Autore:
Eskiköy Orhan & Doğan Özgür
Iki dil bir bavul, ovvero Due lingue e una valigia, è un film documentario che racconta l'esperienza di un giovane insegnante turco (Emre Aydın), proveniente dalla parte occidentale e sviluppata del paese, catapultato in un villaggio del sud-est curdo per la sua prima esperienza di lavoro. Si tratta di un documentario appunto e quindi non c'è alcuna ombra di finzione, di sceneggiatura, o di dialoghi scritti: le immagini riassumono un anno scolastico intero e l'avvicendarsi delle quattro stagioni nell'alta Mesopotamia. Nel suo piccolo è davvero un capolavoro. Va con estrema naturalezza al cuore della questione turco-curda, senza gravami di giudizi politici o moralistici, semplicemente con la “parola” nuda e neutra delle immagini. So benissimo che vi sto parlando di un film-documentario di difficile reperibilità in Italia, ma se siete frequentatori dei cosiddetti cinema d'essai o se seguite con attenzione i festival internazionali, potrebbe capitarvi di imbattervici. Altrimenti se internet può aiutarvi, potete vederlo scaricando i sottotitoli in inglese, anche se non siete dei filologi joyciani. Penso che sia giusto diffondere una certa attenzione per un certo tipo di cinema di sperimentazione e di qualità che non riesce a raggiungere le grandi catene di distribuzione, in modo da creare una richiesta e di conseguenza di stimolare la reperibilità. Sarà pure una goccia nel mare, ma è sempre meglio dell'arsura.
Il novello insegnante Emre Aydın sbarca allora in questo sperduto villaggio di Demirci nella provincia di Şanlıurfa (link in calce) e le telecamere di Orhan Eskiköy e Özgür Doğan lo seguono per un anno intero della sua esperienza. Il film è stato girato nel 2007 e da allora non sono molto cambiate le condizioni di vita dei villaggi turchi del sud-est: non c'è acqua, elettricità intermittente, isolamento dalla civiltà; quest'ultima irrompe nel villaggio appunto grazie alla figura dell'insegnante che va a dare vita al misero edificio della scuola. Per gli abitanti del villaggio lo stato, quando non è l'esercito, è quella piccola casetta dotata di bandiera turca con su la targa di SCUOLA. È attraverso di essa che si mette in moto il processo di assimilazione, o volendo essere gentili di integrazione, che cerca di “fare i turchi”, proprio come un tempo c'era bisogno (e forse ancora) di fare gli italiani. Quei pochi bambini che Emre riesce a portare in aula e a strappare al lavoro dei campi non parlano turco, non lo capiscono. La loro lingua madre è il curdo: lingua antichissima di ceppo indoeuropeo, che col turco non a niente a che spartire. L'obbligo imposto dall'insegnante di non usare il curdo in classe pone il primo passo del processo di assimilazione: il senso di inferiorità. Gli alunni sono automaticamente stimolati a sentirsi in colpa per la lingua che parlano e a sentirsi “deficienti” (nel senso etimologico di mancanti di un qualcosa). Ecco il cuore, anche attuale, della questione curda in Turchia. È di questo che oggi si dibatte ed è per questo che si combatte: per far sì che una lingua e una cultura non siano cancellate in nome di una retorica identitaria di uno stato-nazione.
Le immagini del film hanno la forza della realtà senza aggiunte. I paesaggi, i volti dei bambini, i loro balbettii, parlano chiaro. La terra dura e petrosa dell'alta Mesopotamia (è davvero lì che è nata la civiltà?), la crescita lenta del grano, la neve d'inverno, le cicogne a primavera, i giochi di bambini che utilizzano l'unico materiale che c'è attorno: la pietra. Gli sforzi di un giovane insegnante che deve insegnare i riti e i miti di un'intera nazione a una popolazione che è straniera in patria, che parla una lingua negata, che vive ai limiti estremi di questa nostra civiltà occidentale. Iki dil bir bavul è tutto questo con la semplicità estrema del documentario.
Regia: Orhan Eskiköy e Özgür Doğan; Produttore: Orhan Eskiköy e Özgür Doğan: Produttore associato: PieterVan Huystee; Soggetto: Özgür Doğan; Operatore: Özgür Doğan; Durata: 81'; Origine: Turchia, 2008; Riconoscimenti: Festival di Antalya; Festival di Adana; Festival del cinema del medio oriente di Abu Dabi; Festival internazionale di Ankara; Festival del cinema turco di Londra; Festival internazionale di Romania; Zagrebdox.
Link:
http://www.dailymotion.com/video/xawl34_yki-dil-bir-bavul-fragman_shortfilms
Commenti
[Iki dil bir bavul]
[Iki dil bir bavul] Neo Franz! Buona visione.
"Due lingue e una valigia, è un film documentario che racconta l'esperienza di un giovane insegnante turco (Emre Aydın), proveniente dalla parte occidentale e sviluppata del paese, catapultato in un villaggio del sud-est curdo per la sua prima esperienza di lavoro".
> grazie Franz!
[cinema turco] qualcosa c'è!
[cinema turco] qualcosa c'è! http://www.lankelot.eu/cinema-turco
Franz: integro tutta una serie di tag in più. Possono servire per migliore visibilità e indicizzazione del pezzo. D'accordo? ;)
[due lingue e una valigia]
[due lingue e una valigia] caro franz, complimenti per lo spirito di questo articolo, e per la scelta. Quando scrivi "Penso che sia giusto diffondere una certa attenzione per un certo tipo di cinema di sperimentazione e di qualità che non riesce a raggiungere le grandi catene di distribuzione, in modo da creare una richiesta e di conseguenza di stimolare la reperibilità. Sarà pure una goccia nel mare, ma è sempre meglio dell'arsura."
> Interpreti alla perfezione quello che dovremmo fare qui, per quanto possibile, tutte le volte che scriviamo di libri, film o dischi. Vale a dire schedare e discutere quel che di qualità è in circolazione, ma spesso viene penalizzato da sbagliate logiche di distribuzione. E tuttavia esiste e ottiene riconoscimenti veri in giro per il mondo...o almeno in certi circuiti credibili, in patria.
omaggio questa benedetta goccia nel mare. Sei stato grande.
[sempre su due lingue e una
[sempre su due lingue e una valigia] racconti: "Quei pochi bambini che Emre riesce a portare in aula e a strappare al lavoro dei campi non parlano turco, non lo capiscono. La loro lingua madre è il curdo: lingua antichissima di ceppo indoeuropeo, che col turco non a niente a che spartire. L'obbligo imposto dall'insegnante di non usare il curdo in classe pone il primo passo del processo di assimilazione: il senso di inferiorità."
> Direi che il paragone con l'epoca in cui si andavano a "fare" gli italiani in tante regioni "fresche di italianità" aiuta molti a capire di cosa si può essere trattato. Un po' quando è successo anche in Catalogna, per dire, con l'obbligo del castigliano.
Ma in questo caso è proprio la radicale diversità del ceppo linguistico che manda in tilt la nostra immaginazione...
[due lingue e una valigia] mi
[due lingue e una valigia] mi piace moltissimo anche la sintesi, in coda:
"Gli sforzi di un giovane insegnante che deve insegnare i riti e i miti di un'intera nazione a una popolazione che è straniera in patria, che parla una lingua negata, che vive ai limiti estremi di questa nostra civiltà occidentale. Iki dil bir bavul è tutto questo con la semplicità estrema del documentario."
> Se riesci ad avvicinare anche soltanto dieci veri cinefili italiani a questo film, vuol dire che in prospettiva diventeranno 100 spettatori normali. Gran bel lavoro;).
(Iki dil bir bavul): La
(Iki dil bir bavul): La speranza è proprio quella di avvicinare l'attenzione degli addetti ai lavori. Speriamo che passino di qui!
(due lingue curdo/turco):
(due lingue curdo/turco): http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_curda http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_turca
Ecco due primi basilari strumenti di conoscenza. Il curdo ho iniziato a studiarlo da poco e, oltre ad essere una lingua bellissima, ha delle incredibili affinità con italiano, francese e inglese. E' gravata, almeno in Turchia, da un secolo abbondante di vita di "contrabbando" diciamo così, per cui solo da pochi anni si sta provvedendo a fissarne una grammatica scritta ed il parlato risente di notevoli varianti e di notevoli prestiti "forzosi" dal turco. Un pioniere della grammatica di questa lingua fu un italiano a nome Maurizio Garzoni, gìa nell'Settecento:
link: http://www.uikionlus.com/userimages/2009/BELGELER/grammatica_kurda_garzoni.pdf
(Cinema-Lankelot): E' in
(Cinema-Lankelot): E' in effetti lo spirito più genuino e prezioso di Lankelot! Sono onorato di poter contribuire col mio poco. In effetti credo che ci sia tutta una schiera di film (e libri ovviamente) di altissima qualità che si aggirano solo nei circuiti più specialistici e non riescono ad arrivare al grande pubblico, il quale non è famoso per aggiornare i propri gusti su parametri di qualità. Non capita di vederli nelle sale e sugli scaffali degli stores, ma quando capita è importante segnalarlo grazie a strumenti fantastici come questo sito. In special modo il campo del documentario credo (da non addetto) che sia davvero ricco di chicche da scoprire, ricche di contenuti artistici e sociali.
(Due lingue e una valigia):
(Due lingue e una valigia): Grazie per i tags Gianfranco, in questo campo sono sempre a orto di fantasia :)
[Due lingue e una valigia] Le
[Due lingue e una valigia] Le tue segnalazioni sono sempre preziosissime Francesco e in particolare per uno come me che tende a dimenticare determinati territori.