxana Saberi
Direttore della fotografia:
Turaj Aslani
Montaggio:
Hayedeh Safiyari
Interpreti principali: Negar Shaghaghi, Ashkan Koohzad, Hamed Behdad, Ashkan Koshanejad, Hichkas
Produzione: Mij Film Co.
Origine: Iran (2009)
Durata: 106’

per approfondire: GHOBADI in Lanke

ISBN/EAN: 
8032807033389

Commenti

[gatti persiani] neo Monna!

[gatti persiani] neo Monna! (momento che sistemo l'impaginazione)

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[cinema iraniano] tutte le schede: http://www.lankelot.eu/cinema-iraniano

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(Gatti persiani) Questo lo volevo vedere al cinema ma l'ho perso. So che c'è da poco in circolo il dvd, me lo procurerò.

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[gatti persiani] aggiungo subito il codice ean del dvd! [fonte ibs]

[No one knows about the

[No one knows about the persian cats]: Appena visto! Condivido in pieno il tuo giudizio positivo Monna. Straordinaria simbiosi di musica e immagini, intelligenza narrativa, direi gran classe nella regia. Per il tema trattato  e anche un pò per la struttura, assomiglia molto a "Crossing the bridge" del turco-tedesco Fatih Akın, incentrato sulla scena musicale di Istanbul. Ma nel film di Ghobadi c'è molta più drammaticità e, volendo, più poesia. [Segnalo che il film fa parte delle retrospettive dell'interessantissimo festival "!f": http://2011.ifistanbul.com/en  ]..

Grazie e complimenti per il pezzo Monnalisa!

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