Partire da un suono e ricostruire l’immagine. E dall’immagine ricostruire la verità e spazzare via menzogna e intrighi di potere. Partire da un suono anomalo, che non fa quadrare il cerchio, e rinvenire dietro di esso il marcio di una società che è destinata a implodere. Partire dal suono e dalle sue onde per conquistare la libertà di parola, per affrancarsi dal potere e dire che “c’è del marcio in Danimarca”, anche se il dirlo ti costa censura e vita, vita e un destino che non avresti mai osato credere.
Quello che Jack, uno che fa gli effetti sonori nel cinema, non avrebbe mai osato credere: perché quando ti trovi su un ponte, nel cuore di un bosco, per registrare i rumori di un b-movie, non pensi mai che ti possa accadere qualcosa del genere. Registrare un incidente stradale e salvare la vita a una donna che non si trovava lì per caso e poi scoprire che a lasciarci le penne è stato un pezzo grosso, uno che si sarebbe candidato alla presidenza: uno che, insomma, forse, non è morto per caso.
Remake riscritto de La conversazione e di Blow up, Blow out è uno dei film che meglio rappresenta la poetica di De Palma: citazioni a nastro – bella perché gratuita quella della scena della doccia di Psycho – virtuosismi tecnici ed esibizione del mezzo – la panoramica a 360° dello studio di Jack è un movimento di macchina che raramente si vede in giro – riflessioni e calembours metalinguistici – il film si apre con un altro film, un film di serie b a cui Jack fa gli effetti sonori.
Il cinema di questo autore non può prescindere da una messa in scena “coatta” e autoriflessiva: ed è per questo che il diegetico si nutre di tutto l’arsenale scopico a disposizione: croma key, luci intermittenti e psichedeliche, dolly e piani sequenza barocchi. Il linguaggio di De Palma è forte perché i suoi script lo necessitano, perché il suo cinema nel cinema è un approccio diametralmente opposto al realismo e al minimalismo, perché la finzione va palesata per ricordarci in ogni istante che quest’arte non è solo denuncia sociale ma soprattutto gioco, creatività e divertimento.
E tuttavia la denuncia che l’autore fa della società non ne risente, anzi, ne trae vantaggio. Perché è un action movie che si snoda con logica e leggerezza senza cristallizzarsi mai troppo su tesi politiche e morali. De Palma mette la forma davanti al messaggio, e se il messaggio arriva al pubblico bene, ma se non arriva, fa lo stesso. A lui non importa.
La scelta di affidare a John Travolta, – bravo e credibile – da poco reduce dal trionfo de La febbre del sabato sera, il ruolo del protagonista rispecchia il senso cinematografico di questo regista che riesce ad accorpare autorialità e star system, che crede nel cinema commerciale come mezzo per veicolare linguaggio e cinema personale.
Regia: Brian De Palma. Soggetto e Sceneggiatura: Brian De Palma. Direttore della fotografia: Vilmos Zsigmond. Montaggio: Paul Hirsch. Interpreti principali: John Travolta, Nancy Allen, John Lithgow, Dennis Franz, Peter Boyden, Curt May, John Aquino. Musica originale: Pino Donaggio. Scenografia: Paul Sylbert. Costumi: Ann Roth. Produzione: George Litto, Fred Caruso. Origine: Usa, 1981.Durata: 108 minuti.
Info: http://it.wikipedia.org/wiki/Blow_Out
http://en.wikipedia.org/wiki/Brian_De_Palma
De Palma in Lankelot:
Leibniz, prima pubblicazione in Lankelot.com, 2004.
Commenti
(Blow Out) Neo IAN!
(Blow Out) Neo IAN!
(Blow Out) - scrivi: "Remake
(Blow Out) - scrivi: "Remake riscritto de La conversazione e di Blow up, Blow out è uno dei film che meglio rappresenta la poetica di De Palma:"
> Credo che "La conversazione" da queste parti manchi. Sbaglio? Ci aiuti? ;)
(Blow Out): scrivi: "Il
(Blow Out): scrivi: "Il cinema di questo autore non può prescindere da una messa in scena “coatta” e autoriflessiva: ed è per questo che il diegetico si nutre di tutto l’arsenale scopico a disposizione: croma key, luci intermittenti e psichedeliche, dolly e piani sequenza barocchi"
> E' grande cinema. E questa è grande scrittura di cinema. Alla degra.
(Blow Out): scrivi: "La
(Blow Out): scrivi: "La scelta di affidare a John Travolta, – bravo e credibile"
> 1981! Di lì a poco sarebbe entrato in crisi, sino alla rigenerazione tarantiniana. Cosa è successo a JT per tutto quel tempo?