Fulton Keith & Pepe Louis

Lost in La Mancha

Autore: 
Fulton Keith & Pepe Louis

L'uomo che uccise Don Chisciotte” del grande e folle Terry Gilliam (“Brazil”, “La leggenda del Re Pescatore”, “Paura e delirio a Las Vegas”) era un (atteso e curatissimo) progetto nato già nei primissimi anni Novanta. Il regista aveva preparato, nel tempo, un completissimo storyboard, raffinato da richiami alle incisioni di Gustav Doré: la passione per l’archetipico personaggio di Cervantes era sempre viva, l’immedesimazione progressiva e forse irrinunciabile. L’attore prescelto per incarnare il sogno è il feticcio di Leconte, Rochefort: suo scudiero,  Johnny Depp. Dopo neppure sei giorni di riprese, nel settembre del 2000, il grande sogno del regista è stato, forse momentaneamente, abbandonato. Due assistenti di Gilliam, Keith Fulton e Louis Pepe, hanno documentato “l’un-making of” del film, raccontando le micidiali disavventure occorse durante la lavorazione.

 

Nasce “Lost in La Mancha”, racconto del grande sogno di un regista geniale e atipico e dell’assurda sfortuna che ha bersagliato la pellicola: dall’inadeguatezza dei finanziamenti della produzione europea, al disordine micidiale della troupe, all’assenteismo e alla leggerezza del cast(con le eccezioni del povero Rochefort, reduce da mesi di studio della lingua inglese, e del sempre professionale Depp). E ancora: dal rombo micidiale degli aeroplani decollati da una vicina base Nato, in Spagna, al rombo dei tuoni di un nubifragio che danneggia il set nel deserto, tutto sembra giocare contro la straordinaria ambizione di Gilliam e compagni.

Il regista e la troupe cercano di opporsi come possono agli inconvenienti e alla sfortuna: fin quando l’attore principale deve rinunciare alla presenza sul set per via di un misterioso male che si rivela poi essere una dolorosa ernia.

 

A questo punto, Gilliam deve decidere se sostituire o meno Rochefort. Non può rinunciare a lui: è il Don Chisciotte che aveva sempre immaginato.

Rochefort sta forse diventando davvero Don Chisciotte. Qualcuno suppone addirittura che stia pagando disturbi di natura psicosomatica. C’è un legame ormai inscindibile tra regista, archetipo e attore. Gilliam preferisce aspettare la guarigione di Rochefort. Le assicurazioni bloccano la lavorazione del film, preferendo evitare rischi.

 

“Don Chisciotte” sta diventando una maledizione. Il pensiero va subito al progetto incompiuto di Orson Welles, carezzato e coltivato per una vita intera. Gilliam, però, non demorde: sembra che recentemente abbia ritrovato convinzione e finanziamenti, e si stia apprestando a tornare sul set.

Ancora sotto choc per il fallimento delle “Avventure del Barone di Munchausen”, Gilliam può far sua l’affermazione di Bernard Bouix, produttore del (fallimentare) progetto Don Chisciotte: “The battle of Don Quixote is a battle against reality. And I think filmmaking is a battle against reality. But in this case, reality has been stronger than the dream”.

 

Concludiamo l’analisi con due differenti paragrafi.

Nel primo caso, si preferisce essere malevoli e titolare “Il più grande trailer della storia del cinema”. Nel secondo, accantonando pregiudizi e rifiutando d’ascoltare il sesto senso, si propenderà per “Dream and reality”.

 

Il più grande trailer della storia del cinema.

Sorge qualche sospetto, al termine dell’accattivante documentario di Fulton e Pepe: che si sia profittato della presunta “maledizione” del Don Chisciotte per creare attesa attorno all’uscita di una pellicola che ha sofferto qualche intoppo e tuttavia non è stata ancora abbandonata. In tal caso, se entro il 2006 dovessimo intravedere sui nostri schermi il trailer del film d’una vita di Gilliam, dovremmo precipitarci a rivedere i nostri giudizi su questo interessante progetto.

Se davvero il “Don Chisciotte” di Gilliam verrà girato, questo “Lost in La Mancha” non potrà più essere giudicato come un documentario, ma come il più grande spot pubblicitario della storia del cinema. Ogni singola intervista presente in questa pellicola dovrà essere riletta con altro sguardo e altra profondità: si dovrà scandagliare ogni battuta, per trovare traccia di menzogne e di artifici. Personalmente, ammirando Gilliam e apprezzando molto Rochefort e Depp, sogno di vedere questo film. E non mi turba l’idea d’esser stato vagamente preso per il naso da Fulton e Pepe. Quei pochi fotogrammi del film di Gilliam che appaiono sullo schermo possono diventare lo spot-cult d’una intera generazione.

 

Dream and reality.

Questo documentario ha elementi davvero tragicomici: la drammatica sequenza di disgrazie e sfortune strappa, dapprincipio, più d’una risata. Progressivamente, si prende coscienza della natura assai poco artificiosa e simulata di quel che sta scorrendo sullo schermo: è il dramma di Gilliam che va a conquistare e toccare i nostri cuori, non si può fare a meno di simpatizzare con la sua causa e difficilmente non si costituisce un’analogia tra le sue sorti e quelle dell’eroe di Cervantes. Allora si esce dalla sala avvertendo qualche segno di sconforto, per aver testimoniato l’ennesima sconfitta dei sogni: ma è una sensazione non definitiva, perché facilmente si cade vittima della maledizione del cavaliere dei Mulini a Vento, e si ha la premonizione d’aver assistito ad una storia che non s’è risolta e non è finita qui.

Fulton e Pepe hanno raccontato la storia di un set, la storia di una troupe, la storia di un regista e la storia sfortunata delle traduzioni filmiche del Chisciotte: ne emerge un’allucinante vicenda di conflitto tra immaginazione e realtà, un piccolo tributo alla grandezza d’un uomo che non vuole davvero smettere di sognare. Avanti, Gilliam: non arrenderti.

Non sarà Munchausen.


 


Regia: Keith Fulton, Louis Pepe.

Sceneggiatura: Keith Fulton, Louis Pepe.

Direttore della fotografia: Louis Pepe.

Montaggio: Jacob Bricca.

Interpreti principali: Jean Rochefort, Johnny Depp, Vanessa Paradis, Terry Gilliam, Phil Patterson, Bernard Bouix, Nicola Pecorini, Bernard Chaumeil, René Cleitman, Pierre Gamet, Gabriella Pescucci.   

Musica originale: Miriam Cutler.

Produzione: Lucy Darwin, Rosa Bosch, Andrew Curtis.


Origine: Uk/Usa, 2002.

Durata: 93 minuti.

Info Internet: http://www.smart.co.uk/lostinlamancha/

 


 

Lankelot, Franchi, agosto 2003. Prima pubb: Lankelot.com

ISBN/EAN: 
8030645490098

Commenti

?The battle of Don Quixote is a battle against reality. And I think filmmaking is a battle against reality. But in this case, reality has been stronger than the dream?.

Mh!

reality has been stronger than the dream.

Ma mica è sempre così.
No. La vita è piena di clamorosi colpi di scena. Gilliam lo sa, e anche noi.

Ci sta riprovando, con Depp nelle vesti di Chisciotte...

davvero?
Dove l'hai letto?

(intanto reinserisco la locandina:) )

è un sogno...

comunque Gilliam è ormai consacrato come regista della sfiga. Prima Munchausen (film bellissimo), uno dei più disastrosi flop della storia, poi il Don Chiscotte, poi Parnassus con la morte del protagonista... chissà che riesca davvero a girarlo stavolta...

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