Con questo film, dai sottostimati contenuti meta-artistici, la coppia Thomas e Mat ha deciso di riunirsi; la situazione ci è apparsa subito critica, ragione per la quale, appunti alla mano, abbiamo trascorso più di quattro ore ad annotare i molteplici ed esaltanti spunti di riflessione che la pellicola propone.
Questo per fornire una panoramica d’insieme su quanto segue.
L’accento è stato posto sull’aspetto prettamente scientifico, per ovvie ragioni: non va dimenticato che si è scomodato ad osannare questo capolavoro di tecnica cinematografica niente poco di meno che un premio Nobel per la pace, l’ormai celebre quasi presidente Al Gore. Si è insistito sull’aspetto formativo di un film, queste sono le parole della riscoperta coscienza liberal di Gore, la cui scientificità è over the top.
Top come Topolino.
Emmerich, non sia mai che qualcuno dimentichi, è già autore affermato; ha portato sul grande schermo epopee indimenticabili come Indipendence day, e Stargate. Da allora sappiamo che Harry Potter da grande farà certamente il presidente degli Stati Uniti. E che Spider Man, in fondo, è un cittadino qualunque.
In ogni caso non temete, la riconferma c’è stata.
La trama
La trama, come spesso accade in questo genere di pellicola impegnata è articolata e complessa. Talvolta surreale.
Non vogliamo risparmiarvi nulla, quindi eccovi la cronistoria. Minuto per minuto:
4 min.: Siamo in pieno polo Nord; ardimentosi ricercatori stanno effettuando non meglio precisate ricerche, quando d’improvviso l’intera banchisa si spezza. La scena è, senza nulla togliere al talento del regista, di gusto vagamente fumettistico. Infatti un’identica banchisa si spezza in identica maniera in Ice Age. Peccato per l’assenza dello scoiattolo, che avrebbe dato quel non so che al resto della pellicola.
5 min. : Nel tentativo di salvare l’orgoglio, la nazione e il materiale, in quest’ordine, il nostro eroe si getta oltre il crepaccio. Tenta quindi di rincasare, ma è tradito dall’infida natura del ghiaccio, che appunto, neanche a dirlo, scivola. Niente paura: con sprezzo del pericolo, l’impavido estrae una piccozza e ne conficca due centimetri abbondanti nella parete di ghiaccio, restando sospeso così a un ridicolo martelletto di ferro, conficcato in un ghiaccio in rapida dissoluzione. Detta piccozza ritornerà peraltro più tardi, dimostrando di non avere ultimato il proprio ruolo creativo.
8 min.: Vi lasciamo col fiato sospeso e passiamo a New Dehli.
Nevica.
Scopriremo in seguito che sono in corso drastici cambiamenti climatici, che riescono ad avere la meglio su tutte le leggi della fisica e della biologia, ivi compresa la relazione di causa effetto.
Qui infatti l’effetto precede la causa. Licenza poetica?
9 min.: La temperatura della corrente del golfo cala di botto di 13 gradi. Spaccati.
I nostri si allertano, perché si sa, il 13 porta male…
11 min.: piovono panettoni di grandine. Non in senso figurato. La forma è proprio quella di un panettone, a ben guardare si scorge anche il marchio di fabbrica. Forse un tentativo di dare un tocco da film a basso costo.
Curiosamente la pioggia natalizia arriva in concomitanza con l’abbassamento della temperatura, a riprova che la corrente del golfo è a scorrimento istantaneo.
12 min.: Uragano. Vento impazzito. Tetti scoperchiati.
Prime avvisaglie del drastico cambiamento delle leggi di natura. Infatti, un tetto scoperchiato si solleva contro vento.
18 min. Godibile quadretto di famiglia: un padre di colore e una madre bianca, a riprova che negli Stati Uniti la convivenza è possibile. Purtroppo anche il figlio è bianco, il che da adito a sospetti sulla paternità.
26 min.: È subito record. Infatti sono trascorsi ben otto minuti di trama senza strafalcioni. Rassicuratevi: è una disgrazia che non si ripeterà più.
Qui per altro, di ritorno nel cuore dell’uragano, osserviamo la scritta Hollywood meticolosamente distrutta dal vento. Un fenomeno sconcertante, di precisione millimetrica. Poco dopo un tornado, che ha appena sbriciolato un palazzo, non riesce a sollevarne i detriti depositati per terra.
29. min: Niente paura: arriva il presidente. Con quel senso di bon ton che unisce yankee e milanesi, il nostro porta un cappellino da sole.
Nello studio ovale.
Con le luci accese.
34 min.: Finalmente le spiegazioni: è in corso un devastante cambiamento climatico, che agendo con rapidità ineguagliabile, distruggerà il pianeta entro pochi giorni. Manca, a distinguere Emmerich dai film americani di bassa lega, un cronometro col conto alla rovescia.
In compenso per spirito di chiarezza, il piano meteo ha una scala in settimane; la scientificità è over the top. Ipse dixit.
37. min: Mammuth al museo. La guida spiega che è rimasto congelato all’istante. Avendo come ogni ingegnere sperimentato il congelamento di sandwich al prosciutto nell’azoto liquido (circa 200 gradi sotto zero) posso assicurarvi che la natura qui è ricorsa a qualcosa di più efficace. Infatti, purtroppo, i sandwich all’interno restavano mollicci.
38 min.: L’apeotosi del film. Gli elicotteri.
Per dovere di cronaca, la formazione di elicotteri in ricognizione vola in formazione serrata attraverso una percentuale di visibilità prossima allo zero, una perifrasi che è lì a testimonianza dello spirito di rigore e serietà del film.
La temperatura cala improvvisamente a -150 °, causando il congelamento istantaneo del carburante dei tubi. Il lettore accorto si domanderà come mai l’anidride carbonica, responsabile dei cambiamenti climatici e che compone lo 0.04% dell’atmosfera, non precipiti sotto forma di ghiaccioli.
È naturalmente dovuto al variare delle leggi ella fisica cui accennavamo sopra. Nulla di inquietante per altro, se si pensa che nell’abitacolo la temperatura è assolutamente gradevole, infatti il fiato dei piloti non fa condensa. In compenso si forma ghiaccio sul soffitto.
Davanti a questo cataclisma il pilota sceglie l’opzione vincente: smonta dall’elicottero precipitato.
Spalanca la porta e dopo aver appoggiato le ignude manine sul metallo della porta, senza per altro apprezzabili conseguenze, si congela istantaneamente, come il sopra celebrato mammuth.
45 min.: Si entra nel vivo della storia. Il figlio del protagonista (protagonista che per la cronaca è naturalmente sopravvissuto all’incidente col ghiaccio, al min. 5), si trova a New York per un concorso di indottrinamento statale, e per dare nuovo vigore alla trama.
Un improvviso innalzamento del mare di sette metri e mezzo, dovuto a cause incomprensibili, colpisce la città, allagandola. Inutile specificare che l’ondata sommerge la statua della libertà; questa per altro resiste all’ondata di marea, e svolgerà d’ora innanzi un ruolo analogo a quello di una mascotte calcistica, ritornando periodicamente in scena a sostenere i nostri con la sua presenza eelegantemente metaforica.
Le strade di Manhattan sono nel panico. Mentre l’onda si avvicina, una signora chiusa in una vettura, chiama un poliziotto chiedendo aiuto. Le forze dell’ordine si distinguono anche negli Stati Uniti per cultura e intelligenza. Infatti, vedendo una signora che urla in auto semi allagata, in mezzo al caos più totale, il nostro si domanda cosa mai potrà volergli dire, poiché chiaramente non capisce il francese.
Forse indicazioni stradali? Acquistare una ciambella?
47 min. I grattacieli sono chiaramente della stessa miracolata sostanza della statua della libertà; difatti non sembrano essere intaccabili dall’ondata di marea. Per altro i vetri infrangibili sopportano stoicamente la pressione, senza dare visibili segni di cedimento.
51 min. Ritorno alla calma, con discussione di climatologia. Per ragioni non specificate, scopriamo che il nord del pianeta sta subendo devastazioni indicibili. Per necessità di copione il sud viene risparmiato dalla furia devastatrice.
53 min. Ancora New York. I sopravvissuti hanno trovato rifugio nella biblioteca pubblica, nella quale avranno modo di commettere numerosi scempi, d’ora innanzi non solo ai danni della scienza, ma anche dell’arte. Con tipica efficienza yankee, nonostante fuori le strade siano più allagate del Mississippi, il personale non demorde. Infatti, lo sportello informazioni è aperto.
54 min. È il momento del richiamo Spilbergiano. Come ET, il figliol prodigo telefona a casa. Lo scopo del gesto resta incomprensibile, soprattutto alla luce del fatto che per riuscirci dovrà calarsi nell’acqua gelida, rischiando annegamento e ipotermia. In questo modo comunque verrà avvisato dal padre della situazione.
Il telefono, benché sommerso dall’acqua, funziona perfettamente.
59 min. Una nave oceanica si arena sulla 5. avenue, davanti alla biblioteca. È priva di equipaggio.
Una rapida occhiata alla geografia di Manhattan permetterà ad un pubblico accorto di scoprire che la nave ha dovuto sterzare almeno due volte, senza sbagliare agli incroci. Il tutto attraverso le strade della città e senza timoniere.
1 h L’immancabile presenza femminile, il cui unico scopo nel film è ovviamente fungere da biscottino caldo per il giovane supereroe, ferita ad una gamba, corre come un agile gazzella. Nulla di paragonabile agli elicotteri di poc’anzi, se non fosse che tra neanche 48 ore sarà in setticemia.
1h 3 Si torna a sud. Il presidente ordina di evacuare gli stati settentrionali. Con che mezzi non è dato sapere, ma si conta sull’inventiva personale, forse usando il pedalò.
Intanto il padre, ideale rappresentante della filosofia USA, decide di partire alla ricerca del figliolo disperso.
Pianificherà un viaggio esemplare, da Whasington a New York, percorrendo i primi 200 Km, fino a Philadelphia, in macchina, quindi altri 150 chilometri, da Filadelfia a New York, in 48h nette, con una sola fermata per riprendersi da un incidente, e trascinando prima una slitta stracarica, poi un compagno svenuto, per non perdere la forma.
Sapendo che la Patrouille des glaciers corpo d’élite Svizzero percorre i 53 chilometri tra Zermatt e Verbier in 16 ore, è chiaro che in questo film viene accessoriatamene battuto un record mondiale.
Le ragioni sportive sono probabilmente quelle che spingono il nostro a tentare l’impresa; in caso contrario resta assolutamente incomprensibile immaginare perché, con la peggiore tempesta mai vista in arrivo entro 24 ore, su strade infami, sapendo che nemmeno lui, un vero yankee, chiaramente parente stretto di Clark Kent, non riuscirà mai ad arrivare in tempo a New York, decida comunque di partire.
Una decisione resa vana dall’arrivo, nemmeno trenta minuti più tardi del suo, di un’intera schiera di elicotteri ad evacuare la città sommersa.
1h 5 New York: nonostante abbia sempre piovuto (appena ora comincia a nevicare), per uno strano fenomeno chimico-fisico il mare è ghiacciato (uno spessore sufficiente a camminarci sopra). La neve quindi si deposita imperterrita sul ghiaccio alieno.
1h 11 Lezione per Boy scout: come accendere un fuoco. Naturale! Bruciando i libri.
La carta stampata, come noto, produce una fiamma calda e pulita, scevra da emissioni fastidiose e da fumo. Per altro ha lunga durata ed efficacia, al contrario dei numerosi mobili presenti, risparmiati dalla furia iconoclasta dei superstiti. Accessoriamente nello stesso minuto viene chiaramente inquadrata una cassetta del pronto soccorso, appesa come di rigore alla parete della biblioteca. Dettagli da memorizzare per più tardi.
1h 16 dove si scopre che abbiamo sottovalutato la piccozza (made in USA of course). Il papà, due amici e una piccozza sospesi ad un centimetro scarso di ghiaccio. Il tutto costerà la vita a un uomo (Darwin, la selezione in azione), ma senza responsabilità della piccozza, che reggerà senza fatica alcuna.
Per altro, nel momento in cui la vittima designata precipita nel vuoto, assistiamo ad un secondo rigurgito di film a basso costo. Il manichino di legno cade facendo con le braccia l’angelo di neve.
1h 20 In biblioteca hanno ormai finito il milione erotti di volumi disponibili. Si rende quindi indispensabile bruciare una bibbia di Gutenberg, che scopriamo rappresentare niente di meno che l’inizio dell’era della ragione. I mobili restano intonsi.
1h 23 Gli organismi sotto stress hanno tendenza ad accoppiarsi. Quindi, stupendoci per originalità, il ragazzo riesce ad imbarcarsi la biscottina.
1h 25 Una tragedia: il presidente non riesce ad esser evacuato, essendo chiaramente l’ultimo a partire. In macchina.
Probabilmente l’air force one era in riparazione dall’ultima volta in cui aveva affrontato gli alieni.
1h 26 Seconda perla, dopo i già apprezzatissimi elicotteri. Lei, biscottina, si ammala. Una setticemia, diagnosticata grazie ad un libro che ha avuto miglior destino della bibbia, e di cui la signora del servizio informazioni (quello sempre aperto) si limita a sfogliare l’indice, formulando per altro una diagnosi degna del dottor House.
Terapia? Penicillina! Ignorando ovviamente che l’80% dei patogeni sono oggi resitenti alla penicillina. Evidentemente il libro di medicina è stato salvato perché più vetusto della bibbia di Gutenberg.
1h 27: scena culto: dalla stazione orbitale, qualcuno si accorge che da vari giorni un ciclone di proporzioni immani sovrasta il pianeta, e decide di inviare le immagini. Chiaramente nessun satellite ha ancora provveduto ad effettuare fotografie, essendo tutti occupatissimi a spiare i comunisti russi, la principale minaccia del momento.
1h 28 Dopo il tornado che cancella la scritta Hollywood, ecco l’occhio del ciclone che si dirige sul centro di Manhattan. Preciso al millimetro.
Intanto i nostri eroi registrano per la prima volta la presenza di mobili e decidono di farne racchette da neve, con le quali improvvisare una sortita, alla ricerca di medicinali. (Al che ricordiamo l’inquadratura a 1h 11)
1h 30 Missione penicillina: tutte le porte della nave sono aperte. Anche i russi in territorio yankee sanno di essere al sicuro.
Aspetta… no, una no! L’infermeria ovviamente è chiusa. Per facilitare i trasporti di urgenza probabilmente.
1h 31 La penicillina è nell’armadio e si presenta sotto forma liquida. Ovviamente visto che si è ghiacciato anche il mare. Come tutti gli antibiotici la penicillina va conservata in frigo, a temperatura ambiente si degrada in poche ore. Dopo un viaggio transoceanico quella penicillina si potrà utilizzare al più come lassativo blando.
1h31 trovano la cambusa. Di fianco all’infermeria. Probabilmente un colpo di genio dell’ingegnere navale.
1h32 uno dei nostri eroi viene morso da un lupo. Contrariamente ai graffi che vanno in setticemia, non riporterà alcuna conseguenza.
1h32 la temperatura cala di 10°C al secondo, ma continua a nevicare. Gli esperti meteo hanno dato il meglio di sé in un film costato 150'000'000$.
1h33 Fuga dalla nave, a mani nude sul metallo. Una temperatura dell’aria che ha fatto ghiacciare il mare. Nessuna conseguenza. Gli americani sono immortali.
1h35 L’occhio del ciclone è su Manhattan. Con uno sbalzo termico di 10°C al secondo i vetri dei palazzi esplodono (si vede chiaramente). Nella stanza in cui si sono rifugiati c’è una finestra. Esploderà?
1h36 La bandiera americana, nell’occhio del ciclone, congela. Il momento è catartico.
1h36 L’occhio del ciclone. Freddo, freddo, il ghiaccio invade il corridoio. La porta della biblioteca rimane saldata.
Il fuoco imperterrito brucia. Anzi i nostri eroi si affrettano a nutrirlo (ma non con i mobili). Moriranno asfissiati?
1h42 Un altro cammeo per la statua della libertà che dopo l’onda di marea e uno sbalzo di 10°C al secondo è ancora integra e senza una crepa.
1h43 Metri di neve ricoprono Manhattan. Quando è caduta? Quando faceva
-150? Le finestre dei piani bassi dei palazzi sono intatte. Evidentemente sono autoriparanti.
1h46 Nonostante la penicillina. Nonostante i lupi. Nonostante i vetri rotti. Nonostante non ci sia ossigeno. Gli americani sono immortali.
1h46 tutti insieme appassionatamente. Il nostro eroe ritrova il figlio, gli amici e la ragazza biscotto. Lei è guarita dalla setticemia e 48h dopo non ha nemmeno le occhiaie.
Si noti che in ambiente ospedaliero i casi di setticemia hanno il 50% di probabilità di sopravvivenza. La degenza poi dura a lungo, dato che la patologia è altamente debilitante.
Sono convinto: gli americani sono immortali.
1h49 USA’s girls are better. Lei cammina, salta è felice. Quella penicillina è di un altro pianeta.
1h50 arrivano gli elicotteri. Dai palazzi esce gente a frotte. Tutti in cima a salutare. Manca la foto di gruppo.
Corollario: l’elettricità è saltata. I palazzi faranno 150 piani. Tra quando si sente il rumore dell’elicottero e l’avvistamento passeranno 2 minuti scarsi. Quindi la gente era già in cima ai palazzi. Quegli stessi palazzi i cui vetri esplodono e che sono rimasti a -150°C. senza corrente, senza riscaldamento (ricordate il carburante ghiacciava nei tubi, quindi anche la nafta.)
È definitivo: gli americani sono immortali.
Una piccola conclusione personale
Con questo film Emmerich conferma un talento superiore, sprezzo del comune senso del gusto, della logica e del buon senso, e realizza un’opera dal sapore surreale.
David Lynch è chiaramente un dilettante.
Ricordando Indipendence Day, già sulla retta via, questo è un film che procede nell’esplorazione della cloaca maxima del cinema, capace di convogliare in meno di due ore di pellicola un gusto smisurato per il kitsch, una retorica ultranazionalistica che avrebbe fatto impallidire Goebbels, un senso di superiorità palesato nei confronti di dettagli come la coerenza, la logica e il rispetto dell’intelligenza dello spettatore, giudicato, neanche a dirlo, un emerito imbecille.
È indegno spacciare questa accozzaglia delirante di effetti speciali riciclati come informazione.
L’informazione richiede uno sforzo da parte di chi la fornisce, in qualità e in intelligenza, e un pari sforzo da chi la riceve.
E questo film è la morte. Dell’intelligenza e dell’informazione.
Regia: Roland Emmerich.
Soggetto e Sceneggiatura: Roland Emmerich, Jeffrey Nachmanoff.
Direttore della fotografia: Ueli Steiger.
Montaggio: David Brenner.
Interpreti principali: Dennis Quaid, Jake Gyllenhaal, Dash Mihok, Jay Sanders, Ian Holm, Emmy Rossum.
Musica originale: Harald Kloser.
Produzione: Roland Emmerich, Mark Gordon.
Origine: Usa, 2004.
Durata: 124 minuti.
Emmerich in lankelot
Thomas (recensione e analisi) e Mat (analisi e dettagli tecnici), Lankelot dicembre 2007.
Commenti
P.F.: non ho dimestichezza con i film; potreste guardare che vadano bene i TAGS e i credits?
A domani
T
(sembra tutto liscio;) )
"Emmerich, non sia mai che qualcuno dimentichi, è già autore affermato; ha portato sul grande schermo epopee indimenticabili come Indipendence day, e Stargate. Da allora sappiamo che Harry Potter da grande farà certamente il presidente degli Stati Uniti. E che Spider Man, in fondo, è un cittadino qualunque.
In ogni caso non temete, la riconferma c?è stata."
> Ho l'impressione che ci attende una grossa pagina:). Vediamo...
"Godibile quadretto di famiglia: un padre di colore e una madre bianca, a riprova che negli Stati Uniti la convivenza è possibile. Purtroppo anche il figlio è bianco, il che da adito a sospetti sulla paternità."
> ahahah
" I grattacieli sono chiaramente della stessa miracolata sostanza della statua della libertà; difatti non sembrano essere intaccabili dall?ondata di marea. Per altro i vetri infrangibili sopportano stoicamente la pressione, senza dare visibili segni di cedimento."
> :)))
"È il momento del richiamo Spilbergiano. Come ET, il figliol prodigo telefona a casa. Lo scopo del gesto resta incomprensibile, soprattutto alla luce del fatto che per riuscirci dovrà calarsi nell?acqua gelida, rischiando annegamento e ipotermia. In questo modo comunque verrà avvisato dal padre della situazione.
Il telefono, benché sommerso dall?acqua, funziona perfettamente."
>ahahahahhaa
"Pianificherà un viaggio esemplare, da Whasinghton a New York, percorrendo i primi 200 Km, fino a Filadelfia, in macchina, quindi altri 150 chilometri, da Filadelfia a New York"
> Ocio: Washington e Philadelphia (Filadelfia è italianizzato)
"Ricordando Indipendence Day, già sulla retta via, questo è un film che procede nell?esplorazione della cloaca maxima del cinema, capace di convogliare in meno di due ore di pellicola un gusto smisurato per il kitsch, una retorica ultranazionalistica che avrebbe fatto impallidire Goebbels, un senso di superiorità palesato nei confronti di dettagli come la coerenza, la logica e il rispetto dell?intelligenza dello spettatore, giudicato, neanche a dirlo, un emerito imbecille.
È indegno spacciare questa accozzaglia delirante di effetti speciali riciclati come informazione.
L?informazione richiede uno sforzo da parte di chi la fornisce, in qualità e in intelligenza, e un pari sforzo da chi la riceve.
E questo film è la morte. Dell?intelligenza e dell?informazione."
> Assolutamente d'accordo. E grazie per la ricca e allegra condivisione. L'amarezza, condivisa, anni fa figliò questo
"CASCO DI BANANE (per SCIMMIE EVOLUTE)"
www.lankelot.eu/index.php/2006/09/17/emmerich-the-day-after-tomorrow/
Ho corretto l'errore. Forse non hai visto ma ho messo un link alla tua pagina in lankelot su Emmerich; immaginerai già, mai hai la mia totale condivisione.
:)))