Coproduzione internazionale: Inghilterra, Francia, Usa e Canada contribuiscono a un film “teen-horror” dalla sceneggiatura scricchiolante e dall’imbarazzante citazionismo. Passateci la metafora culinaria: più che un film, è una ricetta. Nel dettaglio: si prenda l’accetta di Jack Torrance in “Shining”, un pizzico della claustrofobia di “The Cube”, la torcia di “The Blair Witch Project”, la telecamera morbosa del “Grande Fratello”, la violenza esasperante di “Das Experiment”, i presupposti psicologici di “Dieci piccoli indiani” della Christie e si vada shakerando con le storiche avventure grafiche “Maniac Mansion” della Lucasfilm e “Alone in the Dark” della Infogrames. Qualcosa ancora rimanda alla soffocante asfissia di “The Hole” e al grandguignolesco snuffy “Tesis” del promettente Amenábar: e neppure i titoli di coda scampano all’omaggio, neppure troppo cifrato: “The Matrix”.
Un titolo che sentiremmo di proporre al distributore italiano, per suggerire immediatamente allo spettatore il tipo d’esperienza estetica che andrà vivendo, è sobrio ma illuminante: “Déjà-vu”.
Trama.
Cinque giovinastri cedono alle lusinghe webcamiane d’un premio da favola: un milione di dollari in cambio di sei mesi di segregazione in una mansion discretamente arredata e totalmente isolata: una sola defezione comprometterebbe il premio di ogni partecipante.
Trionfo di telecamere in ogni angolo e progressivo e inarrestabile clima claustrofobico, come si accennava in apertura: l’intero film si svolge quando i ragazzi si trovano a pochi giorni dalla fine della volontaria prigionia, estenuati e intossicati dalla convivenza coatta e avvelenati da un trionfo di nevrosi e frustrazioni sessuali. Tre uomini e due donne: una, ammettiamolo, splendida: Charlie (la promettente Jennifer Sky), l’altra (Laura Regan) vagamente clonata rispetto alla Mia Farrow di “Rosemary’s Baby”.
Cedono i nervi, ma il pensiero del milione di dollari e della fama planetaria conquistata dal misterioso format che vanno interpretando, per un pubblico che credono ormai fanatico e invasato, impedisce che venga tradita la clausola originaria del contratto: nessuno fuggirà dalla villa.
Non vogliamo (con)cedere eccessivi spoilers della pellicola: il clima(x) di violenza porterà alla decimazione degli effettivi, tra sfarzose decapitazioni, brillanti soffocamenti, ciondolanti carcasse e spettacolari rantolii. Per i cultori del sado-maso da non perdere l’apparizione di uno sbirro fornito di seducenti manette e armato più che di una Colt di uno sguardo bovino e acquoso (perché?).
Soggetto e sceneggiatura, scritte a quattro mani dall’esordiente Watkins in collaborazione con Hilton, appaiono evidentemente corrette in corsa. Frequenti interpolazioni, trasparenti ripensamenti mascherati da false piste. Curiosa varietà e artificio nell’esecuzione degli omicidi tradiscono una leziosa cerebralità. La lacuna più evidente appare l’ingenua superficialità di alcuni passi della sceneggiatura. Una sciatteria che getta le sue radici all’origine della trama: perché mai cinque ragazzi di media cultura dovrebbero gettarsi in un’avventura di tali proporzioni senza ricevere alcun tipo di garanzia? Neanche un quintetto di Neanderthalenses accetterebbe oggi di entrare in una casa per sei mesi senza sapere chi sono gli organizzatori, senza firmare un contratto, e con la certezza che la pubblicità sull’evento sarà solo successiva all’inizio del programma….
Montaggio clipparolo e singultico, nel complesso adeguato e professionale.
Colonna sonora notturna e discretamente trip-hop: nei momenti di maggior fatiscenza della sceneggiatura soccorre la ferita sensibilità estetica dello spettatore, sposandosi alla perfezione con il romantico sguardo dell’improbabile poliziotto del delirante finale.
Appunti.
Partendo dal presupposto di trovarci in possesso (speriamo per voi temporaneo) di un DVD esageratamente ricco di extra tra cui la possibilità di vedere le sequenze più piccanti da angolazioni differenti, funzione quasi mai utilizzata dai produttori Hv, ancor meno dagli spettatori (se controllate il tasto angle sul vostro telecomando, fateci caso, è incrostato dalla polvere), non ci sentiamo di condannare all’inceneritore un filmetto di genere tutto sommato sufficiente, consigliabile per una seratina tra amici, popcorn, bacardi breezer e esecuzione contemporanea di semplici operazioni di routine come:
1) masterizzare cd
2) dedicarsi al chiacchiericcio episodico off-topic
3) liberarsi di impellenti bisogni
4) nutrire animali domestici
Un suggerimento: se nonostante tutto vi sarete pentiti della visione, non esitate a millantare ipotetici graffi sul supporto digitale, ottenendo un noleggio extra gratuito: LA PROMESSA DI BLOCKBUSTER.
Regia: Marc Evans.
Soggetto & Sceneggiatura: David Hilton, James Watkins.
Direttore della fotografia: Hubert Taczanowski.
Montaggio: Mags Arnold.
Interpreti principali: Sean Cw Johnson, Jennifer Sky, Kris Lemche, Stephen O’Reilly, Laura Regan, Bradley Cooper, Nick Mennell.
Musica originale: Bias.
Produzione: Jonathan Finn, Alan Greenspan, David Hilton, Jane Villiers.
Origine: Uk/ Usa / Francia/ Canada, 2002.
Durata: 95 minuti.
Info Internet: Sito ufficiale.
Marcello Bedetti, Mad Bed & Giovanbattista Arlechino, Giambo & Gianfranco Franchi, Lankelot, novembre del 2003.
Commenti
non ci sentiamo di condannare all?inceneritore un filmetto di genere tutto sommato sufficiente, consigliabile per una seratina tra amici, popcorn, bacardi breezer e esecuzione contemporanea di semplici operazioni di routine come:
1) masterizzare cd
2) dedicarsi al chiacchiericcio episodico off-topic
3) liberarsi di impellenti bisogni
4) nutrire animali domestici
locandina!
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