Ferrara Abel

King of New York

Autore: 
Ferrara Abel

Non sempre chi comanda in città è eletto dalla gente.

Questa è la storia di un uomo solo. E' una storia violenta, oscura e notturna. L'uomo in questione si chiama Frank White ed è un gangster. Frank è appena uscito di prigione, ha scontato senza fiatare quanto c'era da scontare, per il sistema giudiziario ha reso alla comunità quanto doveva. Adesso è un uomo libero. Ma la prigione lo ha cambiato, "Ho perso del tempo, mi è sfuggito di mano". E adesso Frank è in cerca di redenzione. Riuscire a finanziare un ospedale nel Bronx, per esempio.

Questo moderno e malinconico Robin Hood deve il suo volto al magnifico Cristopher Walken, contratto e accigliato, delicato e discreto, gelido e sanguigno allo stesso tempo. Walken - premio Oscar per Il Cacciatore di Michael Cimino - ci regala una delle sue migliore interpretazioni, algido quanto basta da ricordare il collega meno sottovalutato Jeremy Irons.

Frank White è una variabile anomala nella notte di New York. Ma potrebbe essere una variabile anomala nella sua stessa vita. E' l'unico bianco in una gang di afroamericani, si scontra con i suoi ex soci spezzando le antiche alleanze, elimina portoricani e cinesi che non si sottomettono alla sua nuova legge. Frank mira a diventare sul serio il re di New York, a porre sotto il raziocinio della droga una città che ha fatto dell'incatalogabilità la sua caratteristica d'eccellenza.

Frank non è certo un angelo, né un cuore d'oro. E' un uomo. Il che non è certo una situazione facile, tantomeno priva di contraddizioni. Tuttavia il suo comportamento, che in un primo momento potrebbe non sembrare chiaro, in relatà è comprensibile. Redenzione. Frank sta tentando di espiare colpe che vanno ben aldilà dell'essere un narcotrafficante. Volutamente Ferrara non fa parola degli eventi che hanno cambiato Frank durante la sua detenzione. Questo non importa. Ferrara non cerca moventi, né cognizione di causa. Ci affoga metodicamente negli occhi di Walken, ci spinge tra le braccia di quest'uomo senza scrupoli che si batte per una causa ammirevole.

La domanda si insinua spontanea: può dal Male germogliare il Bene? Il Male, alla fine, paga? Esiste davvero una teoria etica valida ed applicabile con coerenza?

(In realtà sono tre le domande)

Ferrara se lo sta domandando da almeno vent'anni. Ma non da ancora cenno di aver trovato una risposta adeguata. Frank non sembra l'eroe che tutti si aspettano. In fondo lui è un gangster: non è suo compito esserlo. Ma non lo sono nemmeno i due detective che tentano di fermare la sua ascesa. Il regista è bravissimo a moderarsi - anche se Ferrara non è certo tipo da mezze misure, a non forzare i punti di vista. Frank è sì il perno del film ma Ferrara non lo ostenta, dà spazio a Jimmy Jump (Lawrence Fishburne) - all'attore e al personaggio -, ai detective Thomas Flanigan (Wesley Snipes) e Dennis Gilley (David Caruso), dipingendone etica professionale e intimità emozionali; nonchè alla splendida Jennifer (Janet Julian), avvocato e amante di Frank, descrivendo bene il rapporto difficile col protagonista.

Da una storia così violenta ci si sarebbe aspettato una considerazione scadente della vita umana. Al contrario, Frank non è un personaggio che trae ispirazione dal sadismo, né è da considerarsi un giustiziere della notte che vive di fanatismo, né ancora è accecato dalla vendetta. Si potrebbe dire che implode invece di esplodere. Ricorda piuttosto un cavaliere defraudato, che al ritorno dalle Crociate - anche queste sono espiazioni - non ritrova più lo stesso luogo natale. Ma è l'uomo ad essere cambiato.

La scalata al potere di Frank è un tuffo nel sangue. Frank uccide i siculo-americani - i suoi ex soci - che si sono arricchiti mentre lui era in carcere. Viene tradito da un sottoposto che lo vende agli sbirri. Non esita a punire con la morte. La sua presenza, pur rimanendo sempre discreta e silenziosa, è un'ombra che muove i fili dei personaggi e delle loro vite. Ancora una volta merita una lode l'interpretazione di Walken, mai invadente e di una eloquenza che non lascia spazio a fraintendimenti, e all'ottima performance di Ferrara, il quale, in coppia col fido sceneggiatore Nicholas St. John, non esita a ricorrere a soluzioni estreme e rischiose. Da ricordare la violenta scena della sparatoria in cui perdono la vita Jimmy e il detective Flanigan: in una scena cruciale che potrebbe anticipare il classico scontro finale gangsteristico, Ferrara fa sparire dalla scena il protagonista - anche se in ogni caso Fishburne la ruba a Walken in almeno un paio di occasioni. Se questo non è lavorare per sottrazione.

Ma per Frank la redenzione rimarrà un sogno. Le parabole gangsteristiche ce l'hanno insegnato. Promessa: un epilogo sanguinoso. La fine di Frank non rappresenterà un'eccezione. Ma è giusto ammettere che Ferrara riesce a farci odiare questa (pseudo)giustizia, che sia divina o meramente umana. La morte di Frank White, romantico della notte violenta e solitaria, è un dolore per lo spettatore.

Grazie ad un ottimo casting, il film - paragonato spesso a pellicole come Scarface, Carlito's Way, perfino a Il Padrino - riesce a non cadere nei clichè del genere. Se volessimo sviluppare un paragone, potremmo dire che dove Scarface era rabbioso, King of New York è crudele, dove il primo era sfacciato, il secondo affilato e sottile. Ancora, un confronto tra i due cattivi Walken e Fishburne: il primo è freddo, cerebrale, distaccato ed elegante; il secondo, nero, animalesco, in una performance molto "ritmata".

Un film di genere che valica ogni limite, sconfina e non teme la contaminazione col noir o col dramma, opera di un regista che - si perdoni l'espressione - continua a fregarsene dei dogmi hollywoodiani. Meno male.

 

 

Pfiuuuuu... 

 

 

Filmografia del regista

The Driller Killer (1979) - L'angelo della vendetta (1980) - Paura su Manhattan (1984) - Crime Story (1986) - Le strade della violenza (1986) - Il gladiatore (1986) - China Girl (1987) - Oltre ogni rischio (1988) - King of New York (1990) - Il cattivo tenente (1992) - Occhi di serpente (1993) - Ultracorpi (1993) - The Addiction (1994) - Fratelli (1996) - Blackout (1997) - New Rose Hotel (1998) - Il nostro Natale (2001) - Mary (2005)

ISBN/EAN: 
8010020037032

Commenti

...And these are for the bulletts!!!!

"Questo moderno e malinconico Robin Hood deve il suo volto al magnifico Cristopher Walken, contratto e accigliato, delicato e discreto, gelido e sanguigno allo stesso tempo. Walken - premio Oscar per Il Cacciatore di Michael Ciminno - ci regala una delle sue migliore interpretazioni, algido quanto basta da ricordare il collega meno sottovalutato Jeremy Irons".

Occhio a "ciminno".
*
Walken è sinceramente sottovalutato, sul serio. Ne parlavamo giusto qualche tempo fa;). Ragione ulteriore per memorizzare questo tuo scritto. Vado avanti...

"Frank non è certo un?angelo"

(l'apostrofo mi fa pensare cose che non dovrei, di questo Frank)

"Ferrara non cerca moventi, né cognizione di causa. Ci affoga metodicamente negli occhi di Walken, ci spinge tra le braccia di quest?uomo senza scrupoli che si batte per una causa ammirevole."

> quindi, senza cause, cosa rimane? Un presente fatto di immagini, di effetti, di immaginazione (nostra: di noi spettatori). Non so se sia un espediente intelligente. Dico solo che è - a certi livelli, naturalmente - adatto alla fiction.

"Ferrara se lo sta domandando da almeno vent?anni. Ma non da ancora cenno di aver trovato una risposta adeguata. Frank non sembra l?eroe che tutti si aspettano"

dà come forma verbale: dà.

(ocio anche a : n gangster - si trova subito dopo)

"Ricorda piuttosto un cavaliere defraudato, che al ritorno dalle Crociate - anche queste sono espiazioni - non ritrova più lo stesso luogo natale. Ma è l?uomo ad essere cambiato".

> tendenzialmente, partivano perché erano già "defraudati". Erano cadetti - secondo o terzogeniti - e non avevano altro. Ma lascio questo tipo di rilievi agli storici:)

"Se questo non è lavorare per sottrazione"

> SIMONE! CORRI!

"morte di Frank White, romantico della notte violenta e solitaria, è un dolore per lo spettatore".

> allora, in sintesi: mi piace come scrivi, disprezzo Abel Ferrara. E' una sega sopravvalutata, per quanto mi riguarda, e le ultime cose che ho visto al cinema (microfoni inclusi e Asia Argento inclusa) mi hanno spinto a pensare che non avesse niente da comunicarmi. Magari sbaglio: questo film ha 16 anni. Forse prima. Parlo con discreta cognizione di causa dal 1993 ad oggi: prendere, scalciare, donare al peggior nemico. Abel gira per Trastevere, da un bel po' - magari si rigenera, chissà.

Ferrara non è gran che, chi lo considera regista di culto lo sopravvaluta ampiamente. Walken, al contrario, è un grande attore, purtroppo sottovalutato. Oltre ai ruoli già ricordati, è rimarchevole anche la sua performance senza parole in Sleepy Hollow di Tim Burton.

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