Orso D’Argento a Berlino per la miglior regia e premiato al Tribeca Film Festival come Best Narrative Feature, About Elly è il nuovo lungometraggio del regista iraniano Asghar Farhadi, già premiato dalla critica europea per i precedenti Dancing in the dust (Festival di Mosca), A beautiful city (Festival di Varsavia) e Fireworks wednesday (Festival Internazionale di Locarno). Opera apparentemente inusuale, per il cinema iraniano, sempre centrato sulla rappresentazione del degrado, della povertà e dei risvolti inquietanti di una democrazia solamente formale, About Elly si presenta come una dramma angoscioso dalle chiavi di lettura meno immediate ma comunque pungenti e feroci, sulla condizione subalterna delle donne e sul deficit di libertà sostanziale che si vive attualmente in Iran.
La vicenda comincia in modo leggero, e vede un gruppo di amici, ex compagni dell’Università, incontrarsi per una gita sul mar Caspio. Uno di loro, Ahmad, è l’unico non accasato, vive in Germania e ha da poco divorziato dalla moglie tedesca. Sepideh, una delle donne del gruppo, invita a partecipare alla gita Elly, la giovane maestra di scuola della figlia, nel tentativo di far sorgere una relazione e il conseguente matrimonio con Ahmad. C’è pero un inconveniente, perché la casa che doveva ospitarli non è più disponibile, cosicché il gruppo si sposta in una villa chiusa da tempo nei pressi del mare. L’atmosfera comunque è serena, e tutto sembra procedere per il meglio, fino a che il figlio di una delle coppie rischia l’annegamento. Il piccolo si salva ma Elly, che doveva sorvegliarlo, sembra sparita nel nulla. È presto chiaro ai convenuti, che la ragazza è probabilmente morta per aiutare il bambino, ma nessuno pare averla vista entrare in acqua. Comincia così una sorta di giallo, legato all’identità e la vita di una ragazza che, in fondo, nessuno di coloro che aveva preso parte alla gita conosceva.

About Elly è una pellicola solida e compatta, ben scritta e recitata, e girata con una proprietà autoriale mai veramente compiaciuta, al contrario al servizio di una struttura complessiva che vive di cesure narrative apparenti, perché a ben guardare è tutto funzionale alla rappresentazione, a tratti davvero impietosa, del dramma che si voleva raccontare. Farhadi si occupa pressoché di tutto (vedere i credits: dalla regia, alla scrittura, al montaggio, alle scenografie, ai costumi), ed è bravissimo a mimetizzare i messaggi di fondo, per poi ripescarli indirettamente in un finale più simbolico, così eludendo ogni possibile censura da parte di Teheran e poggiando su una storia che a dolore ed angoscia affianca il mistero, tanto da catalizzare l’attenzione dello spettatore su una ricerca volutamente ingannevole che lo conduca a riflettere su ciò che il regime travestito da democrazia vorrebbe occultare ai media - e soprattutto alle coscienze - occidentali. Ma c’è forse di più, in questo film corale che indaga da vicino alcune convenzioni inscalfibili degli iraniani, alcuni riti che si perpetuano nonostante l’inevitabile maggiore emancipazione femminile dovuta a un diverso accesso delle donne alla cultura, negli ultimi anni. Farhadi si sofferma, man mano che ci si avvicina l’epilogo, sul rapporto squilibrato tra uomo e donna, e sulle tare ancestrali che gravano su una cultura in cui le donne stesse sono ancora imprigionate in meccanismi sociali perversi (il gioco di voler far incontrare un uomo e una donna che non si conoscono, scopo matrimonio), motivando di fatto l’innesco della vicenda. La visione di fondo è triste e dolorosa, e investe tutta una cultura le cui contraddizioni evidenti sono ferite aperte ancora lontano dal potersi rimarginare.

Fuori dalla storia rappresentata, sicuramente adatta a chi cerca un cinema d’impegno e di riflessione, c’è da rimarcare la qualità artistica di una pellicola che si avvale di una regia dinamica in cui l’uso della camera a mano denota una maestria e un senso del cinema invidiabile, tanto che il film riesce a parlare spesso per sole immagini nonostante la sceneggiatura assai dialogata. Nel sorprendente quanto poco conosciuto cast – tutti davvero bravi -, spicca la bella Golshifteh Farahani, già vista accanto a Leonardo di Caprio in Nessuna verità di Ridley Scott. L’Iran raccontato da Farhadi, che passa dal dramma intimo a quello sociale per mostrarci un popolo ancora lontano dal godere di diritti considerati scontati alle nostre latitudini, sembra un paese ancora in grave difficoltà e solo agli albori di un processo che dovrebbe portarlo dalla democrazia formale a quella sostanziale.
Regia: Asghar Farhadi. Soggetto e sceneggiatura: Asghar Farhadi. Direttore della fotografia: Hossein Jafarian. Montaggio: Hayedeh Safiyari. Scenografia: Asghar Farhadi. Costumi: Asghar Farhadi. Interpreti principali: Golshifteh Farahani, Taraneh Alidoosti, Mani Haghighi, Shahab Hosseini, Merila Zarei, Peyman Moadi, Rana Azadivar, Ahmad Mehranfar, Saber Abar. Musica originale: Juan Federico Jusid. Produzione: Asghar Farhadi. Titolo originale: “Darbareye Elly”. Origine: Iran, 2009. Durata: 119 minuti.
Federico Magi, luglio 2010.
Prima pubblicazione cartacea dell'articolo: Il Secolo d'Italia, 22 giugno 2010. © Il Secolo d'Italia. L'articolo appare su Lankelot in versione lievemente modificata.
Commenti
(About Elly) About Elly è una
(About Elly) About Elly è una pellicola solida e compatta, ben scritta e recitata, e girata con una proprietà autoriale mai veramente compiaciuta, al contrario al servizio di una struttura complessiva che vive di cesure narrative apparenti, perché a ben guardare è tutto funzionale alla rappresentazione, a tratti davvero impietosa, del dramma che si voleva raccontare.
[about elly] carico in prima
[about elly] carico in prima pagina! grazie Fede
[About Elly] Ho letto
[About Elly] Ho letto recensioni contrastanti a proposito di questo film, cercherò di vederlo per farmi un'idea. Leggo che è molto dialogato..davvero? Dialogato e pochi silenzi?
(About Elly) Eh si, Andrea.
(About Elly) Eh si, Andrea. Insolitamente dialogato per essere un film iraniano. Il film è buono, ben fatto e ben confezionato, ma non è un capolavoro.
[cinema iraniano] abbiamo
[cinema iraniano] abbiamo solo due titoli, ad oggi: http://www.lankelot.eu/cinema-iraniano